Prezzo oro e petrolio analisi tecnica previsioni e strategie operative settimana 3-7 dicembre

Prezzo oro e petrolio analisi tecnica previsioni e strategie operative settimana 1-7 dicembre

I trading system settimanali sulla quotazione dell'oro e del petrolio: analisi tecnica e previsioni prezzi

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ANALISI TECNICA PETROLIO SETTIMANA 3 - 7 DICEMBRE 

Settimana decisiva per la quotazione del petrolio. Il prossimo vertice OPEC in programma il 6 dicembre potrebbe condizionare i prezzi dell'oro nero. Di seguito l'analisi tecnica e le previsioni di breve sulla quotazione petrolio (periodo di riferimento 3-7 dicembre). 

PETROLIO VICINO AI MINIMI AD OLTRE UN ANNO IN ATTESA DI VERTICE OPEC E NON OPEC DEL 6-7 DICEMBRE

In attesa dell’ importantissimo vertice tra i Paesi membri dell’ OPEC e quelli NON OPEC che si terrà a Vienna il 6 e 7 Dicembre, il prezzo del barile continua a ristagnare sui minimi ad oltre un anno, con le quotazioni della variante di greggio WTI in area 50 dollari. Chiusura settimanale a quota 50,70 dollari per il petrolio scambiato sul NYMEX, in lieve risalita dopo essere sceso sotto la soglia dei 50 dollari ( minimo a 5 sedute 49,41 dollari ) per la prima volta da Ottobre 2017. Dal picco massimo pluriennale toccato alla fine dello scorso mese di Settembre a quota 76,90 dollari, al minimo appena segnalato, il prezzo del WTI è sceso del 35%, mentre la performance del solo mese di Novembre ha evidenziato un rosso di oltre il 22%.

LE NOTIZIE PIU’IMPORTANTI PER LE QUOTAZIONI DEL PETROLIO

Le quotazioni del greggio nel corso della precedente ottava erano andate sotto pressione dopo che il Presidente russo Vladimir Putin aveva affermato che per Mosca un prezzo medio di 60 dollari al barile potrebbe andar bene, in quanto il bilancio russo non ne risente fino ad un prezzo medio di 40 dollari. Le dichiarazioni di Putin sono state interpretate dal mercato come un non eventuale appoggio alla decisione di tagliare la produzione sostenuta dall’ Arabia Saudita.

I prezzi sono risaliti, quando il ministro russo dell’ energia, Alexander Novak, dopo aver tenuto un vertice con i maggior produttori della nazione, ha reso noto che questi ultimi sarebbero d’accordo per una sforbiciata alla produzione. Per evitare un nuovo crollo dei prezzi, l’ OPEC ha già stimato che si renderà necessario un taglio dell’ output minimo per almeno 1,1 milioni di barili giornalieri. L’ offerta di petrolio sul mercato globale è lievitata sui massimi pluriennali dopo che Arabia Saudita, Russia e qualche altro paese OPEC hanno portato il proprio output sui massimi di sempre, così come hanno fatto gli Stati Uniti, la cui produzione ha toccato il livello record di 11,7 milioni di barili al giorno.

DATI SULLE SCORTE SETTIMANALI DI PRETROLIO USA

Contestualmente all’ impennata della produzione mondiale, il prezzo dell’ oro nero è sprofondato a causa della lunga serie di aumenti delle scorte di materia prima “ Made in USA “, cresciute sui livelli più elevati degli ultimi 12 mesi, assestandosi a 450 milioni di barili, ancora lontane dal record storico dello scorso marzo a 536 milioni di barili, ma tuttavia su un livello che inizia a farsi preoccupante, considerato che per il prossimo anno si potrebbe assistere ad un rallentamento della crescita economica globale.

Secondo quanto reso dall’ EIA ( Energy Information Administration ), nella settimana terminata il 23 Novembre gli stock di petrolio statunitense sono aumentati per la decima ottava consecutiva, per un totale di 3,58 milioni di barili, mentre le attese degli analisti erano per un aumento più contenuto, pari a circa +0,8 milioni di barili. In flessione, invece, gli stock di benzina, scesi di circa 0,76 milioni di unità ( consnsus +0,6 milioni di unità ), mentre le scorte di distillati aumentate di 2,6 milioni di unità, contro un calo di 0,8 milioni di unità atteso dal mercato.

Le anticipazioni rilasciate dall’ API ( American Petroleum Institute ), invece, davano scorte di greggio in ascesa di circa 3,45 milioni di barili, stock di benzina in calo di 2,62 milioni di unità e stoccaggi di distillati in crescita di 1,19 milioni di barili.

PREVISIONE SETTIMANALE DI TRADING SUL PETROLIO

Ottimo il bilancio settimanale realizzato dal nostro sistema operativo con sottostante il WTI, che ha preso profitto su 3 obiettivi indicati dalla strategia Long: 2 nella versione Intraday ed 1 nella versione Over; nonché sui due target price della strategia Short Intaday.

Lo scenario Long suggerisce di aprire posizioni al rialzo nel caso in cui si registri un close orario maggiore di 50,89 $; Target Price attesi in area 51,20 e 51,71 dollari; Stop Loss nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 50,38 $. Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 51,71 $, per sfruttare possibili allunghi fino a 52,22 e 52,54 dollari; Stop Loss in caso di ritorno sotto 50,89 $ in chiusura di candela oraria. Ed ancora Long sulla forza, in caso di break-out rialzista di 52,54 $ confermato in chiusura oraria, per accompagnare gli acquisti fino a 52,87 e 53,40 dollari, estesi a 53,94 $; Stop Loss in caso di ritorno sotto 51,71 $ in chiusura di candela oraria. Suggeriti Long Speculativi in caso di eventuale affondo in area 47,49 $, per sfruttare possibili veloci rimbalzi in area 48,46 e 40,95 dollari, estesi a 50,38 $, Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 47 $.

Lo scenario Short, invece, consiglia di attivare posizioni al ribasso nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 50,38 $, per sfruttare eventuali discese in 49,88 e 49,56 dollari; Stop Loss in caso di ritorno oltre 50,89 $ in chiusura di candela oraria. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera inferiore a 49,46 $,per anticipare possibili cali fino a 49,26 e 48,95 dollari; Stop Loss nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 50,38 $. Ed ancora, Short nel caso in cui la pressione in vendita dovesse spingersi sotto 48,95 $ in chiusura di candela oraria, per accompagnare le vendite fino a quota 48,46 e 47,98 dollari, estese a 47,49 $; Stop Loss in caso di ritorno oltre 50,11 $ in close orario. Suggeriti Short Speculativi in caso di allungo in area 53,94 $, per cercare di sfruttare eventuali pull-back di prezzo in area 53,40 e 52,87 dollari, esteso a 52,54 $; Stop Loss nel caso in cui si registri una chiusura oraria oltre quota 54,80 $.

ANALISI TECNICA ORO SETTIMANA 3-7 DICEMBRE

Di seguito l'analisi tecnica sul prezzo dell'oro per la settimana dal 3 al 7 dicembre.

PREZZO DELL’ORO STABILE CON DATI USA CONTRASTANTI

Ottava di indecisione per l’ andamento della quotazione oro, che ha ceduto lo 0,1% rispetto alla chiusura settimanale precedente. La sessione di Venerdì 30 Novembre si è conclusa a quota 1.227,80 dollari. Massimo a 5 sedute che invece si è spinto fino a quota 1.234,90 dollari, dopo aver toccato un minimo a quota 1.216,80 dollari.

LE NEWS ED I DATI MACRO PIU’ IMPORTANTI PER IL PREZZO DELL’ ORO

Quotazioni dell’ oro in riequilibrio dopo che le dichiarazioni del presidente della Federal Reserve hanno indebolito il biglietto verde. Powell ha reso noto che l’istituto centrale statunitense, al momento, valuta i tassi d’ interesse appena sotto il livello di neutralità, affermando al tempo stesso che per la FED ci sono molti dati macro che consacrano la crescita USA, ma anche altri che denotano un lieve rallentamento in determinati settori, come quello immobiliare ad esempio. Pertanto, il mercato ha interpretato le parole di Powell ipotizzando una possibile pausa rispetto alla strategia sui tassi pianificata in precedenza. Un rialzo nel corso del prossimo meeting di Dicembre è dato ormai per scontato, ma a partire dal nuovo il ritmo delle manovre di allentamento potrebbe frenare.

Sotto l’ aspetto macro la settimana oltreoceano si è aperta con il balzo fatto registrare dall’ indice del distretto Fed di Chicago ( CFNAI ), aumentato a +0,24 punti dai +0,14 punti di Settembre ( corretto al ribasso da +0,17 punti ). Lettura migliore delle attese degli analisti, che invece avevano indicato un aumento che non andava oltre i +0,18 punti. Il suddetto indicatore nasce dalla media ponderata di ben 85 diversi indicatori e viene sfruttato dalla FED per misurare le attività economiche generali e le pressioni inflazionistiche. Un valore di indice superiore allo zero indica che l’ economia nazionale si sta espandendo ad un ritmo superiore alla media storica, mentre un valore negativo è sinonimo di crescita inferiore alla media.

Oro in salita e dollaro giù dopo che il Conference Board ha reso noto che nel mese di Novembre la fiducia dei consumatori statunitensi ha subito una flessione a 135,7 punti dai 137,9 punti di Ottobre. Lievemente deluse anche le indicazioni degli analisti, che invece si aspettavano una lettura pari a 137,9 punti. In controtendenza, invece, l’ indicatore delle condizioni attuali, aumentato a 172,7 punti dai 171,9 punti precedenti; mentre il dato relativo all’ indice sulle aspettative è sceso a 111 punti dai 115,1 punti di Ottobre.

Acquisti sul metallo giallo dopo che il Dipartimento per il Commercio statunitense ha confermato la frenata del Prodotto Interno Lordo USA del terzo trimestre, emersa anche nella precedente comunicazione. Il PIL nel periodo Luglio-Settembre si è infatti assestato al 3,5%, su base annua, rallentando rispetto alla lettura finale relativa al secondo trimestre, che aveva rivelato una crescita del 4,2%. Un’ ulteriore frenata a +2,5% è attesa per il quarto trimestre, ma tuttavia il target del 3% fissato dall’ amministrazione Trump per l’ intero 2018 sarà raggiunto con certezza. Ulteriori ombre, a causa dell’ escalation commerciale con la Cina e della minor incidenza degli stimoli fiscali, sono state lanciate anche sulla crescita della prima economia mondiale, nei primi sei mesi del 2019. Il tenuta la spesa per i consumi, che per 2/3 incide sul PIL USA, aumentata del 3,6%, mentre la spesa per gli investimenti in progresso del 3,5% ha evidenziato il minor aumento negli ultimi due anni.

Un passo indietro per l’ indicatore che misura l’andamento del comparto manifatturiero nel distretto di Richmond e che comprende anche Virginia, Maryland, Carolina del Nord e del Sud, Distretto di Columbia e gran parte del West Virginia. Il Richmond FED Index nel mese di Novembre si è infatti assestato a 14 punti, in discesa dai 15 punti della precedente rilevazione mensile.

La Mortgage Bankers Association ( MBA ) ha reso noto che, nella settimana terminata il 23 Novembre, il saldo delle nuove richieste di mutui ipotecari è cresciuto del 5,5%, in netto aumento rispetto alla contrazione dello 0,1% evidenziata nella precedente stima settimanale.

Lievemente minore delle attese la lettura dell’ indice S&P Case Shiller Case, che a Settembre ha evidenziato un aumento del 5,1%, mentre gli analisti avevano pronosticato una crescita del 5,3%. Superiore alle attese, invece, lettura destagionalizzata, che ha invece rivelato un aumento dello 0,3% su base mensile, mentre il consensus era per un aumento dello 0,2%

Nell’ ottava terminata il 24 Novembre il saldo delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione è aumentato a +234 mila unità, in crescita di 10 mila unità rispetto alla precedente stima. Lettura nettamente superiore alle attese degli analisti, che invece si aspettavano un rallentamento a +220 mila unità. La media mobile mensile, indicatore più veritiero rispetto alle singole letture settimanali, si è assestata a 223.250 unità , in crescita di 4.750 unità rispetto alla precedente ottava. Il totale dei richiedenti indennizzo, al 17 Novembre, invece si è portato a 1,710 milioni di unità, in crescita dalla precedente rivelazione settimanale, pari a 1,660 milioni di unità, a sua volta corretta al ribasso da 1,668 milioni di unità inizialmente comunicate. Il consensus medio degli analisti, invece, dava un minor aumento a 1,660 milioni di unità.

Oro giù nella parte conclusiva dell’ottava dopo che il reddito personale negli USA, nel mese, di Ottobre, è aumentato dello 0,8% su base mensile, battendo i pronostici, fermi a +0,4%. Netto anche il balzo rispetto al +0,2% del mese di Settembre. Oltre le attese anche le spese per consumi personali, che sempre ad Ottobre, sono cresciute dello 0,6%, in ascesa rispetto al +0,4% di Settembre, a sua volta rivisto al rialzo dal +0,2% della stima preliminare. Le suddette letture macro, rilasciate dal Dipartimento per il Commercio Statunitense, rappresentano importantissimi indicatori economici, in quanto i redditi incidono sui consumi che a loro volta concorrono al 70% per la formazione del PIL a stelle e strisce.

Oro ancora in calo e dollaro in risalita, dopo che il Purchasing Managers Index che monitora l’attività economica nel distretto di Chicago, a Novembre, ha rivelato un forte aumento a 66,4 punti dai 58,4 punti di Ottobre. Lettura decisamente superiore alle attese degli analisti, che invece si aspettavano una lieve contrazione a 58 punti. Il PMI di Chicago assestandosi abbondantemente sopra la soglia di espansione dei 50 punti ha messo in luce l’ ottimo stato di salute dell’ economia nel distretto federale in esame, che produce riflessi anche in ambito nazionale.

QUADRO GRAFICO DELL’ORO SUL BREVE-MEDIO PERIODO E MEDIO-LUNGO PERIODO

Dopo la mancata rottura della forte area di resistenza di medio-lungo periodo individuata in area 1.360-1.370 dollari, il prezzo dell’ oro è ritornato lentamente alla base di partenza, ripiegando inesorabilmente, prima in area 1.300 dollari e successivamente scendendo sul supporto di medio periodo che passava in area 1.290-1.280 dollari. La discesa settimanale al di sotto dell’ importante supporto individuato in area 1.220 dollari ha innescato ulteriori affondi sui minimi da Gennaio, in area 1.160 dollari, con step intermedio in area 1.200 dollari; nonché importante supporto di lunghissimo periodo, sotto il quale il prezioso metallo giallo potrebbe correre il pericolo di scivolare nuovamente a 1.120 dollari.

L’attuale recupero di area 1.220 dollari, invece, potrebbe allentare la pressione ribassista e favorire un ritorno in area 1.260-1.270 dollari. Lo scenario rialzista, sul medio-lungo periodo si rafforza soltanto in caso di deciso break-out della forte resistenza in area 1.360-1.370, attivando obiettivi di lungo periodo posti in area 1.400 – 1.450 dollari, mentre il sentiment di breve potrebbe ritornare in fase neutrale soltanto in caso di ritorno oltre area 1.280 dollari. Con i mercati azionari globali che lasciano intravedere segnali di debolezza, il deciso turn-over verso un asset storicamente difensivo come l’ oro, sul lungo periodo, potrebbe non essere lontano.

PREVISIONE SETTIMANALE DI TRADING SULL’ ORO

Poco movimentata la settimana per il nostro trading system con sottostante l’ oro che preso profitto sul primo target price indicato dalla strategia Long Intraday e sul primo obiettivo della strategia Short Intraday.

Lo scenario Long prevede l’ apertura di posizioni al rialzo nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 1.231,20 $ e prevede i primi due obiettivi a 1.234,10 e 1.238,80 dollari, Stop Loss in caso di close orario minore di 1.226,50 dollari. Mantenere le operazioni al rialzo nel caso in cui si registri una chiusura oraria o giornaliera oltre 1.238,80 $, per sfruttare possibili allunghi in area 1.243,50 e 1.251,20 dollari; Stop Loss in caso di ritorno sotto 1.227,80 $ in chiusura di candela giornaliera. Long sulla forza in caso di rottura della resistenza a 1.251,20 $ in chiusura oraria o daily, per cercare di assecondare il movimento rialzista fino a 1.256 e 1.260,80 dollari, esteso a 1.268,60 $; Stop Loss in caso di perdita di 1.238,80 $ in chiusura giornaliera. Long speculativi in caso di affondo in area 1.190 $ per sfruttare possibili rimbalzi in area 1.197,60 e 1.206,75 dollari, estesi a 1.218,90 $; Stop Loss in caso di ulteriori discese sotto 1.178 $ in chiusura di candela giornaliera.

La visione Short, invece, suggerisce di aprire posizioni al ribasso nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 1.226,50 $; Target Price previsti a 1.223,60 e 1.218,90 dollari, Stop Loss in caso di close orario maggiore di 1.231,20 $. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera minore di 1.218,90 $, per cercare di anticipare possibili cali in area 1.214,30 e 1.206,75 dollari; Stop Loss; in caso di ritorno sopra 1.227,80$ in chiusura di candela oraria. Ed ancora, Short nel caso in cui la pressione ribassista dovesse spingersi anche sotto quota 1.206,75 $ in chiusura oraria o daily, per cercare di ricoprirsi a 1.202,15 e 1.197,60 dollari, ed in caso di ulteriori discese a 1.190 $; Stop loss in caso di ritorno sopra 1.216,80 $ in chiusura di candela giornaliera. Short Speculativi in caso di allunghi in area 1.268,60 $, per cercare di sfruttare probabili pull-back in area 1.260,80 e 1.256 dollari, estesi a 1.251,20 $; Stop Loss nel caso in cui il movimento rialzista dovesse estendersi oltre 1.281 $ in chiusura giornaliera.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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