Come cambierà il risparmio gestito in Italia?

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Qualche ipotesi sulla futura evoluzione del mercato del risparmio gestito nel nostro Paese.

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Il risparmio gestito in Italia potrebbe cambiare in maniera notevole nei prossimi mesi, dando seguito a scenari ancora da decifrare, e in cui molti operatori potrebbero rendersi protagonisti di operazioni straordinarie.

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Ad esempio, ad essere costantemente al centro delle attenzioni sono Anima e Arca: i due player del gestito sono infatti in lizza per poter valutare una fusione che darà vita a una piattaforma indipendente. Ad onor di cronaca, per Arca i piani potrebbero essere anche più vari, fino ad arrivare all’individuazione di un partner industriale o una banca che potrebbe permettere di sfruttare la propria rete di distribuzione. Anima potrebbe altresì scegliere la crescita esterna, con acquisizione di un altro asset manager, ma contemporaneamente dovrà difendersi (se lo vorrà) da attacchi, considerato che risulta essere discretamente scalabile.

Anche in ambito internazionale non mancano gli operatori che potrebbero essere interessati a fare qualche mossa. Da Allianz a Natixis, passando per Ubs o BlackRock, i rumors sono davvero numerosi e, anche se in buona parte ancora legati a mere indiscrezioni, anche una minima parte della loro realizzazione potrebbe portare a un cambiamento non marginale dello scenario del gestito italiano.

Stando a quanto commentava a Citywire Italia Mauro Panebianco, di PwC, oggi chi si occupa di distribuzione deve affrontare un tema di sostenibilità del business, per via della compressione delle commissioni e degli effetti di Mifid II. Il consolidamento potrebbe dunque esserci – afferma l’esperto – anche nel mondo delle reti. In tal senso tutti gli operatori di settore in Italia risultano essere potenzialmente contendibili.

Sempre PwC afferma in tal proposito che dal 2017 al 2025 le commissioni di gestione dell’industria globale dell’asset management si ridurranno del 20%, e non è solamente una questione di competizione, quanto anche di un progressivo spostamento verso prodotti passivi a basso costo, come gli ETF, senza scordare il fatto che gli investimenti nella trasformazione digitale sono sempre più significativi.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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