Il prezzo di Bitcoin scende al minimo da 2 anni. Ecco cosa sta succedendo

un gettone Bitcoin e sullo sfondo un grafico sull'andamento dei prezzi

Il Bitcoin (BTC) insieme a molti altri asset digitali sta attraversando un periodo tutt’altro che positivo, e d’altra parte si parla ormai da mesi dell’inverno delle criptovalute, una fase ribassista della quale, almeno per il momento, non si scorge la fine.

Ad incidere negativamente sull’andamento di prezzo delle maggiori valute virtuali sono stati poi altri episodi come il recente crollo dell’exchange FTX. Il quadro complessivo non si presenta molto incoraggiante infatti, tra timori di bancarotta di alto profilo, pressioni normative e dilaganti vendite allo scoperto, e il risultato è che il prezzo di Bitcoin (BTC) è sceso fino al suo minimo di due anni.

Bitcoin (BTC) in questo momento viene scambiato intorno ai 15.649 dollari, il prezzo più basso mai raggiunto da novembre 2020. Il crollo del prezzo di BTC cui stiamo assistendo supera il -26%, dai 21.418 dollari del 5 novembre scorso.

Prezzo di BTC in discesa libera tra gli effetti del crollo di FTX

La notizia del ribasso del prezzo di Bitcoin fino al minimo da 2 anni arriva proprio quando i mercati accennano a riprendersi dalle continue ricadute ed effetti incrociati del crollo dell’exchange FTX.

Ci sono tra l’altro diversi soggetti di alto profilo che si sono ritrovati coinvolti in questa vicenda, ad esempio per via di cause legali intentate nei loro confronti per aver promosso questo exchange.

Troviamo società che operano nel mercato delle criptovalute come SALT, Liquid Global e BlockFi che hanno tutte deciso di interrompere i prelievi, citando come motivo l’esposizione al crollo di FTX appunto.

E le brutte notizie non sono ancora finite, visto che secondo quanto trapelato in questi giorni, anche il prime broker di criptovalute Genesis sta prendendo in considerazione il fallimento dopo aver bloccato i prelievi la scorsa settimana.

Stando a quanto riportato da Bloomberg, l’istituto di credito aveva parlato con la società di private equity Apollo Capital e l’exchange di criptovalute Binance in merito al finanziamento, tentando di raccogliere 1 miliardo di dollari per risolvere il problema di liquidità.

Un rappresentante dell’istituto di credito, parlando con Decrypt, ha spiegato: “non abbiamo intenzione di dichiarare bancarotta a breve” specificando che l’obiettivo è “risolvere la situazione attuale in modo consensuale senza la necessità di presentare alcuna dichiarazione di fallimento”.

Genesis in questi giorni ha indicato l’improvvisa ondata di clienti intenzionati a prelevare i propri asset come l’immediata conseguenza dell’inaspettato crollo di FTX, che viene quindi ritenuto la principale causa di tutti i loro attuali problemi finanziari.

Crolla il prezzo di Bitcoin fino al minimo di 2 anni

Il contesto in cui si va a collocare il recente crollo di Bitcoin (BTC) fino al minimo di 2 anni è quindi tutt’altro che favorevole. Da una parte abbiamo un trend ribassista definito inverno delle crypto che è iniziato già mesi fa, e che è determinato da una congiuntura economico – finanziaria totalmente instabile, legata a sua volta a tensioni politiche mondiali senza precedenti dal dopoguerra.

Dall’altra abbiamo tutta una serie di eventi che hanno contribuito a raffreddare ulteriormente questo inverno delle crypto, a cominciare dal crollo della stablecoin TerraUSD del mese di giugno, per poi arrivare al recente collasso dell’exchange FTX, i cui effetti a catena si stanno ancora ripercuotendo su molti attori nel mercato degli asset digitali.

E non è tutto, perché a spingere verso il basso il prezzo di Bitcoin (BTC) contribuisce anche la serie di pressioni normative su scala globale.

Anche Fidelity, uno dei maggiori investitori istituzionali di tutto il mondo, nonché il più grande fornitore di conti di risparmio di US 401(k), è stata recentemente oggetto di un nuovo esame da parte di alcuni rappresentanti politici degli Stati Uniti per abbandonare il suo piano Bitcoin 401(k).

Infatti i senatori Elizabeth Warren del Massachussets, Tina Smith del Minnesota e Richard Durbin dell’Illinois hanno tutti firmato una lettera in cui si afferma che il recente fallimento di FTX “ha reso abbondantemente chiaro che il settore degli asset digitali ha seri problemi”.

La società con sede a Boston, che gestise circa 9,9 trilioni di dollari, aveva in programma di lanciare la propria app di trading basata su Bitcoin ed Ethereum. Un piano che è stato quindi accantonato prima di prendere realmente forma, proprio per via delle pressioni politiche.

Nel frattempo da un rapporto di CoinShares è emerso che le criptovalute stanno ricevendo i maggiori afflussi di investimenti brevi mai registrati.

Secondo questo rapporto sebbene ci fosse un afflusso di 14 milioni di dollari in prodotti di investimento legati a Bitcoin (BTC), il 75% circa di questo afflusso proveniva da speculatori che acquistavano prodotti che consentivano loro di vendere Bitcoin allo scoperto.

Non possiamo certo dire che il prezzo di Bitcoin (BTC) sia stato stabile nel corso del 2022, anzi è chiaro che il trend è stato ribassista sin dall’inizio dell’anno, con un netto peggioramento innescato dall’improvviso deterioramento dei rapporti tra i Paesi occidentali e la Russia nel contesto della crisi ucraina.

Tuttavia appare anche evidente che il recente crollo del mercato post-FTX sta superando l’impatto causato da qualsiasi altra crisi del mercato di quest’anno.

Abbiamo già citato il crollo della stablecoin algoritmica TerraUSD del mese di giugno scorso, al quale è seguito il crollo del prestatore di criptovalute Celsius. Questi eventi hanno spinto al ribasso il prezzo di Bitcoin (BTC), che in quell’occasione ha toccato il minimo di 33.263$ a luglio, dopo che nel mese di novembre aveva raggiunto il record massimo, all time high, di 69.045 dollari.

In questo momento il prezzo di Bitcoin (BTC) si attesta leggermente al di sopra dei 16k dollari, avendo recuperato qualcosa nel corso delle ultime ore. Si tratta comunque di un livello decisamente basso, e continua ad essere difficile prevedere quando potremo vedere un’inversione di tendenza significativa.

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