Bonus 80 euro Renzi sarà davvero abolito? E' l'ora della verità

Bonus 80 euro Renzi sarà davvero abolito? E' l'ora della verità

Per evitare l'aumento dell'Iva, torna in primo piano la possibile abolizione del bonus di 80 euro in busta paga

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Il bonus di 80 euro in busta paga lavoratori dipendenti varato dal governo Renzi potrebbe avere una vita breve se non brevissima. L'abolizione del bonus di 80 euro, infatti, potrebbe già avvenire nei prossimi mesi e comunque sarebbe attuata entro il 2019.

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A confermare la possibile cancellazione del bonus Renzi è stato lo stesso ministro dell'Economia Giovanni Tria nel corso di un suo intervento di ieri. In realtà le parole di Tria non sono state affatto una novità. Già nell'autunno 2018, infatti, si era parlato di una possibile cancellazione del bonus di 80 euro in busta paga nell'ambito di una più vasta riorganizzazione del sistema di prelievo fiscale in Italia.

Già allora si era parlato di una abolizione che era quasi inevitabile se si volevano concendere bonus e vantaggi fiscali di altro tipo. Già allora si era parlato di una soppressione nell'ambito di una riorganizzazione complessiva del sistema delle detrazioni e delle agevolazioni fiscali. Del resto come poteva pensare di continuare a mantere il bonus di 80 euro un busta paga e allo stesso tempo concedere anche altri sussidi in assenza di risorse finanziarie sufficienti? Ad ogni modo nell'autunno 2018 le ipotesi non portarono a nulla di concreto e il bonus Renzi è rimasto nella busta paga di ben 11 milioni di lavoratori dipendenti. 

Ora, però, i tempi sembrano essere davvero cambiati e, complice il rischio scatto delle clausole di salvaguardia, il bonus di 80 euro potrebbe davvero essere cancellato. Il ministro Tria, nel suo intervento di ieri, non ha parlato di cancellazione del bonus ma bensì di riassorbimento nell'ambito di una più vasta riforma fiscale. Secondo Tria il bonus Renzi non solo fu frutto di una decisione fiscale sbagliata ma fu realizzato anche male dal punto di vista prettamente tecnico. Il responsabile del MEF nel suo intervento ha ricordato quelle che furono le difficoltà di configurazione del bonus di 80 euro in busta paga. Molti beneficiari, infatti, dopo aver incassato il bonus, furono costretti poi a restituirlo in quanto non più rientranti nei requisiti previsti dalla legge. Insomma il bonus di 80 euro, fin da subito, si configurò come un proveddimento propagandistico fatto anche male e applicato peggio. 

Al di là di queste obiezioni che il ministro ha messo in evidenza, resta la preoccupazione di tutti quei lavoratori dipedenti che fino ad oggi si sono visti riconoscere in busta paga i famosi 80 euro di Renzi. Sono proprio loro che si vedranno privare comunque di una somma in più al mese (960 euro all'anno). E' proprio per questo motivo che non appena è apparso evidente che il bonus di 80 euro sarà davvero abolito, sono arrivate le immancabili polemiche. Per ora dalla parte politica del governo non sono arrivate precisazioni anche perchè le elezioni europee sono imminenti e nè Di Maio nè Salvini vorrebbero, proprio ora, parlare di abolizione del bonus di 80 euro. 

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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