Cambio EUR/USD sotto 1.1300 è buona occasione per entrare long?

Il cross EUR/USD nella giornata di ieri è stato scambiato al di sotto di quota 1.1300, consolidando così un andamento forse più penalizzante del previsto, e che sembra dipendere in parte dal fatto che gli Stati Uniti continuano ad applicare tariffe contro l’UE in relazione all’ambito Airbus – Boeing. Sul fronte dei dati macro, le vendite al dettaglio in Germania sono diminuite dello 0,6%, con una flessione peggiore del previsto.

Gli investitori continuano comunque a rimanere in buona parte rialzisti, essendo convinti che una rottura sopra quota 1.1412 (il massimo dal 25 giugno) avrebbe come obiettivo 1.1419 in rotta verso 1.1448. D’altra parte, però, la successiva barriera di discesa fissata a 1.1275 potrebbe aprire nuovi scenari ribassisti a 1.1259 (come media dei 100 giorni) e infine a 1.1181.

Insomma, dopo aver raggiunto il minimo giornaliero a 1.1280 lunedì, il cambio ha riacquistato un po’ di vivacità sul fronte long tentando il sorpasso stabile a quota 1.1300.

La recente tregua sulla disputa commerciale USA-Cina ha certamente fornito ossigeno ai mercati, spingendo rendimenti più elevati e cercando di favorire rapidi deflussi dai rifugi più sicuri. Allo stesso tempo, gli sviluppi positivi del meeting Trump-Xi hanno in qualche modo agito attenuando le speculazioni di una mossa della Fed sui tassi di interesse nell’orizzonte di breve termine.

Sul fronte macro, come già affermato in apertura del nostro focus, le vendite al dettaglio in Germania hanno registrato una contrazione mensile dello 0,6% nel mese di maggio, oltre le attese.

Per quanto concerne le previsioni del cambio EUR/USD, il rinnovato atteggiamento accomodante della BCE e la dinamica del dollaro dovrebbero dettare l’azione dei prezzi intorno nel breve termine, aiutato allo stesso tempo dall’ampia tendenza alla propensione al rischio e dai recenti sviluppi positivi del fronte commerciale USA-Cina. Inoltre, il rallentamento economico della macro regione appare inevitabile, e sta rafforzando ulteriormente le convinzioni di chi ritiene che la BCE confermerà il suo atteggiamento da colomba.

Infine, segnaliamo come sul fronte politico, l’Italia dovrebbe continuare a costituire una fonte di incertezza e di volatilità per l’euro, con il centro del dibattito che ruota sempre attorno all’opposizione del governo giallo verde alle regole fiscali dell’UE.

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