Forex, svalutazione yuan non è nell’interesse del Paese

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Il segretario del Tesoro USA ottiene rassicurazioni sul comportamento valutario della Cina.

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Il Segretario del Tesoro americano Steven Mnuchin ha rivelato che alcuni funzionari cinesi gli hanno ribadito che un ulteriore deprezzamento dello yuan, la moneta cinese, non è nell'interesse del Paese. Mnuchin ha anche detto nella una conferenza stampa che “non sta perdendo il sonno” circa la prospettiva che la Cina potrebbe vendere il debito del Tesoro degli Stati Uniti quale reazione alla crescente tensione commerciale tra le due maggiori economie mondiali.

“Abbiamo avuto conversazioni produttive, e hanno sottolineato che non è nel loro interesse un deprezzamento del renminbi”, ha detto Mnuchin in occasione della riunione annuale del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale a Bali. “E, come ho detto, l'emissione di valuta è una questione importante per noi nel commercio e farà parte delle nostre discussioni. Vogliamo assicurarci che il deprezzamento non venga utilizzato a fini competitivi”.

Le valutazioni arrivano dopo che Mnuchin ha espresso preoccupazione per un indebolimento dello yuan contro il dollaro a livelli vicini a quelli non visti da un decennio a questa parte, proprio mentre il Tesoro si prepara a rilasciare un report molto sulla manipolazione valutaria.

Mnuchin ha poi specificato che per il momento nessuna decisione è stata presa sulla possibilità che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump possa incontrare il presidente cinese Xi Jinping al vertice dei leader del G20 in Argentina alla fine di novembre. Ricordiamo come dallo scorso 23 agosto non ci siano stati colloqui formali per cercare di risolvere la disputa commerciale tra Stati Uniti e Cina.

“Nella misura in cui possiamo fare progressi verso un incontro, lo incoraggerei, e questo è qualcosa di cui stiamo discutendo. Per il momento, non ci sono precondizioni, e il Presidente deciderà in merito” – ha aggiunto Mnuchin, che ha anche precisato di non essere preoccupato che le partecipazioni cinesi negli USA, per 1,17 trilioni di dollari, possano essere vendute in un contesto di crescente tensione commerciale.

“Il mercato del Tesoro è molto liquido(…)Spero che ritengano sia una buona idea tenere gli asset degli Stati Uniti, i dollari e il debito governativo” – ha aggiunto, ribadendo il proprio sostegno ad una Fed indipendente, nonostante le continue critiche del presidente Trump agli aumenti dei tassi da parte dell’istituto banchiere federale.

Mnuchin ha infine precisato che non commenterà la politica della Fed, ma ha aggiunto che è "prerogativa" di Trump esprimere le sue opinioni sui tassi di interesse statunitensi. “Il presidente ha chiarito che vorrebbe tassi più bassi, rispetto a tassi più alti, e che è preoccupato che se la Fed aumenta i tassi troppo velocemente, ciò potrebbe avere un impatto sulla nostra crescita”, ha concluso Mnuchin, sottolineando che non ci sono incongruenze tra le sue opinioni e quelle del presidente.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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