Rating Italia: venerdì la decisione di Fitch, spettro manovra correttiva sui conti pubblici

Rating Italia: venerdì la decisione di Fitch, spettro manovra correttiva sui conti pubblici
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Il rischio che l'Italia sia costretta a varare una manovra correttiva è molto alto ma già venerdì potrebbero esserci segnali chiarissimi

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Il rating dell'Italia sarà al centro della valutazione dell'agenzia internazionale Fitch il prossimo venerdì 22 febbraio. Come previsto dalle leggi vigenti, Fitch comunicherà le sue decisioni sul rating dell'Italia dopo la chiusura di Borsa Italiana quindi dopo le ore 17,30. Già da tempo, infatti, le agenzie di rating possono comunicare le loro raccomandazioni sul merito creditizio solo con ampio preavviso (gli interventi sono quindi calendarizzati e noti da tempo) e solo nella giornata di venerdì a mercati chiusi. Ad oggi il rating sull'Italia espresso da Fitch è pari a BBB con outlook negativo. La presenza di quelle previsioni negative lascia intendere che il giudizio sul nostro Paese possa essere declassato. Quello di Fitch sarà solo il primo pronunciamento di un mese molto intenso per il rating sovrano dell'Italia. Il prossimo 15 marzo (quindi tra neppure un mese da oggi) sarà Moody's ad esprimersi sul rating italiano. In questo caso gli analisti partono da un rating a livello Baa3 con outlook stabile. 

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Non sarà necessario attendere le decisioni di Moody's per capire se l'Italia sarà costretta o no a varare una manovra correttiva sui conti pubblici. Secondo alcune fonti, infatti, ci potrebbero essere chiari segnali sulla concretizzazione o meno di questo rischio a seconda di quello che dovesse essere il giudizio di Fitch del 22 febbraio prossimo. 

Le possibilità che Roma debba ricorrere ad una manovra correttiva sono molto alte. Il sottosegretario Giorgetti, una delle menti più fredde del nuovo governo Lega 5 Stelle, ha recentemente affermato che il problema manovra correttiva dovrà essere per forza affrontato nei prossimi mesi. Dalle parole del sottosegretario alla presidenza del consiglio, quindi, emerge l'esistenza di un fascicolo "manovra correttiva" che ad oggi è vuoto ma domani potrebbe non esserlo. A dare peso alle parole di Giorgetti è la sua stessa caratura. Giancarlo Giorgetti, infatti, fu tra i pochi esponenti del governo Lega-5 Stelle che questa estate prospettò un forte crollo di Borsa Italiana con annesso rialzo dello spread BTP BUND a causa delle incertezze sui contenuti della Legge di Bilancio. Insomma Giorgetti non è il primo arrivato e se parla di rischio manovra correttiva sui conti pubblici italiani è da prendere sul serio. 

Sul possibile ammontare della manovra correttiva per ora ci sono solo indiscrezioni. Lasciando da perdere quelle strettamente politiche, con Brunetta di Forza Italia che parla di una manovra addirittura da 15 miliardi di euro, le uniche previsioni di un certo interesse sono quelle fornite dall'Ufficio parlamentare di Bilancio. Secondo questo organo, il deficit italiano starebbe viaggiando verso il 2,3 per cento anche se gli analisti Moody’s si attendono un dato al 2,5 per cento. Nel primo caso la manovra correttiva che il governo sarebbe costretto a varare sarebbe pari a 6 miliardi mentre nel secondo ammonterebbe a circa 9 miliardi. Si tratta di numeri comunque molto pesanti. 

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