Spread Btp Bund adesso fa paura. La BCE lascia sola i titoli di stato italiani

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Lo spread Btp Bund questa mattina è attestato a 227 punti base, il 6,6 per cento in più rispetto a ieri. Appena 24 ore fa, il differenziale tra il rendimento dei Btp decennale italiano e quello del bund pari durata tedesco era pari a circa 210 punti. L’accelerazione dell’importante indicatore è avvenuta in scia alla comunicazione delle decisioni di politica monetaria della BCE ed è proseguita poi nel corso della conferenza stampa della governatrice Lagarde che si è tenuta ieri pomeriggio.

Il sell-off sui titoli di stato italiani è la diretta conseguenza dell’assenza, sia nel comunicato BCE che nel discorso della governatrice, di qualsiasi riferimento all’attivazione di uno scudo anti a protezione dei paesi con alto debito pubblico tra i quali, come noto, svetta l’Italia.

E così, nella giornata di ieri, l’orologio del tempo ha veramente dato l’impressione di essere tornato ad anni fa quando i titoli di stato italiani erano ogni giorno in balia della speculazione. Tanto tempo ha trascorso da allora ma il livello di affidabilità percepita del nostro Paese sembra essere rimasto molto basso.

Secondo gli esperti, la giornata di ieri ha dimostrato come a preoccupare i mercati siano certamente la previsione al rialzo dell’inflazione prevista per il 2022 e l’incertezza sui rialzi dei tassi, ma anche l’assenza di rassicurazioni sulla sostenibilità del debito dei paesi periferici dell’area Euro. L’opinione prevalente è che dall’EuroTower ci si potesse attendere qualcosa di più per quanto concerne lo scudo anti spread. Invece la BCE non ha fornito alcuna rassicurazione in merito anzi sia dal board che dalla conferenza stampa della Lagarde è arrivato un messaggio molto preciso: il problema principale che dovrà essere affrontato nei prossimi mesi è l’inflazione, tutto il resto (a partire dallo scudo anti spread) viene dopo.

Nicolas Forest, global head of fixed income di Candriam, ha messo in evidenza come, dinanzi al vero e proprio rally dell’inflazione, il Consiglio direttivo della BCE abbia deciso di mettere la parola fine agli acquisti netti di asset nell’ambito del programma APP già a partire dal 1° luglio 2022. Tale provvedimento, ha aggiunto l’analista, è il primo passo verso la normalizzazione della politica monetaria dell’EuroTower. Il risvolto della medaglia di questo annunciato e inevitabile cambio di passo che la fine quantitative easing rappresenta, è il ritorno dell’instabilità finanziaria.

Questo, ha poi concluso l’analista, è stato il contesto in cui è maturato il nuovo allargamento dello spread Btp Bund. Da un lato ci sono i mercati che speculano sull’introduzione di una qualche forma di controllo dello spread mentre dall’altro c’è la realtà che vede la BCE quasi disinteressata alla questione e completamente presa dal problema inflazione. Dinanzi a questa situazione, ha affermato Forest, il rischio che tra non molto tempo ci possa essere una frammentazione del mercato è molto alto.

Una evoluzione simile costringerebbe la BCE a correre ai ripari ed annunciare, probabilmente nei prossimi mesi, l’introduzione di un qualche strumento di protezione della stabilità finanziaria. Staremo a vedere. Per adesso, la conseguenza della mancata azione della BCE è solo una (e ricordata tanto i tempi che furono): spread Btp Bund in rally e Borsa Italiana in forte ribasso.

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