Per i non vaccinati over 50 multa da 100 euro, e se chi si oppone sarà costretto a pagare potrà farlo in autunno

A partire dal 1° febbraio 2022 scattano le sanzioni per i cittadini con più di 50 anni di età che non hanno ricevuto la somministrazione del cosiddetto ‘vaccino’ anti Covid. Il governo guidato da Mario Draghi ha infatti introdotto l’obbligo di accettare l’inoculazione del siero sperimentale per tutti i cittadini dai 50 anni in su, e per chi non adempie la multa sarà di 100 euro.

Una sanzione irrisoria tutto sommato, almeno per cominciare, che da chi non intende cedere al ricatto molto probabilmente non verrà pagata. Condivisibile o meno, giusta o sbagliata che sia, tanto la legge che impone l’obbligo quanto la reazione del cittadino che disobbedisce, l’opzione di non pagare la multa e fare ricorso è prevista dal nostro ordinamento.

Ma cosa succede se un cittadino decide di non pagare i 100 euro di multa? Il primo dato interessante riguarda i tempi entro i quali si troverà costretto a pagare nel caso il ricorso intentato nelle opportune sedi dovesse non dare i frutti sperati. 

Il cittadino che fa ricorso contro la sanzione da 100 euro per il mancato adempimento dell’obbligo vaccinale per gli over 50, in ogni caso non si troverà costretto a pagare prima dell’autunno. Per veder applicata la sanzione infatti ci sono 260 giorni di tempo, come minimo.

Quanto tempo passerà prima di pagare effettivamente la multa

Il cittadino che decide di non pagare la multa e di fare ricorso, anche nel caso in cui quest’ultimo venga respinto, non si vedrà addebitato l’importo della sanzione prima che siano trascorsi 260 giorni a decorrere dalla data alla quale scatta la sanzione, che è quella del 1° febbraio.

La data del 1° febbraio tra l’altro è molto teorica, perché non tiene conto dei tempi ‘burocratici’ e della proverbiale lentezza della pubblica amministrazione italiana. Si presuppone infatti che la sanzione vada effettivamente a scattare entro quella data, ma perché ciò avvenga sarebbe necessario che il non vaccinato venga subito individuato e che tutto funzioni alla perfezione.

Proviamo a fare un paio di conti per capire esattamente cosa rischia chi non paga i 100 euro di multa previsti per il mancato adempimento dell’obbligo vaccinale per gli over 50.

Come riportato anche da Il Sole 24 Ore, il Dl 1/2022 che è entrato in vigore l’8 gennaio scorso, ha introdotto l’obbligo di ricevere il vaccino per tutti i cittadini con più di 50 anni di età, o che compiono i 50 anni entro il prossimo 15 giugno.

La sanzione però non scatta già da gennaio ma solo dal 1° febbraio e non riguarderà solo chi non ha ricevuto nemmeno una dose, ma anche quei cittadini che hanno ricevuto fino a due dosi ma che non hanno ancora ricevuto la terza, a meno che i tempi previsti per la somministrazione del booster non siano ancora trascorsi.

Come fare per fare ricorso per non pagare la multa da 100 euro

Per i trasgressori la sanzione sarà notificata dall’Agenzia delle Entrate, ma ad irrogarla sarà il ministero della Salute. Prima dell’avviso dell’addebito il cittadino non vaccinato riceverà una comunicazione di avvio del procedimento e a quel punto potrà decidere di pagare, oppure inviare all’azienda sanitaria locale competente per territorio eventuali esenzioni, o comunicare le ragioni per cui non ci si è ancora sottoposti alla somministrazione del farmaco.

Se vi sono delle ragioni in tal senso queste dovranno essere opportunamente documentate, e dovrà trattarsi di ragioni oggettive, assolute e documentate. Il non vaccinato che riceve la sanzione ha comunque 10 giorni per agire in tal senso, ed ha anche la possibilità di chiedere all’azienda sanitaria locale competente di essere sentito, cosa che tuttavia quest’ultima non ha l’obbligo di accordare.

Sempre in quei 10 giorni il cittadino dovrà inviare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate nella quale riferirà di aver comunicato all’azienda sanitaria le ragioni del mancato adempimento dell’obbligo vaccinale. Nei successivi 10 giorni sarà l’Azienda sanitaria locale a comunicare all’Agenzia delle Entrate se la sanzione sarà comunque irrogata oppure no.

Dopo i 10 giorni, più gli altri 10, prima che la sanzione venga applicata di fatto passeranno altri 240 giorni. Entro i successivi 180 giorni l’Agenzia delle Entrate notificherà via Pec o raccomandata a/r un avviso di addebito che avrà valore di titolo esecutivo.

Il contribuente che deciderà di pagare dopo questa seconda notifica, e non dopo la prima, si dovrebbe vedere addebitate anche le spese per la stessa. Non si sa ancora però in che modo verrà interpretata la normativa nella prassi che riguarda specificamente queste sanzioni.

Dopo questa notifica da parte delle Entrate il contribuente avrà tempo 60 giorni per pagare, oppure entro 30 giorni dovrà presentare ricorso davanti al Giudice di Pace. Ed eccoci al totale dei 260 giorni dal giorno in cui scatta la sanzione che dovrebbe essere, in teoria appunto, il 1° febbraio.

Il tempo di attesa prima che la stessa venga effettivamente applicata ci porta quindi all’autunno inoltrato. Per quanto riguarda il calcolo di cui sopra, da una parte dobbiamo tener conto del fatto che non è da escludere che l’Agenzia delle Entrate notifichi l’addebito prima dei 180 giorni, ma dall’altra non possiamo ignorare il fatto che difficilmente le sanzioni scatteranno immediatamente il 1° febbraio.

Il canale attraverso il quale Agenzia delle Entrate e ministero della Salute si interfacceranno potrebbe non essere così immediato, e questo potrebbe comportare ritardi che è difficile ora come ora quantificare.

Cosa rischia chi decide di non pagare la multa da 100 euro?

Il non vaccinato che non intende pagare la multa da 100 euro e che deciderà di fare ricorso presso il giudice di Pace dovrà nel frattempo richiedere la sospensione dell’avviso di addebito. Nel caso in cui omettesse di farne richiesta, oppure se il giudice non accoglie l’istanza, l’Agenzia delle Entrate potrà avviare l’iter per il recupero coattivo della somma, maggiorata delle successive spese.

Anche presentare ricorso ha un costo, infatti bisogna pagare un contributo unificato di 43 euro. Non è però necessario avvalersi di un avvocato, e chi vuole può difendersi personalmente. Dall’altra parte in giudizio ci sarà l’Agenzia delle Entrate difesa dall’avvocatura di Stato. Dal punto di vista dei costi, naturalmente, il ricorso è disincentivato rispetto al pagamento della sanzione.

Nell’ambito del ricorso presso il Giudice di Pace, il non vaccinato cui è stata comminata la sanzione da 100 euro, potrà esporre i motivi per i quali ritiene che la stessa sia ingiusta, tuttavia in caso di esito negativo dovrà pagare non solo l’importo della sanzione ma potrebbe anche essere condannato al pagamento delle spese di giudizio.

Una volta che la sentenza sarà stata emessa il non vaccinato potrà comunque fare appello impugnando la sentenza in tribunale entro 30 giorni dalla notifica della sentenza del giudice di pace.

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