Per coniugi con residenza diversa arriva l'esenzione IMU. Ecco quali sono le novità nel DL fiscale 2021

Per coniugi con residenza diversa arriva l'esenzione IMU. Ecco quali sono le novità nel DL fiscale 2021

Con un emendamento al decreto fiscale 2021 si introduce una novità sull'esenzione IMU per coniugi con residenza diversa

Con un emendamento al decreto fiscale 2021 è stata introdotta una importante novità che riguarda il pagamento dell'IMU. In particolare ci si riferisce in questo caso alla condizione di due coniugi che hanno residenza diversa, i quali si troveranno a dover pagare l'IMU su uno dei due, ma potranno scegliere per quale invece beneficare dell'esenzione prevista. 

Le regole per i coniugi residenti in Comuni diversi vengono infatti modificate con l'approvazione dell'emendamento al decreto Fiscale 2021 collegato alla Legge di Bilancio 2022, che stabilisce l'esonero per uno dei due immobili.

Si trattava di un dibattito aperto da tempo, al quale con questo emendamento si pone fine. Il Ministero del Tesoro, con la circolare 3D/F del 2012, aveva stabilito che l'esenzione dal pagamento dell'IMU per i coniugi che vivono in due abitazioni situate in due Comuni diversi per motivi di lavoro era una norma da preservare.

Con la sentenza n. 20130 del 24 settembre 2020 la Cassazione ha fatto marcia indietro rispetto alla posizione iniziale. Si riconosce infatti il diritto all'esenzione dal pagamento dell'IMU per l'abitazione principale nel caso in cui il contribuente sposti la residenza anagrafica in un'altra abitazione in un Comune diverso per esigenze di lavoro.

Con l'approvazione dell'emendamento al DL fiscale si chiude definitivamente il dibattito sull'argomento, e la soluzione a quanto pare va a favore del contribuente.

Per coniugi con residenza diversa è prevista l'esenzione IMU: le novità

Per i coniugi che hanno residenza diversa l'emendamento prevede alcune novità circa il pagamento dell'IMU. In particolare, dal punto di vista legislativo, l'emendamento approvato in questi giorni modifica l'articolo 1, comma 741 della Legge di Bilancio 2020, nella quale si definivano le regole riguardanti il pagamento dell'IMU prima casa nel caso di componenti dello stesso nucleo familiare. 

Ricordiamo prima di tutto che per la definizione di abitazione principale facciamo riferimento a quanto stabilito dall'articolo 1, comma 741 lettera b, dove leggiamo che per prima casa si intende:

"L'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e i componenti del suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente".

Viene altresì specificato che "nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l'abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile".

Le novità introdotte con l'emendamento approvato in questi giorni si impongono quindi sia sull'interpretazione che il Ministero di Economia e Finanza riporta nella circolare n. 3/DF del 2012 che sulla sentenza della Corte di Cassazione.

A chi spetta l'esenzione IMU nel caso di coniugi con residenza in Comuni diversi

Quali sono quindi le novità che l'emendamento al decreto fiscale introduce per i coniugi che hanno residenza in due Comuni diversi? Prima di tutto l'esenzione dal pagamento dell'Imposta Municipale Unica sarà applicabile ad un solo immobile per nucleo familiare.

In secondo luogo però si stabilisce che sarà il nucleo familiare a decidere per quale immobile far valere l'esenzione dal pagamento dell'IMU. Una regola che si anderbbe ad applicare sia nel caso di immobili situati in due Comuni diversi che nel caso di immobili nello stesso Comune.

Allo stato attuale invece i coniugi sono tenuti al pagamento dell'IMU su entrambi gli imobili se si trovano in Comuni diversi.

La novità che sarà introdotta con l'emendamento al decreto Fiscale 2021 però non è ancora ufficiale in quanto quest'ultimo, che è collegato alla Legge di Bilancio 2022, dovrà essere convertito in legge entro il 20 dicembre prossimo, e in caso contrario decadrà.

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