La Russia evita il default (per ora): ecco perché il 25 maggio è la nuova data chiave

Finora la Russia è stata in grado di evitare il default del debito nonostante le gravi sanzioni applicate, ma sempre più analisti ritengono che Mosca stia ritardando l’inevitabile.

Il Cremlino la scorsa settimana ha effettuato pagamenti ai creditori di due obbligazioni sovrane russe denominate in dollari, con scadenza nel 2022 e nel 2042, del valore collettivo di 650 milioni di dollari. Il ministero delle finanze russo ha inizialmente cercato di effettuare i pagamenti in rubli il 4 aprile, quando il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha bloccato un tentativo di pagare dalle riserve in dollari detenute presso le banche statunitensi. Una gran parte delle vaste riserve di valuta estera della Banca Centrale della Russia, detenute presso le banche d’oltremare, è stata infatti congelata dalle sanzioni internazionali imposte in seguito alla sua invasione dell’Ucraina.

Le principali agenzie di rating avevano affermato che tale mossa avrebbe potenzialmente indotto il primo default del debito estero del Paese dal 1917. Tuttavia, la Russia ha trovato una fonte di fondi non soggetta a sanzioni, effettuando i pagamenti delle due obbligazioni.

In ogni caso, gli analisti sono abbastanza scettici sul futuro del debito russo. MSCI Research ha per esempio affermato che nonostante il pagamento, “le probabilità di default implicite nel mercato dei credit-default-swap erano ancora eccezionalmente alte su orizzonti di uno e cinque anni. Anche se il conseguente rally dei titoli sovrani russi può aver incoraggiato alcuni investitori che la Russia eviterà il default, le probabilità di default implicite nel mercato dei CDS (credit-default-swap) erano ancora eccezionalmente alte su orizzonti di uno e cinque anni“, hanno dichiarato l’amministratore delegato di MSCI Andy Sparks e il vicepresidente Gabor Almasi.

Al 3 maggio, la probabilità di default era del 67% su un anno, in calo rispetto all’oltre 95% del 26 aprile. Nello stesso periodo, le probabilità di default a cinque anni sono scese dal 99% all’88%” – hanno proseguito.

L’attenzione si sposta ora sulla data dl 25 maggio, quando scadrà l’esenzione nelle sanzioni statunitensi che permette di effettuare pagamenti di obbligazioni sul debito sovrano russo da fonti autorizzate dal Tesoro, caso per caso. Due giorni dopo, il 27 maggio, diverse altre obbligazioni russe scadranno e, a quel punto, potrebbe essere più difficile onorarle.

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