Mercato ribassista delle criptovalute sta per finire per JP Morgan: occhio a questo market mover

criptovalute

Il recente recupero messo a segno dalle criptovalute a maggiore capitalizzazione (Bitcoin e Ethereum in testa) ha riacceso il dibattito sulle prospettive del settore. Dopo tanti mesi difficili c’è voglia di svoltare ma si farebbe un grave errore a dare tutto per scontato.

La verità è che la situazione è in costante evoluzione e il peso dell’incertezza sempre dominante. In questo contesto le analisi sulle prospettive delle criptovalute si sprecano. Diciamo subito che non c’è convergenza di vedute tra i vari analisti.

Proprio per questa ragione diventa fondamentale l’autorità della fonte. Sicuramente da tenere in debita considerazione è il recente report elaborato dagli esperti della banca d’affari JP Morgan. L’analisi si poggia su una domanda fondamentale: il mercato ribassista delle criptovalute è davvero finito o il recente recupero può essere valutato come una bull trap?

L’interrogativo cruciale nel senso che dalla risposta dipende la strategia trading che si vuole adottare sui vari asset digitali. A proposito di scelte operative, ricordiamo che scegliendo i CFD per fare trading sulle criptovalute si può speculare sia al rialzo (long) che al ribasso (short).

Fondamentale è la scelta del broker per operare. Il nostro suggerimento è eToro, un fornitore che mette a disposizione tantissimi strumenti per la propria attività. In più con eToro si può anche usare la demo gratuita da 100 mila euro virtuali per fare CFD Trading su BTC/USD e altri cross.

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Perchè il ribasso delle criptovalute potrebbe essere finito

Da cosa deriva l’estrema fiducia di JP Morgan sulla possibile fine del mercato orso delle criptovalute? Secondo gli analisti della banca d’affari americana, nonostante il forte recupero messo a segno nel mese di luglio, il settore degli asset digitali presenta ancora un calo di oltre il 50 per cento da inizio anno. Anche a causa del periodo, i volumi di scambio continuano ad essere bassi. Tuttavia, in questa situazione, le criptovalute sembrano proprio aver raggiunto il fondo. In poche parole, è improbabile che ci possa essere una discesa al di sotto dei minimi raggiunti mesi scorsi.

Secondo l’analista JP Morgan Kenneth Worthington, nel mese di luglio le valutazioni degli asset digitali hanno evidenziato un aumento che può essere considerato una sorta di correzione dei prezzi dopo una lunga fase di ribassi.

C’è un dato su tutti che dovrebbe spingere alla fiducia: il prezzo delle 100 criptovalute più importanti ha registrato un aumento del 36 per cento. A spingere in su le quotazioni è stato il miglioramento del quadro generale, la ripresa delle borse (il ribasso dei mesi scorsi ha evidenziato quanto gli asset digitali sia connessi alla borsa Usa), e il tema forte del settore ossia il merge di Ethereum. Non è stato quindi un caso se proprio Ether, seconda criptovaluta per capitalizzazione, abbia registrato la performance più ampia.

Ricordiamo che il passaggio di Ethereum al meccanismo di “proof-of-work” a un sistema di consenso “proof-of-stake” (fusion) è previsto per settembre e dovrebbe consentire alla rete Ethereum di riuscire a tagliare il suo attuale consumo energetico di oltre il 99 per cento.

Cosa può condizionare i prezzi delle criptovalute

Per considerare finito il mercato orso delle criptovalute non è sufficiente che il ciclo ribassista sia in esaurimento ma servono temi forti in grado di ridare visibilità al settore delle criptovalute. Vero è che siamo in estate e che gli argomenti sono più scarsi, tuttavia invitiamo i nostri lettori a prestare molta attenzione ad un marker mover ben preciso: l’inflazione Usa.

Proprio oggi 10 agosto, gli Stati Uniti renderanno noto l’ammontare dell’inflazione nel mese di luglio. Si tratta di un catalizzatore potentissimo che è in grado di condizionare sia l’andamento di Wall Street (e di tutte le altre borse europee) che il mercato del forex (cambio Euro Dollaro in testa) e quello delle criptovalute.

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