Controlli anti evasione, il fisco si serve anche di Google Maps. Ecco come e dove

Controlli anti evasione, il fisco si serve anche di Google Maps. Ecco come e dove

Il fisco pronto a utilizzare Google Maps per cercare piscine e campi da tennis e scovare in questo modo eventuali evasori fiscali

Non accade in Italia, almeno per il momento (o quanto meno non allo stesso modo), infatti l'idea è del Fisco francese ed è quella di cercare gli evasori fiscali attraverso controlli fatti con Google Maps e l'ausilio di programmi di intelligenza artificiale.

Si tratta di una trovata che potrebbe produrre i suoi frutti nell'ambito della lotta all'evasione fiscale, e non è da escludere che un eventuale successo in tal senso induca in seguito altri Paesi ad adottare strategie analoghe.

Ma cosa cerca esattamente il fisco francese attraverso le immagini di Google Maps? L'attenzione è tutta rivolta a strutture quali piscine prima di tutto, ma anche campetti da tennis e verande, insomma tutto ciò che potrebbe indicare un tenore di vita più alto rispetto a quanto si evince dalle dichiarazioni dei redditi dei rispettivi proprietari.

Per tutto questo però Google Maps non basterebbe, e così il fisco ha deciso di farsi aiutare da una intelligenza artificiale, ad essere precisi si tratta di un algoritmo in grado di individuare proprio quegli elementi che interessano al fisco.

Come avvengono i controlli del Fisco con Google Maps

Quello di cui il ministero dell'Economia francese si servirà sarà un software per la rilevazione automatica di edifici e piscine abusivi, che a sua volta si appoggerà a Google Maps per effettuare le ricerche anti evasione fiscale.

Il compito del software utilizzato dal fisco per stanare gli evasori fiscali dovrà spiare dall'alto il territorio ed identificare i contorni di elementi di lusso, che quindi dovrebbero incidere sul calcolo delle tasse da pagare, che non risultano dichiarati.

Dovrebbero spuntar fuori piscine realizzate senza alcuna dichiarazione di inizio lavori o richiesta di autorizzazione, verande e campi da tennis, o almeno questo è quanto si aspetta il fisco francese. Tutti gli elementi 'sospetti' rilevati dal software attraverso Google Maps verranno poi sottoposti ai dovuti controlli incrociati che serviranno per verificare se è tutto in regola o se vi sono elementi non dichiarati.

In questo secondo caso scatteranno dei controlli approfonditi finalizzati al calcolo delle tasse non pagate. "Il proprietario dell'immobile è invitato a regolarizzare la propria situazione" spiega infatti il direttore generale delle finanze pubbliche (Dgfip) stando a quanto riportato dal quotidiano ItaliaOggi.

Google Maps a disposizione del fisco francese

Il fisco francese quindi si servirà di Google Maps per stanare possibili evasori fiscali. Il servizio offerto dal più famoso motore di ricerca al mondo viene utilizzato così per la "fornitura di infrastrutture cloud e hosting e dei suoi servizi per lo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale".

Ad essere utilizzate dal fisco saranno quindi strumenti telematici che Google ha già messo a disposizione del pubblico rendendoli open source. La pratica finalizzata alla caccia agli evasori fiscali comunque non è stata adottata sin da subito per l'intero territorio nazionale, ma riguarderà per il momento solo 13 dipartimenti del servizio nazionale di documentazione catastale (Sdnc).

Alcuni risultati sono già stati analizzati nel mese di luglio, e sono emerse le attese discrepanze tra quanto i contribuenti dichiarano e quanto invece si rileva dalle immagini satellitari.

Il passo successivo sarà quello di capire se queste incongruenze sono tutte frutto di un errore di interpretazione commesso dall'algoritmo, nel qual caso si dovrà provvedere a correggere il programma, oppure se effettivamente dovranno essere avviati dei controlli fiscali approfonditi a carico dei proprietari degli immobili individuati dal software. 

Le probabilità che si tratti principalmente di errori commessi dal software tuttavia sembrano essere piuttosto basse. Un lavoro simile era già stato svolto in passato infatti, nel 2017 e nel 2019, ma solo a livello locale, per l'esattezza a Marmande, ed emerse che un terzo delle piscine della città non erano state dichiarate.

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