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Conviene investire nelle auto elettriche cinesi o è una bolla? Ecco i titoli su cui puntare

Conviene investire nelle auto elettriche cinesi o è una bolla? Ecco i titoli su cui puntare
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Il segmento delle auto elettriche cinesi è sempre più popolato e oggetto di attenzioni. Ma conviene investire oggi su questo contesto? E su quali azioni?

Trainati dalla forte crescita dei prezzi delle azioni di alcuni big cinesi delle auto elettriche come Nio e Xpeng, gli investitori sembrano aver trovato in questo settore una buona opportunità per diversificare il proprio portafoglio e incrementarne i rendimenti. Ma conviene investire nelle auto elettriche cinesi? O c’è il rischio di una bolla?

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Stando a quanto afferma un dossier curato da Qichacha, il numero di nuove imprese cinesi che operano nel segmento dei "nuovi veicoli energetici" è aumentato di 81.000 unità quest'anno, superando pertanto le 78.600 nuove imprese che erano entrate nel settore nel 2020. E mancano, peraltro, ancora quattro mesi alla fine dell’anno.

Certo è che ad attenuare l’appeal di questi dati c’è il fatto che la Cina è il più grande mercato automobilistico del mondo, e vorrebbe che il 20% delle nuove auto vendute siano veicoli a nuova energia entro il 2025.

Insomma, tutti i requisiti di base sembrano essere incoraggianti per avvicinarsi a una crescita ripida ma sostenibile del comparto.

Tuttavia, le incognite sono sempre dietro l’angolo. Le azioni dei principali produttori di auto elettriche sono ad esempio recentemente scivolate dopo che il ministero cinese dell'industria e della tecnologia dell'informazione ha indicato che potrebbe esserci un consolidamento del settore. "Le nostre imprese devono essere più grandi e più forti", ha detto il ministro Xiao Yaqing in una conferenza stampa. "In questo momento il numero di imprese di nuovi veicoli energetici è troppo grande, ed è in uno stato piccolo e sparso", ha poi proseguito il ministro.

Non si tratterebbe, poi, di un approccio del tutto nuovo. Già nel 2017 il governo limitò le licenze di produzione e i permessi e, dunque, questa nuova intenzione da parte dell’esecutivo potrebbe ben inserirsi nello stesso percorso di sviluppo “controllato” del settore. Probabilmente il governo cinese è preoccupato dall’accumulo di sovraccapacità, e deve essersi altresì reso conto che troppi marchi, soprattutto di piccolissime dimensioni, non saranno in grado di competere sul mercato con i propri prodotti.

Su quali società investire

A questo punto, è lecito immaginare che alcuni big tra i produttori cinesi di auto elettriche come Nio, Xpeng Li Auto e BYD - quest’ultima sostenuta da Warren Buffett - beneficino degli sforzi per consolidare il settore poiché eliminerà i potenziali concorrenti e forse permetterà loro di acquisire una nuova tecnologia per migliorare i loro prodotti.

Non solo. Nell'ultimo anno, aziende tecnologiche come Huawei, Baidu e Xiaomi si sono lanciate nella corsa all'auto elettrica con partnership commerciali e investimenti. Un interesse che dovrebbe essere confermato anche nei prossimi trimestri, influenzando probabilmente al rialzo le prospettive dei titoli azionari.

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