PIL Usa previsioni 2019: rallentamento economia è nell’aria

Quali sono le previsioni sull’andamento del PIL Usa nel 2019? L’economia degli Stati Uniti sarà destinata a crescere oppure il ritmo di aumento del Prodotto Interno Lordo americano subirà un rallentamento? Se per rispondere a queste domande si vanno a guardare le ultime rilevazioni del PIL (quelle riferite all’ultimo trimestre del 2018) non si possono avere dubbi nel riconoscere che il PIL americano proseguirà la sua espansione anche nell’anno corrente. In realtà però, le previsioni sull’economia americana non sono tutte così rose e fiori come si potrebbe pensare. Secondo gli analisti di Unigestion il dato del quarto trimestre sarà certamente superiore alle stime ma è già vecchio e, in quanto tale, non può essere tenuto più di tanto in considerazione nell’elaborazione delle previsioni sul PIL Usa 2019. Quando Unigestion afferma che il dato è vecchio, intende dire che la situazione dell’economia Usa è peggiorata così velocemente che guardare al passato per elaborare nuove stime può indurre all’errore. 

PIL Usa quarto trimestre 2018

Partiamo comunque dal passato ossia dal dato sul Prodotto Interno Lordo americano nel 4ter. Come noto, il PIL Usa nell’ultimo trimestre 2018 ha registrato una crescita del 2,6 per cento contro il + 2,2 per cento atteso. La forte progressione è stata sostenuta dal balzo dei beni durevoli che hanno registrato un aumento del 6 per cento. Viceversa il consumo dei beni non durevoli ha registrato un margine di crescita più basso come pure gli investimenti nel settore dell’edilizia non residenziale. Non sono mancate le voci negative con l’investimento residenziale che ha registrato un calo del 3,5 per cento mettendo in fila il quarto calo consecutivo. Nonostante questa lacuna la crescita del PIL Usa nel quarto trimestre è comunque rimasta forte. Gli analisti di Unigestion hanno però rilevato che nel corso del quarto trimestre ben il 55 per cento dei dati di fondo che alimentano l’US Growth Nowcaster hanno subito in deterioramento. Attenzione perchè il ribasso non è stato un evento isolato visto che già a novembre erano emersi quei segnali che poi a dicembre 2018 hanno trovato ulteriore conferma. 

C’è poi un secondo elemento al quale è necessario prestare attenzione. E’ infatti vero che il consumo dei beni durevoli è rimasto molto forte per tutto il quarto trimestre ma se si analizzano i dati mese per mese è possibile notare che sul finire dell’anno sia avvenuta una lenta decellerazione. Quindi benissimo a ottobre, bene a novembre ma meno bene a dicembre. Ma tutto questo non apre forse la porta ad una tendenza che positiva non è per il 2019?

Previsioni PIL Usa 2019: il parere di Unigestion

Sulla base dell’esame dell’andamento strutturato del PIL Usa nel quatro trimestre, Unigestion ritiene che ci siano chiari segnali, già oggi, su un possibile raffreddamento. Seguendo tutti gli indicatori che compongono il PIL gli analisti ritengono che sarà molto difficile che l’andamento del PIL Usa nel primo trimestre 2019 possa essere superiore rispetto a quello del trimestre precedente. La stima che gli analisti fanno è quella di un PIL in rialzo di appena il 2 per cento. Attenzione perchè le previsioni sul PIL Usa primo trimestre 2019 di Unigestion sono addirittura migliori rispetto a quelle elaborate da enti governativi americani. La FED di New York si attende una crescita del PIL dell’1,2 per cento mentre la FED di Atlanta punta su un PIL Usa in aumento dell’1,9 per cento nel primo trimestre 2019. 

Il rallentamento degli Usa non sarà un caso isolato. Secono Unigestion la maggior parte dei Paesi sviluppati sta andando incontro a forti decellerazioni. Ad esempio è il Canada Growth Nowcaster a lasciare intendere l’entrata dal paese nordamericano in recessione nel primo trimestre 2019. Non parliamo poi dell’Eurozona che oramai da tempo ha messo in evidenza una serie di criticità che suggeriscono l’ingresso in recessione. 

Insomma, ci sono tutta una serie di indicatori che suggeriscono la necessità di un approccio prudente. Ovviamente attenzione a non drammatizzare gli eventi più di quello che essi meritino perchè segnali di ripresa sono comunque possibili. 

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