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UBS mette in guardia sul rischio di perdite nell’azionario cinese

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UBS ricorda che le quotazioni sui mercati azionari cinesi potrebbero non avere ancora toccato il fondo.

Gli investitori in cerca di occasioni nel mercato cinese dovrebbero stare attenti, perché le azioni potrebbero subire ulteriori perdite. A sostenerlo è una recente dichiarazione di Kelvin Tay, di UBS Global Wealth Management.




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"Certamente non penso che si sia toccato il fondo" – ha dichiarato Tay, che è responsabile regionale degli investimenti presso UBS, facendo riferimento alla caduta dei mercati iniziata alla fine della scorsa settimana e accelerata quando l'indice Hang Seng di Hong Kong è crollato di oltre l'8% in soli due giorni, rendendo così i mercati cinesi tra i peggiori in Asia-Pacifico per il 2021.

Tay ha affermato che molti fondi istituzionali stanno attualmente rivalutando i rischi, in quanto i regolamenti cinesi prendono di mira industrie come la tecnologia e l'istruzione privata. Ha spiegato che il processo richiederà probabilmente alcune settimane prima che i fondi giungano ad una decisione finale se liquidare o accumulare più azioni nei mercati cinesi.

"Penso che la decisione probabilmente oscillerà verso il lato della liquidazione", ha avvertito Tay. "Non credo che questo sia effettivamente il momento di pescare a fondo".

Tay ha poi rammentato che il giro di vite normativo di Pechino coincide con una "finestra di opportunità" in un contesto in cui l'economia globale tenta il rimbalzo dalla pandemia. "La crescita economica di quest'anno non si discute, perché gli Stati Uniti stanno crescendo del 7%, l'eurozona si sta riprendendo al 4,3%, e questo, a sua volta, probabilmente porterà con sé anche l'economia cinese", ha detto.

Inoltre, la riunione del Politburo l'anno prossimo a ottobre coinciderà con la fine del secondo mandato quinquennale del presidente cinese Xi Jinping - un evento "molto, molto importante" per il Paese.

Guardando al futuro, Tay ha previsto che tre potenziali catalizzatori potrebbero porre fine alle attuali incerte prospettive normative in Cina.

"Penso che la prima indicazione dovrebbe arrivare questa settimana o la prossima dalla riunione del Politburo di luglio", ha detto, aggiungendo che l'evento sarà "attentamente esaminato dagli investitori" per indizi sulla regolamentazione.

Il prossimo potenziale catalizzatore è se l'economia cinese andrà incontro a un grande rallentamento, in uno scenario che ha descritto come "molto improbabile". L'ultimo catalizzatore, che Tay ha detto essere il "meno probabile" tra i tre, è se le relazioni USA-Cina dovessero vedere un "significativo miglioramento". Le relazioni tra Washington e Pechino rimangono infatti tese, con il vice ministro degli esteri cinese che ha recentemente detto che i due giganti economici sono "ora in una situazione di stallo".

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