Analisi tecnica prezzo petrolio e oro: previsioni e strategia operativa settimana 28 gennaio - 1 febbraio 2019

Analisi tecnica prezzo petrolio e oro: previsioni e strategia operativa settimana 28 gennaio - 1 febbraio

Il fattore Venezuela irrompe sull'andamento del prezzo del petrolio mentre l'oro si conferma rialzista

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Consueto appuntamento di inizio settimana con l'analisi tecnica sui prezzi delle più importanti materie. In questo report, partendo dall'analisi tecnica sulla quotazione petrolio e dall'analisi tecnica sul prezzo dell'oro, si fornità un sistema di trading operativo del tutto gratuito. La settimana di riferimento per le previsioni sui prezzi delle materie prime è quella compresa tra il 28 gennaio e l'1 febbraio.

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ANALISI TECNICA PETROLIO 28 GENNAIO - 1 FEBBRAIO 

La quotazione petrolio ha dovuto fare i conti con l'aggravarsi della crisi in Venezuela. Il paese sudamericano, provato da una gravissima crisi economica, è sempre più spaccato in due e le forze armate sono diventate il fattore in grado di fare la differenza. 

I DISORDINI POLITICI SCOPPIATI IN VENEZUELA POTREBBERO PROVOCARE SANZIONI USA CONTRO L’OUTPUT DEL PAESE LATINOAMERICANO, SOSTENENDO LE QUOTAZIONI DEL PETROLIO

Performance settimanale lievemente positiva per il prezzo del petrolio nella versione WTI, in ascesa di poco più dello 0,5% rispetto alla chiusura della precedente ottava. Le quotazioni del greggio statunitense sono state contenute tra un minimo ed un massimo a cinque sedute, rispettivamente pari a 51,80 e 54,48 dollari.

LE NOTIZIE PIU’ IMPORTANTI PER IL PREZZO DEL PETROLIO

I timori di rallentamento della crescita globale continuano a pesare sulle quotazioni dell’ oro nero, che tuttavia hanno trovato supporto nella crisi politica venezuelana. Nel paese latino-americano, gli oppositori del governo guidato dal presidente Nicolas Maduro ne chiedono la sua destituzione ed il leader dei partiti di opposizione, Juan Guaido, si è autoproclamato presidente. Guaido ha ricevuto l’ appoggio degli Stati Uniti e di altri paese del Sudamerica. Washington ha minacciato possibili sanzioni contro il Venezuela, in particolare sulle esportazioni petrolifere. Da quando Maduro guida il paese, la produzione giornaliera di greggio venezuelano è crollata sui minimi degli ultimi 70 anni, a circa 1,2 milioni di barili, mentre tre anni fa mediamente si aggirava sui 2,5 milioni di barili al giorno.

I DATI SULLE SCORTE SETTIMANALI DI PETROLIO USA

Prezzo del greggio momentaneamente stoppato dal forte aumento fatto registrare dalle scorte di petrolio statunitense, che secondo la stima diffusa dall’EIA ( Energy Information Administration ), nella settimana terminata il 18 Gennaio, sono aumentate di 8 milioni di barili, mentre gli analisti si aspettavano un calo di 0,3 milioni di barili. In ascesa anche gli stock di benzina, aumentati di circa 4,1 milioni di barili ( consensus +3,1 milioni di barili ), mentre le scorte di distillati si sono contratte per circa 0,6 milioni di barili, contro l’aumento di 0,7 milioni di barili stimato dagli analisti. Le anticipazioni rilasciate dall’API ( American Petroleum Institute ) avevano invece indicato scorte in aumento per 6,55 milioni di barili, stock di benzina in crescita di 3,6 milioni di barili e riserve di distillati in aumento di circa 2,6 milioni di barili.

PREVISIONE SETTIMANALE DI TRADING SUL PETROLIO

Buona la performance settimanale realizzata dal nostro sistema operativo con sottostante il WTI che ha centrato 5 dei 7 target price pronosticati dalla strategia Short: 2 nella versione Intraday e 3 nella versione Over.

La strategia rialzista suggerisce di aprire posizioni Long nel caso in cui si registri un close orario maggiore di 53,80 $; Target Price attesi in area 54,13 e 54,34 dollari; Stop Loss nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 53,27 $. Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 54,34 $, per sfruttare possibili allunghi fino a 54,66 e 55,20 dollari; Stop Loss in caso di ritorno sotto 53,80 $ in chiusura di candela oraria. Ed ancora Long sulla forza, in caso di break-out rialzista di 55,20 $ confermato in chiusura oraria, per accompagnare gli acquisti fino a 55,55 e 56,10 dollari, estesi a 56,65 $; Stop Loss in caso di ritorno sotto 54,66 $ in chiusura di candela oraria. Suggeriti Long Speculativi in caso di eventuale affondo in area 49,99 $, per sfruttare possibili veloci rimbalzi in area 50,50 e 51,02 dollari, estesi a 51,56 $, Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 49,40 $.

La strategia ribassista, invece, consiglia di attivare posizioni Short nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 53,27 $, per sfruttare eventuali discese in 52,95 e 52,42 dollari; Stop Loss in caso di ritorno oltre 53,80 $ in chiusura di candela oraria. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera inferiore a 52,42 $, per anticipare possibili cali fino a 51,88 e 51,56 dollari; Stop Loss nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 52,95 $. Ed ancora, Short nel caso in cui la pressione in vendita dovesse spingersi sotto 51,56 $ in chiusura di candela oraria, per accompagnare le vendite fino a quota 51,02 e 50,50 dollari, estese a 49,99 $; Stop Loss in caso di ritorno oltre 52,42 $ in close orario. Suggeriti Short Speculativi in caso di allungo in area 56,65 $, per cercare di sfruttare eventuali pull-back di prezzo in area 56,10 e 55,55 dollari, estesi a 55,20 $; Stop Loss nel caso in cui si registri una chiusura oraria oltre quota 57,25 $.

ANALISI TECNICA ORO SETTIMANA 28 GENNAIO - 1 FEBBRAIO 

Di seguito l'analisi tecnica sul prezzo dell'oro per la settimana dal 28 gennaio all'1 febbraio.

QUADRO TECNICO RIALZISTA SULL’ ORO DOPO ROTTURA AREA 1.300 DOLLARI IN CHIUSURA SETTIMANALE

Forti acquisti sull’ oro nel corso della settimana che ci siamo appena lasciati alle spalle, in cui la quotazione oro, dopo otto mesi, ha fatto registrare una chiusura d’ ottava oltre la soglia dei 1.300 dollari l’oncia. La seduta dello scorso Venerdì si è infatti conclusa a 1.302,40 dollari, in rialzo dell’1,77% rispetto al close giornaliero precedente, con gli acquisti che sono stati calamitati dal deciso calo del Dollar Index, giù dello 0,86%. E’ infatti risaputo che una materia prima quotata in dollari, come l’ oro, beneficia di un biglietto verde debole, in quanto diventa un asset meno costoso per i titolari di valute diverse dalla divisa statunitense, che intendono acquistarlo come investimento o per fare trading. Il bilancio delle ultime 5 sedute ha invece evidenziato un rialzo di poco superiore al punto e mezzo percentuale. L’ impostazione di brevissimo per il prezzo del metallo giallo si conferma pertanto al rialzo, confermata dalla chiusura settimanale vicino ai recenti top di periodo toccati proprio lo scorso Venerdì a quota 1.303,40 dollari.

LE NEWS ED I DATI MACRO PIU’ SENSIBILI PER LE QUOTAZIONI DELL’ ORO

Il metallo giallo ha beneficiato delle dichiarazioni del segretario del commercio statunitense, Wilbur Ross, che ha reso noto le difficoltà di USA e Cina di trovare un accordo sui reciproci dazi, anche se la porta per trovare un’intesa per prolungare la tregua che scadrà a Marzo rimane sempre aperta. Ross ha infatti aggiunto che nelle prossime settimane una delegazione cinese di 30 membri potrebbe volare a Washington per continuare i negoziati.

I primi dati macro più rilevanti diffusi oltreoceano hanno visto l’ indice Richmond Fed del mese in corso assestarsi a -2 punti, in miglioramento dai -8 punti della lettura di Dicembre. Il suddetto indicatore, elaborato dalla Federal Reserve di Richmond monitora l’ andamento del settore manifatturiero nell’ omonimo distretto, comprendente anche Virginia, Maryland, Carolina del Nord e del Sud, Distretto di Columbia e gran parte del West Virginia.

Settimana ricca di indicazioni arrivate dal mercato immobiliare a stelle e strisce. La consueta stima settimanale curata dalla Mortgage Banker Association ( MBA ) ha rivelato che, al 18 Gennaio, le nuove richieste di mutui ipotecari, dopo due settimane in forte crescita, hanno subito una contrazione del 2,7%. Segno “ meno “ per il saldo mensile di Dicembre relativo alle vendite di case esistenti, giù del 6,4% su base mensile; mentre gli analisti avevano pronosticato un calo più contenuto, pari a -1,5%. La suddetta stima ha rilevato vendite pari 4,99 milioni di unità.

Segno “ più “, invece, per i prezzi delle case, che a Novembre, secondo l’ indice curato dalla Federal Housing Finance Agency, sono aumentati dello 0,4% su base mensile e del 5,8% su base annua. L’ indicatore FHFA è pertanto salito a 269,2, in crescita da 268,2 di Ottobre ( corretto da 267,9 della prima lettura ).

Dollaro in recupero e prezzo dell’ oro in momentanea frenata con l’ inatteso aumento fatto registrare dall’ indice PMI manifatturiero di Gennaio, che in via preliminare ha evidenziato un valore pari a 54,9 punti, in miglioramento dai 53,8 punti dello scorso mese. I pronostici degli analisti, invece, non si spingevano oltre i 53,5 punti. La società che rilascia informazioni globali ha inoltre rivelato che l’ indice della produzione è aumentato a 55,9 punti dai 54,3 punti precedenti; mentre l’ indicatore dell’ occupazione si è portato a 54,2 punti dai 52,7 punti del mese precedente. Lieve battuta d’ arresto, invece, per l’ indice PMI servizi, che sempre nella stima preliminare del mese in corso si è assestato a 54,2 punti, in calo dai 54,4 punti di Dicembre. Le stime degli analisti erano tuttavia per un maggior calo, a 54,1 punti. In modesta crescita, a 54,5 punti da 54,4 punti, invece, l’ indicatore PMI Composite, elaborato prendendo in considerazione i dati delle stime manifatturiera e servizi.

Il Conference Board statunitense ha reso noto che il Leading Index, ovvero il cosiddetto Indice Principale, lo scorso mese ha rivelato una contrazione dello 0,1%, come pronosticato dagli analisti, ma frenando rispetto al +0,2% di Novembre.

Segnali incoraggianti per l’ economia USA sono arrivati dal mercato del lavoro, dove il saldo delle nuove richieste si sussidio di disoccupazione, nella settimana terminata il 19 Gennaio, ha rivelato un calo a +199 mila unità, dalle +212 mila unità della precedente stima. Nettamente battute le aspettative degli analisti, che invece avevano indicato un aumento a 218 mia unità. La media mobile mensile, indicatore più veritiero rispetto alle singole letture settimanali, ha invece fatto registrare un calo di 5.500 unità, assestandosi a 215 mila unità. Le richieste continuative, nell’ ottava che si è conclusa il 12 Gennaio sono invece diminuite a 1,713 milioni di unità, in flessione 24 mila unità rispetto al precedente saldo settimanale, pari a 1,737 milioni di unità. Le attese degli analisti erano per una minor contrazione, a 1,730 milioni di unità.

QUADRO GRAFICO DELL’ORO SUL BREVE-MEDIO PERIODO E MEDIO-LUNGO PERIODO

Sotto l’aspetto tecnico, l’ andamento dei prezzi dell’ oro nel 2018 era stato principalmente caratterizzato dalla mancata rottura della forte area di resistenza di medio-lungo periodo individuata in area 1.360-1.370 dollari, che lentamente aveva spinto le quotazioni alla base di partenza, ripiegando inesorabilmente, prima in area 1.300 dollari e successivamente scendendo sul supporto di medio periodo che passava in area 1.290-1.280 dollari. La discesa settimanale al di sotto dell’ importante supporto individuato in area 1.220 dollari aveva innescato ulteriori affondi sui minimi da Gennaio, in area 1.160 dollari, con step intermedio in area 1.200 dollari; nonché importante supporto di lunghissimo periodo, sotto il quale il prezioso metallo giallo avrebbe corso il pericolo di scivolare nuovamente a 1.120 dollari.

Sul breve periodo, lo stabile recupero di area 1.220 dollari, accompagnato dal ritorno in area 1.250 dollari, invece, ha allentato la pressione ribassista, favorendo il ritorno in un primo momento verso area 1.270-1.280 dollari e successivamente sui recenti massimi in area 1.300 dollari. Lo scenario rialzista, sul medio-lungo periodo, tuttavia, si rafforzerà soltanto in caso di deciso break-out della forte resistenza in area 1.360-1.370, attivando obiettivi di lungo periodo posti in area 1.400 – 1.450 dollari, mentre il sentiment di brevissimo potrebbe ritornare in fase neutrale soltanto in caso di ritorno oltre area 1.280-1.250 dollari. Con i mercati azionari globali che lasciano intravedere segnali di debolezza, il deciso turn-over verso un asset storicamente difensivo come l’ oro, sul lungo periodo, potrebbe non essere lontano.

PREVISIONE SETTIMANALE DI TRADING SULL’ ORO

Buona la performance settimanale realizzata dal nostro trading system con sottostante l’ oro, che ha preso profitto su 4 target price della strategia Long: 2 nella versione Intraday e 2 nella versione Over; nonché sul primo obiettivo pronosticato dalla strategia Short Intraday.

La visione rialzista prevede l’ apertura di posizioni Long nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 1.306,65 $ e prevede i primi due obiettivi a 1.309,70 e 1.314,70 dollari, Stop Loss in caso di close orario minore di 1.298,60 dollari. Mantenere le operazioni al rialzo nel caso in cui si registri una chiusura oraria o giornaliera oltre 1.314,70 $, per sfruttare possibili allunghi in area 1.317,80 e 1.322,85 dollari; Stop Loss in caso di ritorno sotto 1.302,40 $ in chiusura di candela giornaliera. Long sulla forza in caso di rottura della resistenza a 1.322,85 $ in chiusura oraria o daily, per cercare di assecondare il movimento rialzista fino a 1.327,55 e 1.332,60 dollari, esteso a 1.340,85 $; Stop Loss in caso di perdita di 1.309,70 $ in chiusura giornaliera. Long speculativi in caso di affondo in area 1.267,80 $ per sfruttare possibili rimbalzi in area 1.272,70 e 1.277,60 dollari, estesi a 1.282,70 $; Stop Loss in caso di ulteriori discese sotto 1.255 $ in chiusura di candela giornaliera.

La visione ribassista, invece, suggerisce di aprire posizioni Short nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 1.298,60 $; Target Price previsti a 1.293,70 e 1.290,65 dollari, Stop Loss in caso di close orario maggiore di 1.306,65 $. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera minore di 1.290,65 $, per cercare di anticipare possibili cali in area 1.285,70 e 1.282,70 dollari; stop Loss in caso di ritorno sopra 1.303,40 $ in chiusura di candela oraria. Ed ancora, Short nel caso in cui la pressione ribassista dovesse spingersi anche sotto quota 1.282,70 $ in chiusura oraria o daily, per cercare di ricoprirsi a 1.277,60 e 1.272,70 dollari, ed in caso di ulteriori discese a 1.267,80 $; Stop loss in caso di ritorno sopra 1.293,70 $ in chiusura di candela giornaliera. Short Speculativi in caso di allunghi in area 1.340,85 $, per cercare di sfruttare probabili pull-back in area 1.332,60 e 1.327,85 dollari, estesi a 1.322,85 $; Stop Loss nel caso in cui il movimento rialzista dovesse estendersi oltre 1.355 $ in chiusura giornaliera.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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