Trump, oro, petrolio. Come investire nel II semestre 2018?

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Inizia un semestre teso e complesso sotto il profilo dei rapporti internazionali: cosa accadrà ai nostri investimenti?

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Il primo semestre 2018 è già alle spalle, mandato in archivio con tanti elementi utili di riflessione. In tal senso, il II semestre 2018 non è certo iniziato con il piede più opportuno sul fronte della serenità nella pianificazione finanziaria, con i timori di una guerra commerciale globale sempre più vivi, e sempre più in grado di generare possibili ricadute su crescita globale e sentiment degli investitori.

Ma come investire nel II semestre 2018? Come destreggiarsi tra le politiche aggressive di Trump, opportunità e rischi per le commodity e turbolenze varie? Ce lo spiega, nei suoi commenti (quasi) quotidiani, Vincenzo Longo, market strategist di IG.

Un giro di boa complesso e incerto

Secondo l’esperto di IG “i mercati si presentano al giro di boa dell’anno con molte più incognite di quante ce ne fossero a gennaio”.

Facile, in questo scenario, capire a chi è attribuibile il pericolo maggiore: “rimane quello di un’escalation delle tensioni commerciali che potrebbero sfociare in una guerra Trump vs tutti” – ha ricordato Longo, che evidentemente pone in relazione il timore di una guerra commerciale a tutto campo (acuito dal nuovo batti e ribatti con l’Unione Europea) al riflesso sulle prestazioni dei mercati azionari degli ultimi anni e sul rialzo dei rendimenti sui Treasury, che inizia a fare crescere il costo opportunità di detenere azioni.

Prevarrà la prudenza

In tale scenario a prevalere potrebbe essere la prudenza e l’avversione al rischio. Considerato inoltre che la liquidità avrà un costo crescente (man mano che la Federal Reserve rispetterà i suoi piani di rialzo dei tassi d’interesse), “gli investitori dovrebbero e potrebbero adottare un atteggiamento più prudente nelle loro scelte di asset allocation”.

Petrolio e oro, tra rischi e opportunità

Il petrolio ha mandato in archivio un mese di giugno con un risultato piuttosto importante e in doppia cifra (quasi +11%, per il miglior mese da aprile 2016 a questa parte). “Nonostante il recente accordo sull’aumento della produzione dei Paesi OPEC – argomenta Longo – le quotazioni del greggio potrebbero salire per effetto di uno shock dell’offerta, contribuendo a mettere pressione agli altri mercati, principalmente quello del Fixed Income”.

Consigli di cautela sono stati espressi anche da altri analisti, che vedono nel petrolio rischi e opportunità in egual misura. Mps Capital Services ad esempio interpreta potenziali temporanee prese di profitto sul petrolio in estate verso i 70 dollari al barile, per poi recuperare viste le condizioni di mercato ancora favorevoli al greggio.

Per quanto riguarda l’oro, la maggior parte degli analisti ritiene che il metallo prezioso possa riprendersi verso quota 1.300 dollari l’oncia dopo le forti vendite di giugno.

Dazi USA verso Cina: il 6 luglio è il day-one

Più sul breve termine, gli analisti guardano con attenzione al 6 luglio, data a partire dalla quale diverranno effettivi i dazi USA verso beni cinesi per un ammontare di 34 miliardi di dollari. Nello stesso giorno inizieranno anche i dazi cinesi di ritorsione verso i beni USA, per un importo sostanzialmente identico.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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