Fermo auto: si può avere un risarcimento dall’Agenzia delle Entrate? Ecco in quali casi

La Corte di Cassazione ha emesso una storica Ordinanza, la 13173 pubblicata il 15 aprile 2023, affermando che è possibile ottenere un risarcimento danni dall’Agenzia delle Entrate in caso di fermo amministrativo illegittimo.

Il fermo amministrativo, noto anche come ganasce fiscali, è un vincolo che viene imposto su un veicolo in caso di omessi versamenti di imposte di varia natura, inclusa l’imposta sul bollo auto, ma non solo.

Quando un veicolo viene iscritto al Pra con un fermo auto, non può circolare, essere rottamato o esportato, né parcheggiato su strade pubbliche. Tuttavia, ci sono alcune eccezioni, ad esempio se il veicolo è utilizzato per lavoro o è necessario per garantire la libertà di movimento ai disabili, il fermo amministrativo non può essere applicato.

Nel caso specifico che ha portato alla condanna dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione al risarcimento danni, si è verificato un fermo auto illegittimo che si è protratto per anni. Nonostante l’ordine di sospensione del fermo auto emesso dal giudice di pace, l’Agenzia delle Entrate ha continuato a mantenere il veicolo sottoposto a fermo amministrativo in modo illegittimo.

Di conseguenza, il professionista proprietario del veicolo ha presentato un ricorso per ottenere il risarcimento danni. La richiesta di risarcimento danni è stata basata sulla diminuzione del valore del veicolo durante il periodo di fermo e fino al momento in cui il fermo è stato revocato e il veicolo è stato venduto, nonché sulla privazione dell’esercizio del diritto di proprietà durante tale periodo.

Inizialmente, il Tribunale di primo grado ha accolto la richiesta di risarcimento danni. Tuttavia, la Corte di appello, pur confermando che il fermo amministrativo e la sua iscrizione erano stati illeciti, non ha pronunciato una condanna per il risarcimento dei danni, poiché non ha ritenuto sufficientemente provato l’ammontare del danno stesso.

Il professionista ha quindi presentato ricorso alla Corte di Cassazione, che ha annullato la sentenza di secondo grado e ha condannato l’Agenzia delle Entrate – Riscossione al risarcimento dei danni per il fermo amministrativo illegittimo.

La Corte di Cassazione ha ritenuto provato il diritto al risarcimento danni, prendendo in considerazione la diminuzione del valore del veicolo durante il periodo di fermo e la privazione dell’esercizio del diritto di proprietà durante tale periodo.

Questa decisione della Corte di Cassazione stabilisce un importante precedente giuridico, confermando che è possibile ottenere un risarcimento danni dall’Agenzia delle Entrate in caso di fermo amministrativo illegittimo protrattosi per un lungo periodo. Tale decisione rappresenta un’importante tutela per i cittadini che subiscono danni a causa di misure amministrative illegittime.

Cosa ha stabilito la Corte di Cassazione sul diritto al risarcimento sul fermo auto

La recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che il fermo amministrativo illegittimo di un veicolo dà luogo al diritto al risarcimento dei danni subiti. La Corte conferma che tale danno derivante dal fermo equivale a una situazione in cui il bene risulta materialmente indisponibile, e di conseguenza possono sorgere diverse voci di danno per le quali è possibile richiedere il risarcimento.

Come in qualsiasi caso di illegittima sottrazione della disponibilità di un bene, è possibile provare l’esistenza e l’entità del danno utilizzando i normali mezzi di prova, anche basandosi su presunzioni. È importante ricordare che nel nostro sistema giuridico, in alcuni casi, è richiesto che la prova sia fornita attraverso specifici mezzi, come ad esempio la prova scritta.

Se la richiesta di risarcimento danni fosse stata limitata ai danni derivanti dal “fermo tecnico”, secondo l’orientamento costante della Corte, il richiedente avrebbe dovuto allegare documenti che dimostrassero le spese sostenute per l’acquisto o il noleggio di un veicolo alternativo.

Tuttavia, la Corte di Cassazione afferma che nel caso in questione, poiché il contribuente ha richiesto il risarcimento anche per la perdita di valore del veicolo dovuta all’usura causata dall’immobilizzazione, e ha dimostrato il valore del bene al momento del fermo e le stime successive effettuate al momento della sua vendita, il danno e la sua quantificazione possono considerarsi adeguatamente provati.

La perdita di valore del veicolo a causa dell’usura rappresenta infatti una componente del danno emergente, che potrebbe essere trascurabile se il fermo fosse stato di breve durata. Tuttavia, dato che il fermo è stato prolungato illegalmente per anni, la richiesta di risarcimento danni si fonda su basi solide.

Di conseguenza, la Corte di Cassazione accoglie il ricorso e annulla la sentenza, ordinando un nuovo processo davanti alla Corte di Appello. La Corte di Appello dovrà attenersi alle disposizioni dell’ordinanza 13173/2023 emanata dalla Corte di Cassazione in merito a questa questione.

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