Il bonus Birra artigianale è stato inizialmente introdotto con il decreto Sostegni bis, ma all’atto pratico non è mai realmente entrato in vigore, e quindi fino ad ora nessuno aveva ancora potuto richiedere l’agevolazione.

Nei giorni scorsi tuttavia il ministero dello Sviluppo Economico ha emanato il decreto attuativo con il quale si stabiliscono le regole per fare richiesta del bonus, con requisiti e tempistiche da rispettare, dando di fatto il via libera alle domande a partire dal 20 gennaio.

In linea generale si tratta di un’agevolazione destinata ad offrire un qualche tipo di sostegno economico ad una specifica categoria, quella dei produttori di birra artigianale, per via della drastica riduzione delle entrate che l’intero settore ha subito a causa di misure restrittive e chiusure imposte nell’ambito dell’emergenza Covid-19.

Bonus birra artigianale, via libera alle domande dal 20 gennaio

Con il decreto Sostegni bis il governo guidato da Mario Draghi ha introdotto un bonus specificamente pensato per offrire un aiuto economico ai birrifici artigianali, e con il decreto direttoriale del MiSE del 12 gennaio 2022 si dà il via libera alle domande a partire dal 20 gennaio.

Ma quali sono quindi i requisiti da soddisfare per poter accedere a questa agevolazione e a quanto ammonta il bonus? Diciamo prima di tutto che questo bonus viene riconosciuto sotto forma di contributo a fondo perduto per il quale il ministero ha messo a disposizione 10 milioni di euro.

Lo stanziamento di 10 milioni di euro dovrebbe servire a dare un aiuto concreto all’intero comparto brassicolo italiano, gravemente danneggiato dalla politica di lockdown e limitazioni adottata dall’esecutivo.

I soggetti in possesso dei requisiti possono richiedere il bonus già a partire dal 20 gennaio e fino alla scadenza fissata al 18 febbraio. I titolari di birrifici artigianali che sono interessati al bonus dovranno risultare in possesso dei seguenti requisiti:

  • devono utilizzare per la produzione di birra artigianale degli impianti fisicamente separati e distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio
  • devono risultare economicamente e legalmente indipendenti da un altro birrificio
  • non devono operare sotto licenza di utilizzo dei diritti di proprietà immateriale di altri birrifici.

Il via libera alle domande per il bonus birra artigianale scatta a partire dalle ore 12.00 del 20 gennaio e termina alle ore 12.00 del 18 febbraio 2022. Ma quali sono le modalità per presentare domanda per ottenere l’agevolazione? Il sito web del MiSE mette a disposizione dei contribuenti interessati il modulo da compilare per presentare istanza. 

Si tratta di un’operazione che si effettua interamente in modalità telematica, la domanda deve presentare la firma digitale del legale rappresentante, e deve essere inviata via posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo contributobirrifici@pec.mise.gov.it.

Qual è l’importo del bonus birra artigianale

Il bonus birra artigianale spetta solo ai birrifici artigianali che risultano in possesso dei requisiti che abbiamo visto poco fa, quanto alle modalità per fare domanda è possibile fare tutto per via telematica seguendo le indicazioni contenute nel decreto attuativo del MiSE.

Ma quali sono gli importi? Questa agevolazione permette di ottenere un contributo a fondo perduto il cui importo è pari a 0,23 euro per ciascun litro di birra artigianale prodotta e presa in carico nel registro annuale di magazzino nel 2020, oppure nel registro della birra condizionata.

Per stabilire l’importo del bonus ci si basa sui dati forniti dai micro birrifici e dagli esercenti delle piccole birrerie nazionali all’Agenzia delle accise, dogane e monopoli.

Ricordiamo comunque che con il termine birra artigianale ci si riferisce alla birra prodotta da birrifici indipendenti, che non è sottoposta a processi di microfiltrazione e pastorizzazione.

Sul bonus birra artigianale il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, ha tenuto a precisare che si tratta di un’agevolazione il cui scopo è aiutare un settore giovane che “è riuscito a valorizzare un’arte antica legata al territorio e alla qualità dei prodotti“.

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