Come investire nel bear market senza farsi condizionare dalla paura

Il tema del bear market è sempre più centrale nel dibattito tra gli analisti. Sostenuto dal recente forte ribasso che la borsa Usa ha messo a segno (il Nasdaq è praticamente tornato ai livelli del 2020), lo spettro del bear market divide le opinioni in due distinte categorie.

Da un lato c’è chi ritiene che i mercati non siano ancora in bear market e dall’altro c’è chi invece è convinto che la linea sia stata già superata. In questo contesto, abbiamo deciso di provare a fare un salto in avanti, ponendo una questione più pratica e meno teorica: come investire nel bear market evitando di lasciarsi condizionare dalla paura? C’è un modo per gestire (e non essere gestiti) dal mercato orso? Per rispondere a questi interrogativi è necessario fare un passo indietro e analizzare cosa è il bear market. Se già conosci la risposta a questo interrogativo, allora puoi subito passare alla fase operativa.

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Bear Market cosa è: definizione e origini del termine

Il bear market è un concetto che dovrebbe interessare sia gli investitori esperti che chi è alle prime armi. Semplificando al massimo, parliamo di bear market (mercato orso) quando le borse (o un qualsiasi altro mercato) sono in ribasso. Oggi è il bear market di Wall Street a fare notizia anche se di mercato orso si sta iniziando a parlare anche a proposito delle criptovalute. 

Tecnicamente abbiamo a che fare con un bear market nel momento in cui si registra un ribasso di un indice di mercato di almeno il 20 per cento in un intervallo temporale di almeno due mesi. 

Questa definizione del bear market è fornita dalla SEC e quindi non è opinabile più di tanto. Per questo motivo il dibattito attuale sulla presenza o meno di un mercato orso, lascia il tempo che trova. Guardando ai dati, infatti, il solo indice della borsa Usa che ha registrato negli ultimi due mesi un calo di oltre il 20 per cento è il Nasdaq Composite.

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Gli altri panieri dell’azionario americano sono si calati ma non della percentuale minina per poter parlare di mercato orso. E’ quindi improprio dire che Wall Street è in bear market poichè il semplice crollo, anche prolungato, non basta per certificare questa situazione. 

Ricapitolando, tecnicamente si è nel bear market se un indice di mercato presenta le seguenti caratteristiche: 

  • ha perso almeno il 20 per cento 
  • tale ribasso è avvento su un periodo di almeno due mesi

Quando c’è stato un bear market nella storia 

Assodato che oggi ci sia una sorta di tendenza ad usare le parole in modo improprio, vediamo quando, nella storia, è invece possibile parlare di mercato orso. In poche parole, quando sono avvenuti i più importanti bear market in borsa? Guardando al passato, possiamo individuare tre fasi orso in borsa: 

  • Crisi del 1929: la borsa Usa perse il 90 per cento del suo valore in 4 anni
  • Bolla delle dot-com del 2000
  • Bolla dei mutui subprime del 2008

Considerando la portata storica di questi eventi, è evidente che quello che attualmente viene spacciato per bear market non lo è in senso tecnico (se non nel caso del Nasdaq Composite).

Cosa succede quando avviene un bear market

Il fatto che, in termini stretti, quello in corso attualmente non possa essere ritenuto un mercato orso, non signica che, magari già nelle prossime settimane, non si possa verificare un ulteriore peggioramento della situazione con effettiva certificazione del bear market. Nessuno può dire con precisione cosa potrebbe accadere sui mercati azionari. La sola cosa che si può fare è prepararsi anche facendo pratica con un conto demo gratuito come quello messo a disposizione dei clienti dal broker eToro (qui il sito ufficiale).

Inoltre ci sono alcune conseguenze che sono tipiche di un bear market nel senso che, in occasione del mercato orso, tendono ad attivarsi alcuni meccanismi che ne diventano il tratto distintivo. Ecco quali sono: 

  • volatilità fortissima e quasi fuori controllo
  • sensazione di “impazzimento” della massa
  • crolli seguiti da repentini rimbalzi
  • possibilità che si verifichino rimbalzi anche forti nel corso del crollo ma comunque seguiti da forti discese
  • aumento dei rendimenti atteso
  • effetto sul 99 per cento degli investimenti

Tra le 6 azioni che si attivano nel corso di un bear market, quella più preoccupante riguarda l’estensione del trend ribassista a quasi tutti gli investimenti. Una ripercussioni che ci spinge ad evidenziare l’importanza di una opportuna diversificazione. 

In poche parole, visto che quello che succede durante un bear market è molto incisivo, è fondamentale assumere un approccio serio a tutti il mondo degli investimenti. In poche parole, il bear market è il momento meno indicato in assoluto per confidare nella fortuna. 

Come investire nel bear market: il broker eToro

Non è necessario essere degli esperti di finanza per avere ben chiaro un concetto fondamentale: il bear market è una sciagura per l’economia reale. Ciò non significa che lo sia anche per i traders. Gli investitori, infatti, sono soliti investire in modalità short nelle fasi di mercato orso. Lo short trading diventa una strategia di difesa nelle fasi di bear market.

Chi è solito operare in modo diretto sui mercati (ad esempio comprando azioni in senso fisico) è costretto a ricorrere alle vendite allo scoperto. Una procedura complessa che si può evitare preferendo il CFD trading. Scegliendo i Contratti per Differenza (uno strumento derivato) non si ha il possesso del titolo ma si specula solo sui movimenti di prezzo. 

Con i CFD è quindi possibile operare in due direzioni: 

  • long nel caso in cui il prezzo del sottostante (può essere anche un indice) è destinato a salire
  • short se invece la speculazione è su un ribasso dei prezzi

Certo fare long e short trading nelle fasi di bear market non è semplice ed è per questo che è sempre consigliabile affidarsi a broker che non solo sono autorizzati ma che offrono anche strumenti avanzati per operare. Un esempio è il Copy Trading eToro. Anche questa funzionalità può essere testata in modalità demo seguendo il link in basso. 

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Consigli per non farsi trasportare dalla paura nel bear market

La paura è uno dei fattori alla base del mercato orso ma è anche una delle conseguenze a maggiore impatto. Tutto ciò che è irrazionale è nemico del trading online ed è per questo che è necessario imparare a gestirlo. Nel caso specifico del mercato orso, le 5 cose da fare per non lasciarsi trasporare dagli eventi sono: 

  • non vendere tutto. E’ l’irrazionale a suggerire che stia crollando tutto ma in realtà ci sono settori che vanno giù ed asset che resistono
  • punta ad una gestione ottimale della liquidità: se un titolo va a picco e si deprezza tantissimo, non è affatto detto che sia diventato una grande occasione di acquisto. Dipende tutto dalle prospettive
  • prosegui ad applicare una strategia che punta sulla diversificazione: non è vero come le cassandre sono solite ripetere che diversificare non ha senso nel bear market
  • non seguire le masse che, per loro stessa natura, si fanno guidare dall’irrazionale
  • nel mercato azionario effettua una rotazione da growth a value

Questi 5 suggerimenti tecnici possono esserti di aiuto per restare in piedi anche nel corso di un bear market. Un ultimo consiglio ci sentiamo di dare in quanto investitori: investire nel bear market non è per tutti ed è per questo che è sempre consigliabile prima fare pratica. Il ricorso al conto demo eToro (gratuito) può essere utile per assumere consapevolezza di se prima di rischiare soldi veri. 

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