PIL Italia secondo trimestre 2019 in calo? Nuovo allert su economia italiana

PIL Italia secondo trimestre 2019 in calo? Nuovo allert su economia italiana
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Da una crescita elevata a una crescita risicata a un possibile calo: il destino del PIL Italia in tempo di crisi

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Secondo un allert che è stato lanciato nella giornata di ieri dal Centro Studi Promotor, il PIL dell'Italia nel secondo trimestre 2019 potrebbe essere negativo. L'allarme è stato diffuso a seguito del forte calo che la produzione industriale italiana ha registrato nel mese di aprile. La flessione della produzione industriale potrebbe quindi essere un primo segnale della contrazione del Prodotto Interno Lordo del secondo trimestre. 

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Secondo gli analisti di CSP, dopo un ribasso dello 0,1 per cento nel terzo trimestre 2018 e un ulteriore ribasso dello 0,1 per cento nel quarto trimestre 2018, il PIL italiano del primo trimestre 2019 aveva fatto registrare una crescita dello 0,1 per cento che aveva allontanato il rischio di una nuova recessione tecnica per il Bel Paese. Il dato sulla produzione industriale diffuso ieri ha però nuovamente cambiato le prospettive essendo compatibile con uno scenario di stagnazione. Tali prospettive, hanno proseguito dal Centro Studi Promotor, verrebbero confermate "con un nuovo calo del PIL nel secondo trimestre 2019". 

L'allarme del CSP non è isolato. A seguito della flessione della produzione industriale italiana nel mese di maggio, infatti, anche il Centro Studi Confcommercio ha lanciato il suo allert. Secondo il CSC, a seguito del drammatico dato sulla produzione industriale, c'è il serio rischio che il secondo trimestre 2019 possa essere peggiore del primo. Ovviamente un simile scenario significherebbe solo calo del Prodotto Interno Lordo italiano. 

Secondo il Centro Studi Confcommercio a preoccupare è soprattutto la dinamica della produzione industriale ossia il fatto che ci sia stato un andamento favorevole solo per il comparto energia. Per gli esperti il "calo della produzione per i beni di consumo, soprattutto durevoli, e per i beni strumentali" rapprsenta un segnale del permanere della crisi econimica. Secondo Confcommercio, quindi, ci sono chiari segnali di problematiche sia per quello che riguarda il lato della domanda delle famiglie che per quanto concerne gli investimenti delle imprese. 

Per la cronaca la produzione industriale italiana relativa al mese di aprire 2019 ha registrato un calo dello 0,7 per cento rispetto al mese precedente e dell’1,5 per cento rispetto al mese di aprile 2018. Il ribasso su base mensile si è accompagnato alla flessione dell'indicatore anticipatore del ciclo avvenuta sia a maggio che ad aprile. 

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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