Bonus 200 euro partite Iva, autonomi e precari. Al via le domande

banconota da 200 euro posata sull'erba

È stato ieri, 26 settembre 2022, il click day per iniziare a chiedere il bonus una tantum da 200 euro che spetta a partite Iva, lavoratori autonomi e precari.

Il bonus è quello introdotto dal governo di Mario Draghi con il decreto Aiuti Bis, DL n. 50 del 17/05/2022, e spetta ai lavoratori autonomi e agli iscritti alle Casse obbligatorie di previdenza con via libera alle domande a partire dalle ore 12 del 26 settembre.

A chi spetta il bonus 200 euro per partite Iva e autonomi

Il bonus 200 euro erogato in busta paga e con il cedolino della pensione per lavoratori dipendenti e pensionati nel mese di agosto, spetta anche ad altre categorie, tra cui i disoccupati che percepiscono la Naspi e i nuclei familiari che percepiscono il Reddito di Cittadinanza, ma non solo.

Spetta il bonus una tantum anche ai lavoratori autonomi e alle partite Iva, ai precari e in generale ai lavoratori che risultano regolarmente iscritti alle Casse obbligatorie di previdenza sociale.

Per queste categorie però cambiano le modalità per il riconoscimento del bonus che, infatti, non viene assegnato automaticamente.

Per accedere al beneficio i lavoratori autonomi occasionali, gli stagionali, i co.co.co, i lavoratori dello spettacolo, del settore agricolo, e coloro che fanno vendite a domicilio con partita Iva, dovranno presentare regolare domanda all’Inps attraverso il servizio dedicato entro il 30 novembre 2022.

Possono ricevere il bonus 200 euro anche i lavoratori domestici, a patto che risultino assicurati presso la Gestione dei lavoratori domestici dell’Inps, ed appartenenti alle categorie individuate dal vigente CCNL (Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro) sulla base del quale sono previste funzioni prevalenti dei collaboratori familiari e degli assistenti alla persona non autosufficiente.

Per poter accedere al bonus 200 euro di Mario Draghi queste categorie di lavoratori devono avere almeno un rapporto attivo alla data del 18 maggio 2022, un reddito 2021 che non superi il tetto dei 35.000 euro, e non devono essere titolari di altra attività di lavoro dipendento o di altra pensione al momento in cui presentano la domanda per il bonus.

Vengono considerati validi, alla fine dell’assegnazione del bonus una tantum, solo i contratti già in essere alla data in cui è entrato in vigore il decreto che introduce l’agevolazione, cioè quella del 18 maggio 2022.

Come richiedere il bonus 200 euro una tantum per autonomi e partite Iva

Se lavoratori dipendenti, del pubblico e del privato, pensionati, disoccupati che percepiscono la Naspi e percettori di Reddito di Cittadinanza hanno ricevuto il bonus una tantum da 200 euro in modo automatico, i lavoratori autonomi, le partite Iva e le altre categorie sopra brevemente descritte devono necessariamente presentare domanda.

Per richiedere il bonus da 200 euro i potenziali beneficiari che rientrano in queste categorie dovranno seguire la procedura per fare domanda online.

Le domande per il bonus una tantum devono necessariamente essere presentate seguendo la procedura telematica, attraverso la propria posizione personale sul sito dell’Inps, effettuando l’accesso con Pin o Cie e allegando copia di un documento di identità valido, e del codice fiscale.

La Cassa forense a tal proposito ricorda ai propri iscritti che eventuali domande in forma cartacea, o presentate comunque con modalità diverse dalla procedura digitale, saranno automaticamente respinte.

Quanto ai requisiti da soddisfare affinché la domanda venga accolta, si ricorda che il conteggio del limite di reddito viene fatto su base mensile. Il reddito imponibile ai fini fiscali non deve infatti superare i 2.692 euro per tredici mensilità.

Non potranno pertanto accedere al bonus 200 euro una tantum quei lavoratori che ricevono mensilità aggiuntive che ripartite sui 13 stipendi concorrano al superamento del limite dei 2.692 euro mensili.

Invece nel caso di aumento di stipendio sopraggiunto dopo il mese di luglio 2022, il lavoratore dovrà fare il conguaglio del bonus con la dichiarazione dei redditi e restituire l’importo goduto e non dovuto.

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