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Stellantis: carenza di semiconduttori più grave del previsto ma non turberà i piani di integrazione

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Il gruppo automobilistico sostiene che la carenza di chip proseguirà a lungo, ma i piani di integrazione rimangono confermati.

Stellantis, il quarto più grande gruppo automobilistico del mondo, ha dichiarato di attendersi un impatto maggiore sulla produzione di questo trimestre a causa della carenza globale di semiconduttori rispetto ai primi tre mesi dell'anno.




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Il gruppo, formatosi all'inizio dell'anno dalla fusione di Fiat Chrysler e PSA, ha dichiarato che i suoi ricavi del primo trimestre sono aumentati del 14% a 37 miliardi di euro, grazie a una più robusta domanda dei consumatori e a maggiori vendite dei veicoli di prezzo superiore. Il risultato ha dunque superato le stime degli analisti, pari a 35 miliardi di euro.

Tuttavia, la società ha anche dichiarato come le perdite di produzione dello scorso trimestre a causa della carenza di chip abbiano parzialmente compensato un rimbalzo dalle sospensioni temporanee della produzione nello stesso periodo dell'anno scorso, quando la pandemia di Covid-19 ha preso maggiore intensità.

Le perdite dovute alla carenza di semiconduttori ammontano a circa l'11% della produzione pianificata nei primi tre mesi dell'anno, o circa 190.000 veicoli su 1,567 milioni di spedizioni trimestrali su base pro-forma.

La società ha poi aggiunto che la carenza di chip sta attualmente colpendo 8 dei 44 impianti di assemblaggio del gruppo. Il Chief Financial Officer Richard Palmer ha poi aggiunto che il problema probabilmente continuerà a influenzare l'intera industria automobilistica il prossimo anno. "Ci aspettiamo che migliori nella seconda metà, ma chiaramente penso che sarebbe ingenuo aspettarsi che il problema sparisca", ha detto, affermando altresì che, comunque, queste difficoltà non stanno influenzando il piano di integrazione del gruppo, dal quale Stellantis mira a ottenere oltre 5 miliardi di euro all'anno di risparmi.

Il gruppo ha infine ribadito la sua previsione per un margine di utile operativo rettificato del 5,5%-7,5% per il 2021, e ha precisato come i lanci di produzione pianificati - per i nuovi modelli di SUV di grandi dimensioni Grand Wagoneer e Wagoneer di Jeep previsti per questo trimestre e per la prossima generazione di Grand Cherokee nel terzo trimestre - rimangono correttamente calendarizzati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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