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Previsioni dollaro estate 2019, rafforzamento in vista per “colpa” della Fed: l’opinione di Merian

dollaro

Osservazioni da parte di Merian sulla possibile evoluzione statunitense in vista del nuovo FOMC.

Come noto e come più volte abbiamo avuto modo di rammentare su queste pagine, la Federal Reserve ha scelto di ridurre i tassi di 25 punti base. Una decisione che è stata inferiore a quanto atteso (o auspicato!) da alcuni, e che lascia comunque aperte le porte per nuovi tagli. Insomma, un passo positivo che, tuttavia, per Nick Wall, co-gestore del fondo Merian Strategic Absolute Return Bond Fund, Merian Global Investors, potrebbe anche essere un’occasione mancata.

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L’esperto di Merian ritiene infatti che la Fed avrebbe potuto e dovuto spingersi oltre, riducendo i tassi di 50 punti base, al fine di indebolire il dollaro e aumentare le aspettative di inflazione, oltre che rendere più ripida la curva dei rendimenti dei Treasury.

Merian rammenta infatti come la sovraprestazione economica degli Stati Uniti, favorita dallo stimolo che è stato indotto dal presidente Trump, e dalla politica monetaria che è andata in controtendenza rispetto a quella degli altri Paesi, ha portato a un dollaro eccezionalmente forte. Una condizione che ha ostacolato la crescita nel resto del mondo, vista e considerata la grande quantità di debito in valuta “forte”.

Per Wall, questo scenario di indebitamento significativo in dollari, unitamente alla disruption delle catene del valore globali determinate dai dazi, ha fatto finire in recessione il settore manifatturiero a livello globale.

E per il Forex? Merian afferma che tagliando i tassi a piccoli passi, come ha lasciato intendere di fare, la Federal Reserve rischia di rafforzare ulteriormente il dollaro, favorendo una stretta delle condizioni finanziarie e rendendo irrilevante il tasso di interesse più basso.

Insomma, per gli analisti della compagnia questa timidezza potrebbe portare i tassi di interesse a zero. Merian ha poi concluso sottolineando che continua a detenere posizioni long sulla duration nella parte a breve della curva dei rendimenti USA, attendendosi tagli ulteriori, ma rimane long sui breakeven di inflazione.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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