Bonus prima casa under 36 confermato anche per il 2023, a chi spettano le agevolazioni

modellino di una casetta e chiavi

La Legge di Bilancio 2023 contiene, tra le altre misure, anche la proroga del bonus prima casa per under 36, che quindi potrà essere sfruttato anche il prossimo anno da tutti coloro che acquistano un immobile da destinare ad abitazione principale, a patto naturalmente che sussistano tutti i requisiti, a cominciare proprio da quello anagrafico.

A confermare la proroga del bonus prima casa per under 36 è stato lo stesso presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ne ha parlato nel corso della conferenza stampa di presentazione della nuova manovra economica della quale, tuttavia, non è ancora disponibile nemmeno la bozza del testo.

Parte dei dettagli sul tema li apprendiamo dalla circolare n. 12 dell’Agenzia delle Entrate che fornisce tutte le indicazioni riguardanti le agevolazioni fiscali relative alla prima casa, tra cui mutui a tasso agevolato per i giovani anche per il prossimo anno.

Abbiamo da una parte la normativa del decreto Sostegni bis, e dall’altra i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate che ci permettono di avere un quadro tutto sommato abbastanza chiaro per quel che riguarda il funzionamento dell’agevolazione, e di quali sono le difficoltà pratiche ad essa connesse.

Sappiamo che il bonus prima casa spetta ai giovani fino a 36 anni di età, a patto che abbiano un Isee che non supera il tetto dei 40 mila euro, per l’acquisto di un immobile da destinare ad abitazione principale tra il 26 maggio 2021 e il 31 dicembre 2022.

Abbiamo però la proroga che è stata già annunciata con un comunicato stampa del Consiglio dei ministri del 22 novembre, che prevede di estendere la validità del bonus prima casa per under 36 fino al 31 dicembre 2023, cioè altri 12 mesi di proroga. Invece non ci sono, almeno per il momento, novità riguardanti i requisiti o il funzionamento del bonus.

Bonus prima casa under 36, il requisito anagrafico

Il primo requisito che è necessario soddisfare per poter accedere al bonus prima casa per under 36 è appunto quello anagrafico. Significa che l’accesso all’agevolazione è permesso solo a coloro che non abbiano ancora compiuto i 36 anni di età nell’anno solare di stipula dell’atto notarile di compravendita.

A chiarirlo è la circolare n. 12 pubblicata dall’Agenzia delle Entrate il 14 ottobre scorso, in cui il legislatore spiega proprio la definizione di “under 36”.

Se vogliamo fare un esempio pratico possiamo prendere il caso di un soggetto che ha intenzione di acquistare casa a ottobre 2021, e che compirà i 36 anni a novembre dello stesso anno, e quindi non avrà diritto a beneficiare dell’agevolazione perché compie i 36 anni nello stesso anno solare della stipula.

Se il soggetto che intende acquistare casa con l’agevolazione compirà 36 anni a gennaio 2022, mentre la stipula del rogito avviene nel corso del 2021, potrà accedere al bonus prima casa under 36 a patto che risultino soddisfatte le altre condizioni stabilite dal decreto Sostegni bis, a cominciare dal tetto Isee a 40 mila euro.

I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sull’Isee per il bonus prima casa under 36

L’altro requisito che deve risultare soddisfatto per poter accedere al bonus prima casa per under 36 è quello dell’Isee, il cui tetto per beneficiare dell’agevolazione è stato fissato dal decreto Sostegni bis a 40 mila euro.

Il valore che viene preso in considerazione per stabilire se il soggetto interessato può effettivamente accedere all’agevolazione viene calcolato sulla base dei redditi percepiti e dei patrimoni posseduti nel secondo anno solare che precede la presentazione della dichiarazione sostitutiva unica (DSU).

Il che vuol dire che per gli atti notarili di compravendita immobiliare stipulati nel corso del 2021 si prenderanno come riferimento, per stabilire se è possibile sfruttare il bonus prima casa under 36, redditi e patrimoni relativi all’anno 2019, mentre per chi acquista nel 2022 l’Isee di riferimento sarà quello che ha come riferimento i dati del 2020.

Bisogna inoltre richiedere la DSU in un momento che precede o che sia contestuale alla stipula dell’anno notarile di compravendita immobiliare.

Se vi è stata una variazione significativa in ambito lavorativo per l’acquirente, e quindi vi è una importante variazione sotto il profilo del reddito o del patrimonio del nucleo familiare, è in alternativa possibile presentare l’Isee corrente, che prende come riferimento la condizione economica degli ultimi 12 mesi.

Quali sono i vantaggi connessi al bonus prima casa under 36

I beneficiari del bonus prima casa per under 36 potranno ottenere la garanzia dello Stato all’80% della quota capitale del finanziamento richiesto per l’acquisto dell’immobile da destinare ad abitazione principale.

Ci sono quindi queste agevolazioni che riguardano il mutuo, ma il decreto Sostegni bis prevede anche la cancellazione delle tasse connesse alla stipula dell’atto notarile di compravendita immobiliare per l’acquirente.

I beneficiari del bonus non saranno tenuti a versare l’imposta di registro, l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale. Inoltre viene abolita l’imposta di bollo e i tributi catastali speciali.

Se l’acquisto avviene tra un privato e un soggetto Iva, viene attribuito un credito d’imposta il cui importo è pari all’imposta corrisposta in relazione all’acquisto. In tal caso restano però da pagare il bollo, le tasse ipotecarie e i tributi catastali, che complessivamente rappresentano una spesa di 320 euro.

Infine, per i mutui concessi agli under 36 che beneficiano dell’agevolazione, viene azzerata l’imposta sostitutiva che altrimenti si sarebbe applicata nella misura dello 0,25% dell’importo erogato dalla banca. Con essa vengono anche azzerate imposta di registro, ipotecaria e imposta di bollo.

Quali sono le condizioni del bonus prima casa in caso di co-acquisto

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito inoltre, con la circolare del 14 ottobre, che in caso di co-acquisto dell’immobile da destinare ad abitazione principale, il bonus verrà calcolato pro-quota, in favore dei soli soggetti acquirenti che risultano in possesso dei requisiti necessari per accedere all’agevolazione.

Se uno dei due acquirenti non risulta in possesso dei requisiti per accedere al bonus, nei suoi confronti si andrà ad applicare il minimo dell’imposta dovuto per legge, pari a 1.000 euro per l’imposta di registro, 50 euro per l’imposta ipotecaria e altri 50 euro per l’imposta di registro.

Per metà del valore imponibile quindi si andrà ad applicare la tassazione prevista dal bonus prima casa per under 36, e per la restante parte si applicherà la tassazione ordinaria.

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