Spread alto come investire: quali sono i migliori investimenti da fare

Spread alto come investire: quali sono i migliori investimenti da fare

Come investire quando lo spread è alto. Meglio muoversi da investitori o da speculatori?

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Quando la comunità finanziaria internazionale dice che l’Italia sta perdendo affidabilità la differenza tra BTP italiani e i BUND tedeschi sale, e chi opera nei mercati dell’equity (azionario) e dei bond (obbligazionario) deve fare delle scelte in merito a come muoversi, la prima tra tutte risponde alla domanda: meglio investire o speculare quando lo spread si alza?

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Investimento o speculazione? Ecco cosa fare quando sale lo spread

E’ ben noto che i mercati finanziari sono tendenzialmente altalenanti. I periodi di crisi e di benessere si alternano continuamente, ad esempio dall’ormai lontano 1946 ad oggi l’indice dei corsi azionari secchi deflazionato stazionava inizialmente su un valore di 15 punti circa, ha raggiunto i 70 punti nel boom economico degli anni 1952-1961, è sceso a 30 nel 1962 con la nazionalizzazione dell’energia elettrica, ha perso altri 10 punti in seguito al primo shock petrolifero (1973-1974) e altri 10 con il secondo shock nel 1979. Con l’unione monetaria del 2001 è arrivato a 18 salvo poi tornare ai 10 punti con la crisi economica del 2011.

Il 2011 ha visto uno spread BTP-BUND alle stelle, si parlava allora di oltre 500 punti base, con rendimenti per i nostri buoni del tesoro decisamente alti che lo Stato si trovava costretto a pagare purché gli investitori comprassero i BOT e i BTP. In quello stesso periodo il mercato azionario era invece fermo, esattamente come accaduto a maggio 2018.

Ed eccoci alla domanda di partenza. Diciamo che la “volatilità” cioè lo scostamento dal prezzo medio, tende a spaventare gli investitori, i quali all’atto dell’acquistare posizioni nell’equity auspicano una crescita costante del titolo. Al contrario, chi specula trae beneficio dalle oscillazioni dei prezzi, perché sono proprio quelle oscillazioni a provocare scostamenti su cui impostare le proprio operazioni.

Lo speculatore, possiamo dire, è colui che acquista le azioni con l’intenzione di venderle sfruttando la volatilità dei mercati dalla quale trae appunto il guadagno. In definitiva, gli investitori prediligono un mercato stabile, gli speculatori invece le oscillazioni dei prezzi. La differenza sostanziale sta nel cosiddetto “holding time” ossia il tempo in cui si sta nel mercato. Per esemplificare diciamo che l’investitore mira alla crescita del valore delle proprie azioni (equity line) mentre lo speculatore entra ed esce dal mercato in base alle fluttuazioni.

Azioni oppure obbligazioni?

Il mercato obbligazionario reduce di anni di bassi rendimenti dovrebbe ricominciare a salire, anche per merito della spinta inflazionistica. Un’inflazione controllata è infatti da ritenersi un vero e proprio stimolo per l’economia. Uno spread alto dal canto suo consente di comprare bond pubblici con un tasso di rendimento molto più alto rispetto a quello che si avrebbe in anni di bassa volatilità.

Il mercato azionario ha subito due spread-shock, uno nel 2011 con la caduta del governo Berlusconi, ed uno nel 2018 con l’insediamento dell’attuale governo Conte. Quest’ultimo ha fatto toccare dei minimi importanti, invitando quindi ad investire in posizioni lunghe nella prospettiva di una crescita di valore nell’equity.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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