Brexit, parlamento approva contempt motion contro il governo

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Novità in casa May sulla procedura Brexit: che cosa accadrà dopo la mozione parlamentare?

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Nella giornata di ieri il Parlamento britannico ha approvato una contempt motion contro il governo: in seguito al via libera a tale mozione, il governo è dunque obbligato a presentare l’intera documentazione legale preparata in merito all’accordo siglato con l’UE, invece che solamente una sintesi – pur significativa – come era invece previsto. Nel voto parlamentare i nord-irlandesi del DUP hanno votato con le opposizioni.

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Con la stessa opportunità, il parlamento britannico ha anche approvato una mozione secondo cui dovrà essere lo stesso parlamento a scegliere che cosa fare in caso di rigetto dell’accordo con l’UE. Tuttavia, non è ancora chiaro se ciò sia legalmente vincolante per l’esecutivo di Theresa May, ma – nella migliore delle ipotesi per la premier - rappresenterà almeno un significativo vincolo politico imposto sulle azioni successive del governo.

A conferma di ciò, si tenga conto come tale provvedimento si lega al parere legale pubblicato dall’avvocatura generale della Corte Europea di Giustizia, in base al quale viene suggerito alla Corte che il Regno Unito potrebbe ritirare la propria richiesta di recesso prima del 29 marzo, ma a tre condizioni:

  • che la decisione venga assunta sulla base delle procedure costituzionali del Paese;
  • che venga notificata formalmente al Consiglio Europeo;
  • che non implichi comportamenti offensivi e, in particolar modo, che sia effettuata in buona fede e non per guadagnare tempo nei negoziati.

Nel caso in cui il parere legale venga accolto dalla Corte Europea, il Regno Unito potrebbe quindi annullare la procedura di recesso con un voto parlamentare o, più probabilmente, con un referendum popolare.

Passando all’area euro, l’Eurogruppo ha intanto concordato le modalità in base alle quali l’ESM agirà da prestatore di ultima istanza del Single Resolution Fund (SRF), creato prima del 2024 se saranno conseguiti sufficienti progressi sul fronte della riduzione dei rischi.

La riforma del trattato istitutivo dell’ESM sarà effettuata entro il mese di giugno del prossimo anno. Pare vi sia inoltre un sostanziale accordo anche sull’introduzione entro il 2022 delle single-limb CACs nei prospetti/regolamenti di emissione del debito sovrano per facilitare eventuali processi di ristrutturazione.

Rimangono ancora piuttosto distanti le posizioni sull’introduzione dell’EDIS, l’assicurazione europea sui depositi.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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