Contributi a fondo perduto partite IVA: la platea potrebbe essere estesa con nuovi requisiti per il bonus

Contributi a fondo perduto partite IVA: la platea potrebbe essere estesa con nuovi requisiti per il bonus

Il ministro dell'Economia Franco ha spiegato che i nuovi bonus potrebbero andare anche alle imprese con fatturato tra 10 e 15 milioni di euro

La platea dei beneficiari dei contributi a fondo perduto potrebbe essere estesa anche alle imprese con fatturato compreso tra i 10 e i 15 milioni di euro, stando a quanto ha recentemente dichiarato il ministro dell'Economia e delle Finanze Daniele Franco.

Il titolare del Tesoro ha infatti annunciato, durante un'audizione presso la Commissione Bilancio della Camera, che il bonus per partite Iva che prevede l'erogazione di contributi a fondo perduto per le attività economiche che risultano in possesso di determinati requisiti potrebbe avere una platea più ampia.

Potrebbero rientrare tra i beneficiari quindi anche le imprese più grandi, con fatturato tra i 10 e i 15 milioni di euro, e questo sarebbe stato possibile grazie al fatto che non tutte le partite IVA in regime forfettario hanno fatto richiesta per i contributi entro la data del 28 maggio. Il numero delle domande presentate infatti è risultato inferiore alle previsioni del governo.

Bonus partite IVA, contributi a fondo perduto anche per fatturato fino a 15 milioni

Le partite Iva che potranno accedere ai contributi a fondo perduto introdotti dal governo di Mario Draghi saranno anche quelle con fatturato compreso tra i 10 e i 15 milioni di euro annui.

La conferma è arrivata dallo stesso titolare del Mef, il quale in Commissione Bilancio alla Camera il 7 giugno scorso ha fatto presente che sono state solo 2 milioni le partite Iva che hanno presentato domanda per i contributi a fondo perduto entro la scadenza fissata al 28 maggio. Il governo invece aveva stanziato risorse per 6 miliardi di euro, necessari a soddisfare circa 3 milioni di richieste.

Sono avanzati quindi 2 miliardi di euro circa, somme che potranno essere utilizzate per offrire gli aiuti anche ad imprese che prima erano state escluse dai contributi a fondo perduto in base al requisito del fatturato annuo. I 2 miliardi in più andranno ad aumentare il platfond del fondo perduto a conguaglio.

Cos'è e come funziona il fondo perduto a conguaglio

Con il decreto Sostegni bis i contributi a fondo perduto vengono di fatto spacchettati. Lo scopo è quello di estendere la platea dei beneficiari facendo in modo che i cosiddetti ristori vengano erogati non solo sulla base del requisito del calo del fatturato.

È proprio su questo principio di fondo però che si basa l'erogazione dei contributi a fondo perduto a conguaglio. In questo caso infatti vengono presi in considerazione i dati dell'utile che sono reperibili nel bilancio d'esercizio.

Nel decreto Sostegni bis viene spiegato che la domanda per accedere agli aiuti deve essere inviata entro la scadenza fissata al 10 settembre. Ciò vuol dire quindi che la dichiarazione dei redditi deve essere presentata entro quella stessa data, e non entro la scadenza normalmente prevista per il 30 novembre.

Per poter ricevere i contributi a fondo perduto a conguaglio devono risultare soddisfatti i seguenti requisiti:

  • fatturato annuo registrato nel 2019 fino a un massimo di 10 milioni di euro
  • calo del fatturato relativo al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2020 rispetto a quello del periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2019 che deve essere in misura pari o superiore alla percentuale che sarà definita dal ministero dell'Economia e delle Finanze con apposito decreto.

In ogni caso i contributi a fondo perduto a conguaglio non possono superare l'importo di 150 mila euro e possono essere erogati alternativamente con bonifico o sotto forma di credito d'imposta a scelta del beneficiario.

Perché sia possibile estendere la platea dei beneficiari degli aiuti a fondo perduto, sarà necessario che nei prossimi giorni il ministero dell'Economia e delle Finanza provveda a modificare i requisiti di accesso che vengono attualmente presi in considerazione al fine di stabilire quali partite Iva hanno diritto ai contributi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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