Detrazione spese notarili: come richiedere il rimborso col Modello 730/2023

l'insegna di un notaio in stile antico

La detrazione delle spese notarili nel modello 730/2023 rappresenta un importante beneficio fiscale offerto dal legislatore per agevolare l’acquisto della prima casa di proprietà. Questo riconoscimento deriva dal ruolo fondamentale che la casa svolge nella sicurezza delle persone e delle famiglie. Vediamo quindi nel dettaglio come ottenere il rimborso delle spese notarili attraverso il modello 730/2023.

Il Modello 730/2023 consente di detrarre le spese notarili sostenute al momento della stipula di un mutuo per l’acquisto della prima casa. Per richiedere il rimborso, è sufficiente compilare il modello, che sarà modificabile a partire dall’11 maggio 2023, e inviarlo entro il 2 ottobre 2023, utilizzando la sezione dedicata del portale dell’Agenzia delle Entrate. È possibile affidare la compilazione del modello anche a professionisti come Caf e commercialisti.

La detrazione delle spese notarili funziona come un rimborso Irpef che può essere richiesto da coloro che stipulano un contratto di mutuo per l’acquisto della casa. Questo beneficio fiscale è applicabile esclusivamente per l’acquisto della prima casa.

La detrazione rientra tra le spese per gli oneri accessori alla stipula del mutuo, che sono detraibili nel modello 730/2023. Essa consiste in una detrazione del 19% su un limite massimo di spesa di 4.000 euro. È importante ricordare che la detrazione rappresenta una somma sottratta all’imposta sul reddito delle persone fisiche che deve essere pagata.

Effettuando i calcoli necessari, si ottiene che l’importo massimo da detrarre è di 760 euro. Per poter accedere a questo rimborso, è necessario che il richiedente sia residente in Italia o in uno degli Stati membri dell’Unione europea, oppure sia residente all’estero ma abbia una stabile organizzazione in Italia.

Va sottolineato che l’importo complessivo di 4.000 euro viene calcolato sommando tutti gli oneri accessori relativi all’acquisto e alla stipula del contratto di mutuo. Questo comprende sia gli interessi passivi che gli interessi fiscali. L’Agenzia delle Entrate ha precisato che le spese notarili detraibili nel modello 730/2023 includono:

  • L’onorario del notaio per la stipula del mutuo, escludendo quello sostenuto per il contratto di compravendita
  • Le spese che il notaio ha sostenuto per conto del cliente, ad esempio l’iscrizione e la cancellazione dell’ipoteca, la perizia tecnica, le spese di istruttoria e notarili
  • Gli interessi passivi pagati in funzione della restituzione del capitale
  • La commissione dovuta agli istituti per l’attività di intermediazione
  • La cosiddetta “provvigione” per scarto rateizzato.

Dove inserire la detrazione nel quadro E

Per accedere alla detrazione Irpef delle spese notarili nel modello 730/2023, è fondamentale inserire correttamente le informazioni nella sezione appropriata. Le spese del notaio devono essere indicate nel quadro E, sezione I, rigo E7, denominato “Interessi per mutui ipotecari per l’acquisto dell’abitazione principale”. Questo permetterà di beneficiare del rimborso del 19%.

Come calcolare il limite

Poiché il limite massimo di spesa di 4.000 euro include altre voci oltre alle spese notarili, potrebbero sorgere dubbi su cosa sia incluso in tale limite. È importante ribadire che il limite di spesa massimo di 4.000 euro è cumulativo, ovvero include tutte le voci sommate insieme.

Pertanto, quando si effettua il calcolo, è necessario considerare le spese notarili e tutti gli altri oneri accessori, ovvero tutte le spese necessarie per la stipula del contratto di mutuo.

Ad esempio, se il contribuente ha sostenuto un esborso di 2.000 euro per le spese notarili e altri 1.000 euro di interessi passivi, l’importo complessivo su cui richiedere la detrazione sarebbe di 3.000 euro. Su questi 3.000 euro, il contribuente riceverebbe una detrazione del 19%, pari a 570 euro come sconto sull’imposta. Se l’imposta versata o da versare fosse inferiore a tale importo, la parte rimanente andrebbe persa.

Nel caso in cui le spese totali superino i 4.000 euro, ad esempio raggiungendo la cifra di 4.600 euro, non sarà possibile richiedere una detrazione Irpef su una somma superiore ai massimi 4.000 euro. In questo caso, il contribuente potrà richiedere la detrazione solo sui primi 4.000 euro di spesa.

Come funziona la detrazione in caso di casa cointestata

Nel caso in cui il mutuo sia cointestato da più persone, ciascun intestatario ha diritto alla detrazione in base alla propria quota e il limite massimo di 4.000 euro sarà suddiviso seguendo questa logica. Pertanto, anche in caso di mutuo cointestato o di casa in comunione, il limite massimo per l’acquisto non potrà superare i 4.000 euro.

Ad esempio, se due coniugi sono cointestatari del mutuo, entrambi avranno diritto alla detrazione su un massimo di 2.000 euro ciascuno. Tuttavia, se uno dei coniugi fosse fiscalmente a carico dell’altro, in tal caso la detrazione spetterebbe interamente al coniuge che non è a carico.

Nel caso in cui l’abitazione sia stata acquistata da entrambi, ma solo uno dei coniugi sia intestatario del mutuo, la detrazione spetterà solo all’intestatario del mutuo. Viceversa, se entrambi i coniugi sono intestatari del mutuo, ma solo uno dei due è acquirente dell’immobile, la detrazione spetterà solo al coniuge acquirente e solo in relazione alla sua quota di mutuo. È quindi importante prestare attenzione per non perdere parte del beneficio fiscale.

È importante sottolineare che la detrazione spetta anche a chi acquista solo la nuda proprietà dell’immobile. In caso di mutuo condiviso e decesso di uno dei mutuatari, il diritto alla detrazione viene trasferito a chi ha assunto il mutuo.

Chi può richiedere la detrazione

È fondamentale precisare che questa detrazione non può essere richiesta in tutti i casi di apertura di un mutuo per l’acquisto di una casa.

L’agevolazione fiscale è riconosciuta solo per l’acquisto dell’abitazione principale, che viene definita come il luogo abituale di dimora del contribuente e della sua famiglia, nonché il luogo di residenza del contribuente e della sua famiglia.

Per ottenere queste detrazioni, è necessario destinare l’immobile ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto. Inoltre, l’acquisto stesso deve essere stipulato nei 12 mesi successivi o precedenti alla data di stipula del mutuo.

Non si perde il beneficio fiscale nel caso in cui l’immobile non venga effettivamente destinato ad abitazione principale a causa di un trasferimento per motivi di lavoro, purché tale trasferimento avvenga successivamente all’acquisto dell’immobile.

Le detrazioni fiscali per le spese notarili non sono le uniche agevolazioni previste per chi acquista una casa. Infatti, è possibile ottenere ulteriori vantaggi fiscali relativi alle imposte ipotecarie, catastali, all’imposta di registro e all’IVA nel caso in cui l’immobile venga acquistato da una società.

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