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Workinvoice e Ebury, partnership per coprire il rischio di cambio delle pmi

workinvoice

Workinvoice offre un nuovo servizio per coprire il rischio di cambio valutario delle fatture delle piccole e medie imprese italiane.

Interessante alleanza tra la fintech italiana Workinvoice e la britannica Ebury: l’accordo prevede il lancio di un servizio attraverso il quale le pmi italiane potranno proteggersi dal rischio di cambio sulle proprie attività di import / export, e finanziarie i crediti commerciali in valuta estera mediante alcune procedure digitali online.

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L’obiettivo di questo servizio è quello di eliminare il rischio di perdite che sono determinate dalle fluttuazioni delle valute, permettendo invece di fissare il cambio a una data attuale o futura, a fronte del pagamento di una commissione che i due annunciano essere piuttosto competitiva rispetto al medesimo servizio, offerto però dal sistema bancario tradizionale.

Le opportunità per le pmi italiane sembrano essere piuttosto allettanti, considerato che Ebury permette di effettuare transazioni in 130 diverse valute, riducendo così i costi operativi qualsiasi siano le denominazioni valutarie dei crediti maturati.

Chi è Workinvoice

Fondata alla fine del 2013 dai soci Matteo Tarroni, Ettore Decio e Fabio Bolognini, attiva dal 2014, Workinvoice ha il primato tra le piattaforme dell’invoice financing italiane, ovvero tra i servizi che consentono alle aziende di cedere i loro crediti commerciali non scaduti, verso investitori istituzionali qualificati.

Tutto ciò che le imprese devono fare è caricare le fatture che devono incassare sul marketplace: qui gli investitori valuteranno quali crediti rilevare e quali, invece, scartare. Per ogni cessione del credito è prevista una commissione variabile sulla base della scadenza del titolo commerciale. Chi invece acquista il titolo beneficia di un tasso di sconto, in percentuale sul credito, definito in base d’asta.

Ricordiamo infine che più di due anni fa il Gruppo Crif ha acquistato il 10% di Workinvoice, lanciando contestualmente CribisCash. È un po' più recente, risalente a settembre 2019, il supporto di PwC come advisor strategico e tecnico per il lancio sul mercato del primo marketplace per lo scambio di crediti fiscali del SuperBonus.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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