Prezzo petrolio: target a 100 dollari entro un anno, previsioni "condizionate" di Ayondo markets

Prezzo petrolio: target a 100 dollari entro un anno, previsioni
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La quotazione del petrolio secondo l'analista Jordan Hiscott potrebbe raggiungere quota 100 dollari nei prossimi mesi ma solo ad alcune condizioni

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Il rally del prezzo del petrolio sarà destinato a finire nelle prossime settimane? Se guardi le previsioni teorizzate da Jordan Hiscott, chief trader di Ayondo markets, la deduzione alla quale potresti arrivare, sarebbe completamente diversa. Andando in controtendenza rispetto a quello che è il sentiment attuale, Hiscott teorizza che il prezzo del petrolio possa arrivare a quota 100 dollari entro il prossimo anno. Quando di parla di previsioni quotazione petrolio a così lunga scadenza, ricorda che queste stime sono da prendere con le dovute precauzioni e la dovuta cautela del caso. Ad ogni modo se sei interessato ad investire sull'andamento della quotazione petrolio nel lungo termine, ad esempio attraverso il trading di CFD, allora le parole di Hiscott sono un implicito suggerimento ad andare long.

E' lo stesso analista a precisare che la quotazione petrolio può arrivare a 100 dollari al barile se si vengono a verificare alcune condizioni precise. Hiscott nella sua analisi parla di una "pletora di problemi di offerta, aggravata dall'instabilità in Medio Oriente". Da queste parole si deduce che solo se l'instabilità in Medio Oriente dovesse proseguire, e magari aggravarsi, il prezzo del greggio potrebbe arrivare a quota 100 dollari. 

Lo stesso analista di Ayondo Markets scende poi più nello specifico rivolgendo la sua attenzione a due scenari in particolare: il Venezuela e l'Iran. Per quello che riguarda Teheran il riferimento di Hiscott è alla decisione del presidente americano Donald Trump di azzerare l'accordo sul nucleare che venne siglato a suo tempo dal predecessore Obama. Per quello che riguarda Caracas, invece, il riferimento all'analista è alla forte crisi vissuta dal Venezuela. Il paese sudamericano, infatti, pur avendo le più riserve di greggio al mondo, è alle prese con problemi economici di una gravità tale da impedire la produzione di petrolio. I mercati sono perfettamente consapevoli del fatto che il Venezuela non riesce più neppure a produrre petrolio. 

Un aggravamento della crisi nel contesto iraniano e in quelle venezuelano, andrebbe a determinare un aumento del prezzo del greggio. L'intervallo temporale cui fa riferimento Hiscott è di lungo termine. Se le previsioni elaborate da Ayondo markets possono sembrarti azzardate, non dimenticare che anche Bank of America aveva formulato stime molto simili nel mese di maggio.

Venezuela e Iran sono i due grandi catalizzatori capaci di determinare un aumento delle quotazioni petrolio fino a 100 dollari entro il prossimo anno. La valenza rialzista di questi citati catalizzatori viene però messa in dubbio dalle mosse dell'OPEC. Le decisioni dell'organizzazione dei paesi produttori rappresentano il più grande ostacolo all'aumento della quotazione del greggio. Secondo Jonathan Waghorn, manager di Guinness Global Energy, "se il prezzo del petrolio diventa troppo alto, l'Opec può mettere fine al sistema delle quote e reimmettere i barili nel mercato". Per Ayondo markets, l'OPEC, come del resto già avvenuto in pieno mercato ribassista, lotterà per difendere gli equilibri tra domanda e offerta.

In conclusione: se vuoi investire sul prezzo del petrolio nel lungo termine, dovrai tenere sotto stretta osservazione tra fattori: l'Iran, il Venezuela e le mosse dell'OPEC. 

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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