Cambio Euro Dollaro, cross poco mobili nel post BCE

eur usd

I cambi valutari sono relativamente poco mossi dopo una giornata molto ricca di appuntamenti.

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Pur in una giornata che si preannunciava particolarmente interessante su vari fronti (BCE, FED, Brexit, guerre commerciali USA – Cina – UE, ecc.), i principali cross valutari sembrano aver registrato una scarsa mobilità che ha interessato anche il cambio euro dollaro.

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Dopo la conferenza stampa di Draghi, ad esempio, l’indice del dollaro statunitense ha compiuto un piccolo balzo in alto per poi ritornare velocemente in linea con il livello pre-riunione. Anche i verbali FOMC di marzo non hanno aggiunto molto al quadro della policy monetaria americana, lasciando il biglietto verde sostanzialmente indifferente.

Riunione BCE

Soffermandoci sulla riunione del consiglio direttivo della BCE, rileviamo come il meeting si sia concluso senza novità sulle misure di politica monetaria. Si tratta di un approccio largamente atteso, anche se il consiglio ha scelto di inviare un importante segnale che i mercati hanno ben recepito: i dettagli operativi delle TLTRO III saranno annunciati “in una delle prossime riunioni”. Un riferimento generico che riteniamo tuttavia sia declinato in concreto a giugno, quando la BCE avrà una valutazione aggiornata dello scenario.

A proposito di scenario, la BCE è preoccupata soprattutto dei dati macro in debolezza, con rischi per la crescita che rimangono verso il basso, derivando principalmente dallo scenario internazionale. La BCE ha lasciato poi spazio di valutazione di misure che possano mitigare l’impatto di tassi negativi sulla redditività delle banche.

Brexit

In ambito Brexit, l’UE ha concesso un’estensione fino al 31 ottobre al Regno Unito per poter completare la sua uscita, con la possibilità di recedere prima in caso di approvazione dell’intesa da parte del Parlamento. La sterlina, dopo la notizia, si è rafforzata solo marginalmente.

Attenzione oggi alla pubblicazione dei dati macro e in particolari a quelli dei prezzi al consumo in Europa e al PPI di marzo negli USA.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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