Prezzo petrolio non scende nonostante svolta OPEC: cosa sta succedendo e come investire ora

prezzo petrolio

Inizio di settimana all’insegna del rialzo per il prezzo del petrolio. Le quotazioni del greggio, già toniche dallo scorso weekend, si sono ulteriormente rafforzate attestandosi in area 120 dollari al barile. Più nel dettaglio, il prezzo del Brent questa mattina evidenzia una progressione dello 0,7 per cento a 120 dollari al barile mentre le quotazioni del WTI avanzano dello 0,8 per cento a 119,8 dollari al barile. Praticamente la previsione formulata la scorsa settimana da alcuni analisti circa la possibilità che la quotazione petrolio potesse arrivare a 120 dollari al barile nel giro di poco tempo si è già realizzata.

Il nuovo rally del greggio quasi stupisce se si considera che, appena pochi giorni fa, l’OPEC+ aveva deciso un rialzo della produzione. La deduzione che si può fare dinanzi alla mancata reazione dell’oil alla svolta dei paesi produttori è solo una: se il prezzo del petrolio continua a salire nonostante la decisone di aumentare la produzione è perchè questo provvedimento è tardivo e insufficiente.

Prima di analizzare, più da vicino, quali sono i motivi alla base del boom delle quotazioni petrolifere, ricordiamo che per investire sul prezzo del petrolio è possibile usare uno strumento derivato come i Contratti per Differenza. Fondamentale, per operare con i CFD, è usare solo broker autorizzati come ad esempio eToro (qui trovi la nostra recensione aggiornata). Questa piattaforma mette a disposizione una comoda demo gratuita da 100 mila euro virtuali che può essere usata per imparare ad operare senza correre il rischio di perdere soldi veri.

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OPEC aumenta produzione petrolio ma prezzi volano: perchè?

Se la decisione dell’OPEC di incrementare la produzione di petrolio non è stata sufficiente a contenere il rally delle quotazioni petrolifere è perchè altri fattori risultano avere un peso preponderante. In particolare, potrebbe essere stata la leggera ripresa della domanda da parte della Cina, al termine di un lungo lockdown, ad aver spinto il valore del greggio in area 120 dollari al barile.

Altro fattore che, senza dubbio, rappresenta un elemento di supporto per le quotazioni petrolifere è l’embargo UE al greggio russo. Il provvedimento adottato la scorsa settimana da Bruxelles per adesso sembra essere solo un elemento di sostegno ai prezzi alti mentre per quello che riguarda la sua efficacia, essa è al massimo parziale. Infatti, come si può vedere dati di tracciamento delle petroliere, le esportazioni dalla Russia verso destinazioni sconosciute hanno registrato un forte aumento a partire da mese di aprile e tutto lascia presagire che siano destinato a crescere ancora di più nei prossimi mesi.

Insomma, dinanzi all’introduzione delle sanzioni da parte dell’UE, Mosca si difende vendendo ad altri Paesi. In questo modo l’impatto del blocco viene alleggerito e, alla fine, a rimetterci sono solo i consumatori europei.

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Ad ogni modo, comunque, la stessa reale consistenza delle sanzioni annunciate in pompa magna dai media europei, è tutta da decifrare. L’UE si è infatti affrettata a comunicare che è stato raggiunto un accordo che punta allo stop all’importanza di greggio dalla Russia, ma i termini tecnici dell’intesa sono ancora tutti da decifrare come pure da comprendere è il periodo di durata delle esenzioni. In particolare, nonostante l’annuncio di Polonia e Germania circa la loro volontà di ridurre a zero le importazioni, resta da comprendere se da questo intento sono escluse o meno le importazioni di greggio tramite oleodotto.

Prezzo petrolio a 120 dollari: come investire adesso?

Alla luce di questa situazione, come si può operare sul prezzo del petrolio? Attualmente, nonostante una situazione tesa, il mercato petrolifero è più o meno in equilibrio. Gran parte del petrolio russo, al di là degli annunci, viene ancora spedito in Europa e le importazioni dal Medio Oriente, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita in testa, sono in aumento. Ciò vanifica la decisione dell’OPEC di alzare la produzione e crea il terreno ideale per una ulteriore crescita dei prezzi del greggio. Insomma, dopo aver raggiunto i 120 dollari al barile, il valore del greggio può salire ancora. Questa è una tragedia per i consumatori ma è una buona notizia per i traders.

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