Prezzo petrolio previsioni 2018-2019: crollo a 45 dollari secondo Citi, analisi oil bulls errate

Prezzo petrolio previsioni 2018-2019: crollo a 45 dollari secondo Citi, analisi oil bulls errate
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Ed Morse, responsabile materie prime presso Citigroup, non ha dubbi: la quotazione del petrolio a fine 2019 crollerà a 45 dollari

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Le previsioni sull'andamento del prezzo del petrolio nel lungo termine riservano sempre delle sorprese. Se alcuni analisti e broker peccano di ottimismo, ritenendo possibile una quotazione petrolio ad oltre 100 dollari al barile, ve ne sono poi altri che invece preferiscono restare decisamente abbottonati. E' questo il caso di Ed Morse, responsabile materie prime di Citigroup, secondo il quale le previsioni sul prezzo del petrolio 2018/2019 prospettano un crollo...a 45 dollari al barile per quello che riguarda il contratto sul Brent. Confrontando quello che è l'attuale andamento del prezzo dell'oil con le previsioni di Citi, puoi subito notare come quello prospettato da Ed Morse possa essere considerato un vero e proprio tracollo. La prospettiva dell'analista è quindi facilmente riassumibile con queste parole: ci sarà un crollo della quotazione del petrolio entro la fine del 2019. L'intervallo temporale non è breve essendo pari quasi ad un anno e mezzo. Qualsiasi strategia trading che riprende le previsioni di Citi, quindi, non può che essere di lungo termine.

Pensiamo che ii Petrolio tornerà a scambiare in questo range di prezzo (45-65 dollari NdR) entro la fine del 2019". Il fatto che le previsioni di Morse siano utili solo in un'ottica di lungo periodo lo puoi anche dedurre dalla positiva prospettiva che l'analista nutre invece sul breve termine. Rispetto al valore attuale del prezzo del greggio, Ed Morse ritiene che nel breve termine possa esserci addirittura un apprezzamento. Da oggi al primo trimestre 2018, afferma l'analista di Citigroup, le previsioni sul prezzo del petrolio restano ottimistiche quindi long. 

L'analisi di Morse rappresenta un monito inequivocabile anche nei confronti degli oil bulls le cui considerazioni di base vengono considerate errate. "I Tori stanno guardando delle analisi errate: la domanda continua a crescere, questo è vero, ma l’offerta terrà il passo!" ha esclamato l'esperto secondo il quale tutte le considerazioni dagli Oil Bulls hanno lo stesso minimo comun denominatore ossia il diminuire dell'offerta in un contesto di aumento della domanda.

Ma perchè le previsioni di Ed Morse dovrebbero interessarti? In fin dei conti quando si parla di stime sul possibile andamento del prezzo del greggio non si ha che l'imbarazza della scelta. Il fatto è che Morse non è un'analista come gli altri ma è noto per essere stato tra i pochi che hanno previsto il crollo dei prezzi del greggio nel 2014. La view ribassista a lungo termine dell'analista di Citi è in stridente contrasto con la view di Goldman Sachs, di Morgam Stanley e di Bernstein che hanno un approccio rialzista. Tutti questi analisti-ottimisti sostengono le loro previsioni sul prezzo del greggio basandosi su quelle che sono le attuali dinamiche dei mercati globali. Chi ha ragione? Il gruppo degli analisti rialzisti oppure Ed Morse, tra i pochi che nel 2014 teorizzò l'imminente crollo delle quotazioni del greggio (situazione che poi appunto si verificò?).

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