Effetti avversi vaccini Covid-19, dallo studio di Moderna: "1 ragazzo su 1000 in ospedale dopo il vaccino"

Effetti avversi vaccini Covid-19, Big Pharma ammette:

Gli ultimi studi clinici pubblicati sul New England Journal of Medicine realizzati da Moderna indicano effetti avversi gravi in oltre 1 giovane su mille

Quando circa il 50% dei cittadini italiani aveva ricevuto la somministrazione del vaccino contro il Covid-19 la percentuale delle nuove somministrazioni aveva iniziato a calare in modo sempre più evidente. Per raggiungere quel risultato era stata già esercitata una crescente pressione mediatica ed era stata introdotta una forma di obbligo per chi lavora in ambito sanitario.

In seguito, per spingere un maggior numero possibile di persone a ricevere il vaccino le autorità nostrane hanno deciso di usare come leva il Green Pass estendendo l'obbligo ad un sempre maggior numero di attività e luoghi pubblici, ed ora si spinge molto sulla vaccinazione dei più giovani nonostante sia atto notorio che si tratta della fascia di età meno a rischio in caso di contatto con il virus Sars-nCoV-2. 

I mass media praticamente all'unisono continuano a portare avanti una martellante propaganda che dovrebbe convincere scettici e indecisi che i vaccini sono assolutamente sicuri, facendo passare il messaggio che la sperimentazione è terminata quando invece è tuttora in corso, ed alcuni studi di fase 2 e fase 3 sono ancora in atto.

Cosa dice lo studio di Moderna pubblicato sul New England Journal of Medicine

I risultati di uno di questi studi è stato pubblicato l'11 agosto sul New England Journal of Medicine, la celebre rivista scientifica. Sono stati resi noti i dati emersi dagli studi clinici controllati randomizzati (i cosiddetti Rct) realizzati proprio dalla casa produttrice Moderna, uno dei colossi di Big Pharma che sono entrati sin da subito nel business dei vaccini contro il Covid-19.

Già le prime righe di presentazione dello studio non sono esattamente rassicuranti in quanto per quel che riguarda la somministrazione del farmaco negli adolescenti si parla di un "profilo di rischio accettabile".

Che sia accettabile per una casa farmaceutica è anche comprensibile, quel che conta però è se il rischio è accettabile per chi il vaccino lo deve ricevere e, nel caso dei giovani appunto, soprattutto per i genitori.

Lo studio pubblicato sulla nota rivista scientifica è corredato di tutti i dati e le tabelle del caso. Allo studio in questione hanno preso parte 3.732 adolescenti di età compresa tra i 12 e i 17 anni ambosessi, ma solo i due terzi del totale ha ricevuto la somministrazione del farmaco, mentre alla restante parte a loro insaputa è stato somministrato il placebo.

Circa il 95% dei soggetti che hanno partecipato alla sperimentazione del farmaco hanno avuto reazioni avverse locali, anche minime come semplici gonfiori nella prima settimana dalla somministrazione. Reazioni sistemiche, come affaticamento e mal di testa, sono state registrate invece nell'86% dei soggetti che hanno ricevuto il vaccino.

Le reazioni avverse molto gravi però sono ovviamente quelle che preoccupano di più, soprattutto se si considera che a riscontrarle è stato lo 0,12% dei soggetti che corrisponde ad oltre una persona su mille, una percentuale che potrà anche sembrare bassa, ma se si rapporta al totale dei giovani italiani il risultato sarebbe qualcosa come 4.100 ragazzi ricoverati per le reazioni avverse.

Eppure è proprio in questa direzione che l'esecutivo guidato da Mario Draghi continua ad andare. Tra l'altro i dati di questo studio, è bene sottolinearlo, sono quelli che arrivano direttamente da Moderna, cioè da chi i vaccini li produce e li vende, ed è difficile credere che abbiano interesse a creare allarmismo.

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