Analisi tecnica materie prime: previsioni prezzo petrolio e oro settimana 13-17 maggio 2019

Analisi tecnica materie prime: previsioni prezzo petrolio e oro settimana 13-17 maggio 2019

L'analisi tecnica sul prezzo dell'oro e del petrolio nella settimana dal 13 al 17 maggio 2019

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L'analisi tecnica è alla base delle previsioni sull'andamento del prezzo di oro e petrolio. Nel consueto approfondimento di inizio settimana, BorsaInside mette gratuitamente a disposizione l'analisi tecnica sul prezzo del petrolio e dell'oro. Il periodo di riferimento è la settimana compresa tra oggi 13 maggio e il 17 maggio. 

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ANALISI TECNICA PREZZO PETROLIO SETTIMANA 13-17 MAGGIO 2019

Nel corso della scorsa Ottava la quotazione petrolio ha subito un forte rallentamento a causa del ritorno delle tensioni commerciali tra Cina e Usa. E' questo il punto di partenza per elaborare le previsioni sull'andamento del prezzo del petrolio per la settimana in corso.

PREZZO DEL PETROLIO FRENATO DA TENSIONI SUL COMMERCIO INTERNAZIONALE SUL FRONTE USA-CINA

Andamento settimanale incerto per le quotazioni del petrolio WTI, che complice il nuovo braccio di ferro sul commercio tra Stati Uniti e Cina erano momentaneamente scese sui minimi a 5 settimane in area 60 dollari ( 60,04 $ ). L’ ottava è terminata con il prezzo greggio fermo a 61,73 dollari, evidenziando un -0,3% rispetto alla chiusura del Venerdì precedente. Massimo settimanale che si era invece spinto fino a quota 62,95 dollari.

LE NOTIZIE PIU’ IMPORTANTI PER IL PREZZO DEL PETROLIO

Dalle sale operative è emerso che gli operatori continuano a sostenere il prezzo del WTI sopra i supporti di brevissimo in area 60 dollari sfruttando l’ embargo contro l’ output iraniano promosso dagli USA, ed a cui hanno aderito a quasi tutti i Paesi importatori. Quotazioni del greggio sostenute anche dal drastico calo della produzione venezuelana, con il paese latinoamericano sempre più vicino al collasso.

I DATI SULLE SCORTE SETTIMANALI DI PETROLIO USA

Quasi del tutto oscurate le buone indicazioni sulle scorte di petrolio statunitense emerse con il consueto report settimanale elaborato dall’ Energy Information Administration. Secondo l’ EIA, infatti, nella settimana terminata il 3 Maggio, le riserve di petrolio sono scese di 4 milioni di barili, contro l’aumento di circa 1,1 milioni di barili pronosticato dagli analisti. Giù anche gli stock di benzina, in calo di quasi 0,6 milioni di barili, ma meno dei circa -1,1 milioni di barili indicati attesi dal mercato. Le riserve di distillati hanno invece subito una flessione di circa 0,2 milioni di unità, mentre le attese davano un maggior calo, pari a -1,1 milioni di unità. Le anticipazioni diffuse dall’ API ( American Petroleum Institute ) avevano invece pronosticato scorte di greggio in aumento di 2,8 milioni di bari e stock di benzina e distillati rispettivamente in calo di 2,8 milioni e 0,8 milioni di unità.

PREVISIONE SETTIMANALE DI TRADING SUL PETROLIO

Buona la performance realizzata dal nostro sistema operativo con sottostante il WTI che ha preso profitto sui 2 target price pronosticati dalla strategia Long Intraday; nonché su 3 obiettivi della strategia Short: 2 nella versione Intraday ed 1 nella versione Over.

Lo scenario rialzista suggerisce di aprire posizioni Long nel caso in cui si registri un close orario maggiore di 62,18 $; Target Price attesi in area 62,57 e 62,95 dollari; Stop Loss nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 61,55 $. Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 62,95 $, per sfruttare possibili allunghi fino a 63,58 e 63,98 dollari; Stop Loss in caso di ritorno sotto 62,18, $ in chiusura di candela oraria. Ed ancora Long sulla forza, in caso di break-out rialzista di 63,98 $ confermato in chiusura oraria, per accompagnare gli acquisti fino a 64,60 e 65,23 dollari, estesi a 65,93$; Stop Loss in caso di ritorno sotto 62,95 $ in chiusura di candela oraria. Suggeriti Long Speculativi in caso di eventuale affondo in area 58,04 $, per sfruttare possibili veloci rimbalzi in area 58,63 e 59,59dollari, estesi a 60,19 $; Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 57 $.

Lo scenario ribassista, invece, consiglia di attivare posizioni Short nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 61,55 $, per sfruttare eventuali discese in 61,18 e 60,57 dollari; Stop Loss in caso di ritorno oltre 62,18 $ in chiusura di candela oraria. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera inferiore a 60,57$, per anticipare possibili cali fino a 60,19 e 59,59 dollari; Stop Loss nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 61,55 $. Ed ancora, Short nel caso in cui la pressione in vendita dovesse spingersi sotto 59,59 $ in chiusura di candela oraria, per accompagnare le vendite fino a quota 58,98 e 58,63 dollari, estese a 58,04 $; Stop Loss in caso di ritorno oltre 60,19 $ in close orario. Suggeriti Short Speculativi in caso di allungo in area 65,93 $, per cercare di sfruttare eventuali pull-back di prezzo in area 65,23 e 64,60 dollari, estesi a 63,98 $; Stop Loss nel caso in cui si registri una chiusura oraria oltre quota 66,55 $.

ANALISI TECNICA PREZZO ORO SETTIMANA 13 - 17 MAGGIO 2019 

Di seguito l'analisi tecnica sulla quotazione oro per la settimana dal 13 al 17 maggio 2019.

ORO IN TENUTA SOPRA AREA 1.280 DOLLARI SU NUOVO CAPITOLO CRISI COMMERCIALE TRA WASHINGTON E PECHINO

Bilancio settimanale positivo per il prezzo del metallo giallo, che grazie ad un close di ottava a 1.286,70 dollari l’ oncia ha messo a segno un rialzo dello 0,5%. In tenuta il supporto in area 1.280 dollari, messo alla prova dopo che le quotazioni sono scivolate su un minimo a 5 sedute pari a 1.278,15 dollari. Massimo che invece si è spinto fino a quota 1.292,75 dollari.

LE NEWS ED I DATI MACRO PIU’ SENSIBILI PER LE QUOTAZIONI DELL’ ORO

Gli acquisti sull’ oro sono stati alimentati dai realizzi fatti scattare dagli investitori sui mercati azionari, giù con l’ acuirsi delle tensioni commerciali tra USA e Cina, dopo la decisione del Capo della Casa Bianca, Donald Trump, di alzare il tetto delle tariffe sulle importazioni da pechino, portandole al 25% dal 10%.

In un’ ottava avara di dati macro arrivati dagli Stati Uniti, la lettura più rilevante ha indubbiamente riguardato l’ indice dei prezzi al consumo di Aprile, che hanno mostrato una variazione positiva dello 0,3%, evidenziando un lieve rallentamento rispetto al +0,4% di Marzo, corrispondente anche alle attese degli analisti. In linea con gli obiettivi auspicati dalla Federal Reserve, invece, la stima su base annua, pari a +2%, sopra il +1,9% della precedente lettura mensile, ma in lieve frenata rispetto al +2,1% del consensus. L’ inflazione Core, ovvero al netto delle componenti più volatili quali prezzi di beni alimentari ed energetici, ha invece registrato un incremento dello 0,1% su base mensile, mantenendosi sui valori di Marzo ( consensus variazione nulla ). Su base annua, invece, il CPI Core ha evidenziato un incremento del 2,1%, in linea con le aspettative e sopra il +2,1% della precedente lettura.

In lieve contrazione le scorte all’ ingrosso nel mese di Marzo, giù dello 0,1% su base mensile, a dispetto di una variazione nulla attesa dagli analisti.

Il Dipartimento per il Commercio ha rivelato che la bilancia commerciale a stelle e strisce, a Marzo, ha evidenziato un deficit di 50 miliardi di dollari, peggiorando rispetto al disavanzo di 49,3 miliardi di dollari rilevato dalla stima finale di Febbraio, a sua volta rivista da -49,4 miliardi di dollari della prima comunicazione.

In frenata l’ aumento dell’ indice grezzo dei prezzi alla produzione nel mese di Aprile, assestatosi a +0,2% da +0,6% di Marzo. Gli analisti, invece, si aspettavano un progresso dello 0,3%. Il suddetto indicatore, su base annua, ha invece rivelato un progresso del 2,2%, in linea il precedente dato di Marzo, mentre gli analisti avevano pronosticato un risultato pari a +2,3%. Al netto dei prezzi nel comparto energetico, il PPI, sempre lo scorso mese, ha invece mostrato un incremento dello 0,1% ( consensus +0,2% ), rallentando rispetto al +0,3% della lettura di Marzo. Su base annua, invece, il PPI Core ha registrato un aumento del 2,4%, come da precedente lettura mensile, ma crescendo meno del +2,5% indicato dal consensus.

Il Dipartimento per il Lavoro ha rivelato che il saldo settimanale delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione negli USA, nell’ ottava terminata il 4 Maggio, hanno subito un calo di 2 mila unità rispetto alla precedente stima, portandosi a 228 mila unità. Le aspettative degli analisti, invece, erano per un maggior calo a 220 mila unità. La media mensile, indicatore più affidabile, in quanto meno volatile rispetto alle singole letture settimanali, si è invece portata a 220.250 unità, in crescita di 7.750 unità rispetto al precedente stima. Le richieste continuative di indennizzo di disoccupazione, al 27 Aprile, invece, sono aumentate a 1,694 milioni di unità da 1,671 milioni di unità della precedente ottava, mentre gli analisti avevano pronosticato un risultato pari a 1,670 milioni di unità.

La consueta stima settimanale elaborata dalla Mortgage Bankers Association ( MBA ) ha invece evidenziato che nell’ ottava che si è conclusa il 3 Maggio, le nuove richieste di mutui ipotecari hanno mostrato un aumento del 2,7%, mostrando una ripresa rispetto al -4,3% dell’ ottava precedente.

QUADRO GRAFICO DELL’ORO SUL BREVE-MEDIO PERIODO E MEDIO-LUNGO PERIODO

Sentiment di brevissimo periodo ancora debole per le quotazioni dell’oro, nonostante il timido segnale di inversione di tendenza, che ha ricondotto i prezzi oltre area 1.280 dollari. Finché il prezioso metallo giallo verrà scambiato sotto area 1.300 dollari non si escludono possibili ulteriori ribassi.

L’ andamento dei prezzi dell’ oro lo scorso anno era stato principalmente caratterizzato dalla mancata rottura della forte area di resistenza di medio-lungo periodo individuata in area 1.360-1.370 dollari, che lentamente aveva spinto le quotazioni alla base di partenza, ripiegando inesorabilmente, prima in area 1.300 dollari e successivamente scendendo sul supporto di medio periodo che passava in area 1.290-1.280 dollari.

La discesa settimanale al di sotto dell’ importante supporto individuato in area 1.220 dollari aveva innescato ulteriori affondi sui minimi da Gennaio, in area 1.160 dollari, con step intermedio in area 1.200 dollari; nonché importante supporto di lunghissimo periodo, sotto il quale il prezioso metallo giallo avrebbe corso il pericolo di scivolare nuovamente a 1.120 dollari. Sul breve periodo, lo stabile recupero di area 1.220 dollari, accompagnato dal ritorno in area 1.250 dollari, invece, ha allentato la pressione ribassista, favorendo il ritorno in un primo momento verso area 1.330 dollari e successivamente sui recenti massimi in area 1.350 dollari.

Lo scenario rialzista, sul medio-lungo periodo, tuttavia, si rafforzerà soltanto in caso di deciso break-out della forte resistenza in area 1.360-1.370, attivando obiettivi di lungo periodo posti in area 1.400 – 1.450 dollari, mentre il sentiment di brevissimo potrebbe ritornare in fase neutrale soltanto in caso di ritorno oltre area 1.280-1.250 dollari. Con i mercati azionari globali che non lasciano intravedere segnali di debolezza, il deciso turn-over verso un asset storicamente difensivo come l’ oro, sul lungo periodo, potrebbe essere ancora rimandato.

PREVISIONE SETTIMANALE DI TRADING SULL’ ORO

Buona la performance settimanale realizzata dal nostro trading system con sottostante l’ oro, che ha preso profitto sui 2 target price pronosticati dalla strategia Long Intraday.

La visione rialzista prevede l’ apertura di posizioni Long nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 1.286,85 $ e prevede i primi due obiettivi a 1.291,75 e 1.296,70 dollari, Stop Loss in caso di close orario minore di 1.278,15 dollari. Mantenere le operazioni al rialzo nel caso in cui si registri una chiusura oraria o giornaliera oltre 1.296,70 $, per sfruttare possibili allunghi in area 1.299,75 e 1.304,70 dollari; Stop Loss in caso di ritorno sotto 1.285,85 $ in chiusura di candela giornaliera. Long sulla forza in caso di rottura della resistenza a 1.304,70 $ in chiusura oraria o daily, per cercare di assecondare il movimento rialzista fino a 1.309,65 e 1.312,75 dollari, esteso a 1.320,90 $; Stop Loss in caso di perdita di 1.291,75 $ in chiusura giornaliera. Long speculativi in caso di affondo in area 1.245,05 $ per sfruttare possibili rimbalzi in area 1.252,80 e 1.257,60 dollari, estesi a 1.262,40 $; Stop Loss in caso di ulteriori discese sotto 1.235 $ in chiusura di candela giornaliera.

La visione ribassista, invece, suggerisce di aprire posizioni short nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 1.278,15 $; Target Price previsti a 1.275,10 e 1.270,25 dollari, Stop Loss in caso di close orario maggiore di 1.286,85 $. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera minore di 1.270,25 $, per cercare di anticipare possibili cali in area 1.267,25 e 1.262,40 dollari; stop Loss in caso di ritorno sopra 1.278,15 $ in chiusura di candela oraria. Ed ancora, Short nel caso in cui la pressione ribassista dovesse spingersi anche sotto quota 1.262,40 $ in chiusura oraria o daily, per cercare di ricoprirsi a 1.257,60 e 1.252,80 dollari, ed in caso di ulteriori discese a 1.245,05 $; Stop loss in caso di ritorno sopra 1.270,25 $ in chiusura di candela giornaliera. Short Speculativi in caso di allunghi in area 1.320,90 $, per cercare di sfruttare probabili pull-back in area 1.312,75 e 1.309,65 dollari, estesi a 1.304,70 $; Stop Loss nel caso in cui il movimento rialzista dovesse estendersi oltre 1.334,10 $ in chiusura giornaliera.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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