Aumento capitale Juventus: prezzi azioni a picco, pesa anche caso plusvalenze

Giornata disastrosa per il titolo Juventus. La quotata bianconera ha aperto gli scambi con secco rosso riuscendo solo dopo a recupare una parte del passivo. Mentre è in corso la redazione del post, il prezzo delle azioni Juve si muove in area 0,45 euro ma, nella prima ora di contrattazioni, aveva raggiunto un minimo intraday a 0,429 euro.

A causa della nuova forte contrazione (anche la scorsa settimana il valore delle azioni Juve era andato a picco…e non solo in occasione del sell-off di tutta Borsa Italiana), il passivo accumulato dal titolo nel corso dell’ultimo mese si è ulteriormemte allargato arrivando al 20 per cento. Ancora più pesante la performance su base annua che evidenzia una contrattazioni di oltre il 30 per cento. 

Fermo restando che grazie allo short trading è comunque possibile investire su un titolo anche quando i prezzi sono in calo e quindi guadagnare con il ribasso (qui la demo ufficiale eToro per imparare a fare trading con questa strategia), cerchiamo di capire quali sono i motivi alla base della nuova flessione del titolo Juventus. 

Anzitutto c’è la questione aumento di capitale. Oggi ha infatti inizio un’operazione di ricapitalizzazione da 400 milioni di euro che, già al momento del via libera da parte del consiglio di amministrazione della quotata, era stata accolta molto freddamente dagli investitori. Venerdì scorso Borsa Italiana aveva reso noti, dopo la chiusura delle contrattazioni, i nuovi prezzi delle azioni ordinarie Juventus sulle quali era stato applicato un fattore di rettifica pari a 0,801704 euro proprio a seguito del previsto aumento di capitale.

A seguito della rettifica il prezzo di chiusura della seduta di venerdì 26 novembre era stato portato a 0,4606 euro, mentre il prezzo dei diritti in quotazione a a partire da oggi era stato fissato a 0,1139 euro. 

Juventus scandalo plusvalenze 

Alla base del nuovo ribasso delle quotazioni Juve non c’è però solo la questione aumento di capitaale. A voler essere precisi lo scarso favore con cui gli azionisti hanno salutato il via libera all’operazione, oggi sembrerebbe essere quasi rientrato. Il reale motivo per cui la view sulla quotata resta negativa è da ricercare nelle notizie sul cosiddetto scandalo plusvalenze

E’ notizia del fine settimana che la Procura di Torino ha aperto un’indagine nei confronti della società di alcuni suoi esponenti per probabili plusvalenze fittizie che il club avrebbe registrato nel corso della gestione Paratici.

Secondo l’ipotesi della Procura, nel corso degli ultimi tre esercizi la società avrebbe generato circa 322 milioni di euro di plusvalenze. Di queste ben 282 milioni arriverebbero da operazioni basate su “valori fraudolentemente maggiorati”.

Concretamente gli inquirenti starebbero analizzando ben 42 operazioni di mercato dietro le quali ci nasconderebbero importanti perdite finanziarie.

La Procura della Repubblica ha quindi iscritto nel registro degli indagati Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved, l’ex direttore sportivo Fabio Paratici ed altri tre dirigenti dell’area finanziaria. L’ipotesi di reato è false comunicazioni ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. 

La Procura della Repubblica piemontese ha anche accesso un faro sui rapporti economici fra il club bianconero e l’ex Cristiano Ronaldo. Si cerca un documento che, stando a quanto trapelato dalle intercettazioni telefoniche “non deve esistere teoricamente”.

Alla notizia delle indagini in atto, il club bianconero ha diramato un comunicato stampa nel quale rivendita di aver sempre operato nel “rispetto delle leggi e delle norme che disciplinano la redazione delle relazioni finanziarie, in conformità ai principi contabili e in linea con la prassi internazionale della football industry e le condizioni di mercato“.

Al di là delle giustificazioni, è però evidente che le notizie sul caso plusvalenze non sono certamente un buon driver nel giorno in cui ha preso inizio un aumento di capitale fondamentale per il futuro della società.

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