Come si effettua una asset allocation strategica

Qualche giorno fa abbiamo parlato di cosa sia l’asset allocation, e abbiamo altresì condiviso qualche spunto per poter effettuare una corretta asset allocation nel proprio portafoglio.

Cerchiamo ora di compiere un passo in avanti nella conduzione di questo argomento, e vediamo insieme come poter realizzare l’asset allocation di tipo strategico.

Strategia buy and hold

Per prima cosa, premettiamo come tale strategia di asset allocation ben possa essere inquadrata all’interno di un investimento passivo buy-and-hold: un approccio semplice per costruire graduale ricchezza, che consiste nell’acquistare titoli da detenere in portafoglio per un orizzonte temporale non breve.

In tale scenario, per seguire la strategia di asset allocation, si potrebbe costruire un portafoglio diversificato di fondi indicizzati, ETF e altri strumenti, e – volta per volta – riequilibrarlo. In altre parole, quando una asset class sale e un’altra scende, si vende una parte della classe di attività che sale e si acquista l’asset class che scende, al fine di mantenere la stessa ponderazione nel tempo.

Ecco un’immagine di esempio (fonte: lynalden.com):

portfolio lynalden

Ci troviamo dunque dinanzi a una strategia molto semplice e facilmente percorribile. L’unica cosa che cambia nel tempo per i portafogli che seguono un approccio di asset allocation strategico è infatti la proporzione delle varie asset class, con il solo rischio di diventare eccessivamente conservativi nel tempo.

Di norma, ai giovani investitori viene consigliato generalmente di iniziare con elevate allocazioni azionarie, e poi gradualmente nel tempo spostare le risorse dall‘allocazione azionaria a quella obbligazionaria.

Sfruttare i fondi

Se si vuole seguire questa strategia, un buon punto di partenza è quello di NON investire direttamente in singoli titoli, ma sfruttare un’ulteriore fonte di diversificazione investendo nei fondi comuni di investimento e negli ETF, che permettono di prendere posizione su più azioni nazionali, estere, obbligazioni, e così via.

Dunque, invece di comprare e vendere singoli titoli, e cercare un riequilibrio su posizioni molto specifiche, gli investitori – soprattutto, quelli alle prime armi – potrebbero trovare di maggiore utilità investire e disinvestire quote di fondi comuni di investimento o, forse ancora meglio, ETF, con una gestione passiva che possa permettere di prendere lineari posizioni sul mercato.

Periodicamente, naturalmente, si dovrà cercare di procedere al riequilibrio delle poste, come sopra anticipato, in linea con la necessità di mantenere le performance attese.

Difficile affermare ogni quanto possa essere utile effettuare una simile revisione. Tuttavia, piuttosto che concentrarsi su una revisione a cadenze fisse (comunque opportuno in termini, almeno, di monitoraggio), potrebbe essere utile fissare degli indicatori che possano intercettare scostamenti oltre soglia.

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