Tensioni commerciali creano incertezza sui mercati azionari statunitensi

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Le continue tensioni commerciali americane generano nuova volatilità sui mercati.

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Gli indici azionari statunitensi sono calati nella giornata di martedì, proprio quando gli investitori sono tornati da un lungo weekend festivo con una propensione alla vendita. I trader hanno infatti mostrato il loro sentimento ribassista all'inizio della giornata, e mentre gli Stati Uniti cercano di risolvere i loro problemi con il Canada, l'azione sui prezzi ne ha evidentemente risentito, anche a causa delle crescenti tensioni commerciali con l'Unione europea e con la Cina.

Stati Uniti e Canada la scorsa settimana non sono infatti riusciti a raggiungere un accordo, ma i colloqui riprenderanno oggi con maggiore insistenza. Per il momento Il presidente Donald Trump sembra voler tirare ancora la corda, affermando che gli USA non hanno bisogno del Canada a livello politico per aderire all'accordo (“non c’è alcuna necessità politica di mantenere il Canada nel nuovo NAFTA” – ha twittato il presidente Trump).

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Trump ha anche affermato che il Congresso non dovrebbe intervenire nei colloqui, e ha aggiunto che se lo avesse fatto, lui si sarebbe mosso per porre definitiva e completa fine al NAFTA. In aggiunta a ciò, il presidente Trump ha anche criticato una nuova proposta da parte dell'Unione Europea e ha avvertito che sta pensando di rimuovere gli Stati Uniti dall'Organizzazione mondiale del commercio se non “si adatta”.

La possibilità di nuove tariffe sulla Cina da parte degli Stati Uniti sarà probabilmente il principale evento di mercato da seguire questa settimana. Secondo Bloomberg negli ultimi giorni l'amministrazione degli Stati Uniti era pronta ad aggiungere dazi supplementari a $ 200 miliardi di beni cinesi.

A livello più tecnico, il PMI manifatturiero ISM è risultato molto migliore di quanto ci aspettassimo (a 61,3 punti), contro una previsione di 57,6 punti. I prezzi di produzione ISM sono arrivati ​​a 72,1 punti, al di sotto della previsione di 74,0 punti. viene ora stimato un maggiore slancio per l'attività manifatturiera degli Stati Uniti, ai massimo da 14 anni a questa parte: bene l'impennata dei nuovi ordini, ma attenzione alle crescenti preoccupazioni per l'aumento dei costi delle materie prime come a causa dell’applicazione delle tariffe di importazione, che potrebbero vanificare i tentativi di ulteriore crescita.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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