Obbligo Green Pass a lavoro, chi non ha il pass rischia di perdere anche la tredicesima?

Obbligo Green Pass a lavoro, chi non ha il pass rischia di perdere anche la tredicesima?

I lavoratori senza Green Pass, che risultano quindi assenti ingiustificati, rischiano di vedersi ridotto l'importo riconosciuto a titolo di tredicesima

I lavoratori che non hanno il Green Pass, o coloro che hanno il pass ma si rifiutano di esibirlo nel momento in cui viene loro richiesto da chi è incaricato di effettuare i controlli, vengono registrati come assenti ingiustificati e possono incorrere in tutta una serie di conseguenze, a cominciare dalla sospensione dello stipendio e di eventuali emolumenti.

Ma tra le possibili conseguenze di un'assenza ingiustificata che si protrae per un certo periodo di tempo, possono esserci anche decurtazioni sulla tredicesima.

I lavoratori senza Green Pass rischiano di non ricevere la tredicesima?

In realtà il rischio c'è ma la tredicesima viene comunque regolarmente erogata, tuttavia l'importo riconosciuto potrebbe risultare leggermente ridimensionato.

Oggi in Italia ci sono ancora moltissimi lavoratori che non hanno ricevuto il vaccino e che, pertanto, sono costretti a fare continuamente tamponi antigenici o molecolari se vogliono avere il green pass e continuare a lavorare regolarmente.

In molti tuttavia sono sprovvisti del pass verde, sia nel settore pubblico che in quello privato, e pertanto dal momento in cui non sono in grado o si rifiutano di esibire la tessera vengono registrati come assenti ingiustificati con tutto ciò che questo comporta.

Ma cosa comporta esattamente dal punto di vista della tredicesima? Sappiamo che la retribuzione viene sospesa per i giorni di assenza, e che al contempo non vi è alcun rischio di licenziamento in quanto il rapporto di lavoro persiste e non vi sono ripercussioni disciplinari.

Tuttavia il lavoratore "assente ingiustificato" perde il diritto a tutti gli altri compensi o emolumenti, e per quel che riguarda la tredicesima, i giorni di sospensione non negano a prescindere la sua erogazione, ma potrebbero incidere sugli importi.

Ricordiamo prima di tutto che la tredicesima viene calcolata sulla retribuzione lorda annuale, la quale viene suddivisa in 12 mensilità e moltiplicata per i mesi effettivi di lavoro che il dipendente ha svolto.

Affinché una mensilità venga conteggiata però è necessario che i giorni di lavoro effettivo svolti nell'arco del mese siano almeno 15, e questo vuol dire che se l'assenza ingiustificata del lavoratore sprovvisto di Green Pass si protrae per oltre 15 giorni, allora quella mensilità non rientrerà nel calcolo per stabilire l'importo della tredicesima.

Come si calcola e quando viene pagata la tredicesima

Ma come si calcola esattamente la tredicesima? Sappiamo che corrisponde a un dodicesimo dell'intera retribuzione annua, e che nel calcolo vengono considerate tutte le voci del cedolino paga.

La tredicesima viene erogata in aggiunta alla retribuzione ordinaria, e matura anche durante i giorni di malattia, di infortunio sul posto di lavoro e di maternità, nei limiti del periodo di conservazione del posto e per la parte che non viene liquidata dagli enti preposti.

I giorni di assenza ingiustificata, quindi anche in caso di mancato possesso del Green Pass, rientrano però tra quei periodi di sospensione dell'attività lavorativa che non vengono riconosciuti dall'Inps ai fini previdenziali.

Quanto alla data per la quale è previsto il pagamento della tredicesima, in realtà inizialmente non vi era una vera e propria legge che stabilisse se e quando doveva essere erogata. In generale erano i datori di lavoro a decidere se riconoscere la tredicesima sotto forma di "gratifica natalizia" erogandola intorno alla metà di dicembre.

Successivamente, durante il ventennio fascista con l'introduzione del contratto collettivo nazionale del lavoro (CCLN) del 5/8/1937, la tredicesima è diventata obbligatoria per le imprese industriali. Ed è stato con il DPR 1070/1960 che la tredicesima è stata estesa a tutti i lavoratori.

Attualmente hanno diritto alla tredicesima i lavoratori dipendenti a tempo determinato e indeterminato, sia del pubblico che del privato, i lavoratori domestici come colf, baby sitter e badanti, e i pensionati.

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