Crollo criptovalute: bruciati 550 mld nel flash crash. Cosa succederà adesso?

Un crollo, anzi tecnicamente un flash crash, che ha portato a bruciare qualcosa come 550 miliardi di dollari. E’ questo l’ammontare del sell-off che gli asset digitali hanno registrato durante lo scorso fine settimana. Ovviamente non tutte le valute virtuali hanno subito una batosta consistente, ma le prime della classe hanno certamente subito un’erosione significativa del rispettivo livello di capitalizzazione. 

Come hanno evidenziato alcuni esperti del settore, il crollo delle criptovalute ha riportato tutti con i piedi per terra. I discorsi euforici sulla possibilità che il prezzo del Bitcoin potesse raggiungere i 100 mila dollari già entro la fine dell’anno hanno inevitabilmente subito un ridimensionamento. Al tempo stesso, però, il flash crash che ha interessato il settore degli asset digitali ha creato le condizioni per entrare sul mercato a prezzi più vantaggiosi.

Come sempre avviene in queste situazioni, infatti, comprare nei momenti di ribasso può essere una buona occasione per puntare poi ad un profitto sfruttando la ripartenza. Per operare con questa strategia, però, è fondamentale scegliere un broker autorizzato come ad esempio eToro. Ricordiamo che è possibile provare questa piattaforma in modalità demo seguendo il link in basso.

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Crollo criptovalute: cosa succederà adesso? 

Considerando che oggi il clima sulle criptovalute è decisamente più disteso rispetto a quello del fine settimana, potrebbe essere l’occasione giusta per interrogarsi sul futuro con lucidità. Cosa succederà dopo il crollo delle criptovalute? 

Gli esperti si attendono che l’andamento resti pacato nelle prossime settimane. Ovvero, una situazione rischiosa per Bitcoin Ethereum, e a cascata anche per tutte le altre valute digitali.

In effetti, dopo un periodo di rialzi continui, e i massimi storici toccati da Bitcoin nel mese di ottobre, sembrerebbe essere arrivato il momento della correzione. Un dato su tutti: Bitcoin, la regina delle cripto, ha messo in fila ben tre settimane consecutive in ribasso. 

Sabato è stato il giorno più nero in assoluto. Gli investitori di alto profilo hanno proceduto con la liquidazione delle loro posizioni. E’ stato proprio questo comportamente a spingere il prezzo del Bitcoin sotto la media degli ultimi 200 giorni. Il BTC è così arrivato a 46.300 dollari.

Dal punto di vista dell’analisi tecnica proprio questa quotazione dovrebbe essere il supporto per consentire a Bitcoin di restare in una zona media alta. Un ulteriore break potrebbe portare il Bitcoin a 41.600 dollari, o anche sotto. Invece, oltre la soglia psicologica di 50mila, bisognerà procedere con al valutazione della media a 100 giorni.

Nessun rialzo in prospettiva

Le cripto valute hanno abituato tutti, esperti e meno, a grandi balzi in ogni direzione. Al momento però, gli esperti non prevedono grandi aumenti nel prossimo futuro. Molti operatori si stanno muovendo con grande cautela.

Tra le motivazioni di questa ipotesi, c’è la posizione espressa della Federal Reserve; la Banca centrale statunitense infatti ha fatto capire che potrebbe inasprire la politica monetaria in anticipo rispetto ai tempi. Le criptovalute di conseguenza, considerate attività finanziarie ad alto rischio, non hanno una grande attrattiva per gli investitori.

Inoltre, i margini di debito sulle equity statunitensi al momento hanno raggiunto livelli record. Un indicatore da non ignorare in questo periodo, quando l’accelerazione del tapering e l’aumento dei tassi sono dietro l’angolo.

I tassi influenzano anche le criptovalute. Non bisogna ricordare che a ottobre sono stati presi oltre 935 miliardi di dollari in prestito, con interesse storicamente bassi. Normalizzare la politica monetaria è un grosso rischio per ogni tipo di asset, a partire proprio dalle criptovalute.

Ecco perchè dopo il crollo degli asset digitali ci potrebbe essere semplicemente la prosecuzione di una fase di debolezza. 

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