Previsioni petrolio febbraio 2018, dollaro debole fa risollevare le materie prime

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Nuove valutazioni sul futuro della domanda, della produzione e del prezzo del greggio.

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Negli ultimi giorni la maggior parte dei prezzi delle materie prime ha subito un discreto rimbalzo, grazie alla spinta fornita da un dollaro statunitense più debole nei confronti delle principali controparti valutarie. Anche i prezzi del greggio sono aumentati - nonostante le maggiori evidenze che puntano a fondamenti di mercato deboli – dando parziale adito a nuove prese di posizione sul petrolio.

Nel suo rapporto sul mercato petrolifero aggiornato al mese di gennaio, l'OPEC ha delineato una prospettiva leggermente più debole per il 2018 a causa di una revisione delle stime di crescita dell'offerta non OPEC: l'OPEC si aspetta ora che il mercato torni in una condizione di equilibrio verso la fine del 2018, poiché gli sforzi dell'OPEC e la forza della domanda globale prevarranno nel medio-breve termine sulla distorsione determinata da una rapida crescita della produzione di scisto.

Più nel dettaglio, secondo le stime dell'OPEC, l'offerta non OPEC dovrebbe salire a 59,3 milioni di barili al giorno (mb / g) nel 2018, in crescita di + 1,4 mb / g su anno (rivisto al rialzo da 58,9 mb / g a dicembre, quando era prevista un'espansione + 1,1 mb / g). Gli Stati Uniti rappresentano più della metà della revisione al rialzo, dovuta alla prevista crescita della produzione di scisto.

La domanda mondiale dovrebbe dunque crescere a 98,6 mb / g, corrispondente a un'espansione di + 1,6 milioni di barili al giorno (rivisti verso l'alto da 98,5 mb / g a dicembre, quando era prevista un'espansione di +1,5 mb / g). Perciò, la c.d. “call on crude OPEC”, ovvero l'offerta necessaria per bilanciare i mercati, è ora stimata a 32,9 mb / g (invariato rispetto allo scorso anno), inferiore a 33,1 mb / g stimato il mese scorso.

Secondo fonti secondarie, invece, l'offerta complessiva del gruppo è diminuita marginalmente a gennaio a 32,30 mb / g da 32.31 mb / g a dicembre. Le scorte di petrolio nei Paesi dell'OCSE hanno esteso la loro contrazione a dicembre, pur 109 mb sopra la media quinquennale.

Dati che, in fondo, confermano come l'OPEC debba mantenere il taglio dell'output per la maggior parte del 2018 al fine di raggiungere l'obiettivo desiderato…

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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