Cina, come la riorganizzazione di governo impatterà sulla policy monetaria

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La Cina si "riorganizza": ecco come potrebbe cambiare lo scenario monetario.

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Come ampiamente diffuso dai media generalisti, il Parlamento cinese ha approvato qualche giorno fa un’ampia riorganizzazione della struttura organizzativa del governo, riducendo il numero dei ministeri, ridefinendo le loro responsabilità.

In tale ambito, non sfugge nemmeno che tra le principali riorganizzazioni vi sia quella del Ministero della Protezione Ambientale e soprattutto quella degli enti regolatori del settore bancario (CBRC) e assicurativo (CIRC). E se al Ministero della Protezione Ambientale vengono attribuite anche le responsabilità sul cambiamento climatico, con supervisione sugli altri ministeri per quanto riguarda la prevenzione dell’inquinamento, è pur vero che è in casa bancaria / assicurativa che vi sono le più grandi novità.

La CBRC e la CIRC vengono infatti fusi all’interno di un unico ente regolatore che supervisionerà il settore bancario e quello assicurativo, mentre alcune delle loro responsabilità passeranno alla PBOC, la Banca centrale, che avrà un ruolo sempre maggiore nell’assicurare la stabilità finanziaria. Ne deriva che da tale riorganizzazione la PBOC esce ulteriormente rafforzata, e potrebbe dunque esercitare in futuro tale maggiore influenza in modo più incisivo sulla politica monetaria. Apri un conto demo GRATUITO e illimitato su IQOption

Sempre per quanto concerne la Cina, sono giunti gli ultimi dati macro relativi ai primi due mesi dell’anno, complessivamente positivi e superiori alle attese. In particolare, gli investimenti fissi nominali sono saliti del 7,9% a/a nei primi due mesi dell’anno rispetto al 7,2% a/a dell’intero 2017, mentre la produzione industriale è accelerata al 7,2% a/a in febbraio da 6,6% a/a nel 2017, grazie al balzo della produzione delle imprese statali. Infine, si registra un rallentamento delle vendite al dettaglio in termini cumulati a 9,7% a/a dei primi due mesi dell’anno rispetto a 10,2% a/a dell’intero 2017 a causa della decelerazione delle vendite di automobili.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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