tori e orsi

La stagione delle trimestrali Usa è da sempre considerata uno dei marker mover in assoluto più importanti per chi vuole fare trading online sulle azioni coinvolte e, più in generale, sugli indici di borsa. Il calendario segna 3 settimane piene all’inizio della stagione delle trimestrali Usa. Manca quindi ancora un bel pò di tempo appuntamento e si sa come in finanza 3 settimane siano un arco temporale lungo durante il quale potrebbe succedere di tutto.

E allora se manca ancora così tanto alla diffusione delle prime trimestrali, come mai abbiamo deciso già ora di dedicare un articolo all’argomento. La spiegazione è molto semplice: come hanno messo in evidenza alcuni analisti specializzati sull’azionario Usa, le previsioni sugli utili trimestrali hanno già iniziato mutare. Se le previsioni cambiano è ovvio che anche le strategie trading devono mutare. Tutto insomma diventa più delicato ed è una fortuna che oggi sia possibile fare pratica gratuitamente prima di iniziare ad investire con soldi reali grazie, ad esempio, alla demo da 100 mila euro virtuali che viene fornita dal broker eToro (qui il sito ufficiale).

Previsioni sugli utili dell’S&P 500

Fino a poche settimane fa, la divergenza tra andamento dell’indice S&P 500 e previsioni degli utili trimestrali delle quotate negoziate su questo paniere, era visibile a colpo d’occhio. Da un lato, infatti, c’era un S&P 500 in ribasso del 20 per cento mentre dall’altro le stime sugli utili erano pari a 228,54 per azione contro i 220 di inizio anno.

Successivamente questa divergenza si è leggermente attenuata visto che c’è stato un leggero ribasso delle stime sugli utili.

Attualmente l’S&P 500 scambia a 16,75 volte le previsioni degli utili del 2022, in forte calo rispetto al 22,7 di inizio anno. Questa contrazione crea un problema di non poco conto per il mercato azionario Usa: se le stime sugli utili dovessero iniziare a calare, allora il rapporto P/E subirebbe un aumento a meno che l’indice non dovesse scendere con lo stesso trend degli utili.

Quindi se le previsioni sugli utili societari dovessero scendere, l’S&P dovrebbe scendere con lo stesso ritmo per mantenere l’attuale ratio 16,7 P/E.

L’aumento delle stime sugli utili nel primo semestre del 2022 ha permesso di gestire la situazione. Il merito, però, non è stato di tutti i titoli. Infatti se l’S&P 500 ha tenuto meglio la posizione rispetto al Nasdaq (travolto dalle vendite) è stato grazie al settore energetico. Le stile sugli utili di questo comporto sono raddoppiate grazie al rally delle quotazioni petrolifere e del prezzo del gas naturale.

Come detto all’inizio, però, adesso sembra essere arrivato il momento di rivedere le previsioni poichè le prospettive del settore energetico hanno iniziato ad appianarsi. Cosa può succedere a questo punto? Nel caso in cui i prezzi delle materie prime dovessero scendere ancora, allora le previsioni sugli utili del settore dovrebbero essere riviste al ribasso e ciò non farebbe altro che spingere in giù le previsioni sugli utili di tutto l’S&P 500. In poche parole le stime sulla stagione delle trimestrali Usa dovrebbero essere riviste in negativo.

A livello di singoli titoli, due quotate da tenere d’occhio nelle prossime settimane potrebbero essere Chevron e Exxon. Questi due titoli sono cresciuti (apprezzamento) tantissimo nei mesi scorsi grazie proprio alle ottime previsioni sulle rispettive trimestrali (a loro volta sostenute dall’andamento delle quotazioni petrolifere). Ultimamente, però, il prezzo del petrolio è calato e allora si può ipotizzare che anche la spinta rialzista di questi titoli possa venir meno non solo nel brevissimo ma anche nel medio termine soprattutto se anche le stime sui rispettivi utili trimestrali dovessero essere visti al ribasso.

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