Arriva l’aumento degli stipendi, ecco per quali categorie di lavoratori e a partire da quando

lente d'ingrandimento su calcolatrice e banconote da 50 euro

Alla fine, dopo mesi di trattative, l’aumento degli stipendi ci sarà, ma non per tutte le categorie di lavoratori almeno per il momento. Il risultato raggiunto infatti è il frutto di una trattativa che i sindacati hanno portato avanti negli ultimi mesi per i lavoratori del settore elettrico e porterà ad un aumento di stipendio per oltre 60 mila persone.

Al tavolo della trattativa si sono seduti insieme ai sindacati anche associazioni e imprese elettriche, e dopo un lungo confronto sono giunti ad un accordo. Il 18 luglio scorso è quindi stata firmata a Roma l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale del lavoro (Ccnl) che era già scaduto ormai da oltre 6 mesi, il 31 dicembre 2021.

Arriva il nuovo contratto collettivo nazionale per lavoratori del settore elettrico

L’accordo per il nuovo contratto collettivo nazionale è stato raggiunto dopo lunghe trattative e mediazioni tra i rappresentanti delle maggiori aziende elettriche italiane come Enel, Sogin, Terna, Gse, i sindacati del settore Flictem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec-Uil, e le associazioni Elettricità Futura, Utilitalia, Energia Libera.

Il risultato dell’accordo raggiunto dovrebbe produrre aumenti in busta paga per oltre 60 mila lavoratori, suddivisi su un totale di 130 mila imprese.

Una linea comune è stata individuata nel corso della trattativa nell’intento di potenziare il percorso che era stato avviato con il precedente rinnovo del Ccnl, con lo scopo di massimizzare i benefici della transazione energetica, seguendo al contempo obiettivi quali digitalizzazione, flessibilità e responsabilizzazione delle imprese e del lavoratore.

Aumento degli stipendi: ecco cosa prevede il contratto nazionale elettrici

Per capire di che aumento stiamo parlando esattamente, cerchiamo di partire da quello che prevede il contratto nazionale elettrici. Il primo aspetto da prendere in considerazione è quello economico, con aziende, sindacati ed associazioni che sembrano tutti d’accordo sull’aumento dello stipendio per oltre 60 mila lavoratori del settore, ai quali andranno complessivamente 243 euro in più nel triennio 2022 – 2024, 225 euro dei quali sui minimi contrattuali suddivisi in quattro tranche come segue:

  • 60 euro il 1° ottobre 2022
  • 65 euro il 1° luglio 2023
  • 65 euro il 1° luglio 2024
  • 35 euro il 1° ottobre 2024.

La somma di questi importi è 225 euro, a cui si vanno ad aggiungere i 15 euro destinati al premio di produttività erogato per 14 mensilità per due anni, e 3 euro per il welfare, a incremento della quota datoriale per la previdenza complementare.

Le modifiche al Ccnl prevedono inoltre una quota una tantum di 450 euro a copertura della vacanza contrattuale per il periodo che va dal 1° gennaio 2022 al 1° ottobre 2022. Non solo, aumenta anche l’indennità di reperibilità di 2 euro per ogni giornata lavorativa fino a 14 euro a settimana.

Complessivamente quindi per i lavoratori del comparto elettrico si tratterà di aumenti che, prendendo in considerazione anche gli incrementi dell’indennità di reperibilità e delle retribuzioni degli apprendisti, superano il 9% nel triennio.

Con il rinnovo del contratto collettivo nazionale arrivano infatti anche delle novità che riguardano i giovani lavoratori, con la retribuzione degli apprendisti che aumenterà del +6% il primo anno, +5% il secondo anno e di nuovo +6% il terzo anno. A tutto ciò si aggiunge il miglioramento della tutela in caso di malattia grave dell’apprendista.

Come cambia il contratto collettivo nazionale dei lavoratori elettrici, le novità

Con l’accordo raggiunto nei giorni scorsi tra sindacati, associazioni e imprese a cambiare non saranno solo gli stipendi dei lavoratori, con gli aumenti che abbiamo visto, ma anche alcune norme. In particolare vi sono quattro aspetti che risultano interessati dalle modifiche normative, e sono i seguenti:

  • Formazione: ci sarà maggiore attenzione per il diritto alla formazione di ogni lavoratore per un numero minimo di 40 ore complessivamente. I compiti dell’organismo bilaterale della formazione saranno potenziati, con effetti benefici nell’ambito della salvaguardia occupazionale, riqualificazione e ricollocazione del personale. E vi sarà un potenziamento dell’orientamento, della formazione e dell’inserimento delle nuove competenze necessarie nella prospettiva della transizione energetica
  • Sicurezza sul lavoro: si prevede una riduzione dei carichi di lavoro con un aumento dei riposi fisiologici per interventi notturni, e con il riconoscimento di giornate di permesso
  • Ferie: per quanto riguarda le ferie le modifiche prevedono un aumento di un giorno a partire dal 6° anno di anzianità invece che dall’8°
  • Pari opportunità: si provvederà a migliorare la normativa sulla parità di genere e sulle misure di protezione pensate per le donne vittime di violenza di genere.

La soddisfazione dei sindacati per le modifiche dei Ccnl elettrici

In seguito al raggiungimento dell’accordo nell’ambito della lunga trattativa tra sindacati, associazioni e imprese del comparto elettrico, i primi hanno espresso particolare soddisfazione per i risultati che sono stati conseguiti.

“Un rinnovo contrattuale nel segno della responsabilità e della transizione giusta in un settore strategico per il Paese” dicono i segretari di Filctem Cgil, Flaei Cisl, Uiltec Uil, Marco Falcinelli, Amedeo Testa e Paolo Pirani. “I prossimi anni saranno determinanti per l’evoluzione economica dell’Italia, ed un settore come quello elettrico potrà contribuire, anche attraverso questo contratto, a superare la forte crisi in atto” hanno poi aggiunto i segretari.

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