Metalli e energia, prezzi in calo sotto il peso del coronavirus

Nella mattinata di oggi i prezzi dell’energia sono in ripresa, ma il prezzo della maggior parte dei metalli industriali sta estendendo il proprio declino nonostante le diverse misure annunciate dal governo e dalle banche centrali a sostegno dell’economia globale. Il direttore generale del Fondo monetario internazionale (FMI) ha annunciato che il FMI “è pronto a mobilitare la sua capacità di finanziamento da 1.000 miliardi di dollari per aiutare i propri membri” al fine di contrastare l’impatto negativo dell’epidemia di coronavirus, mentre si sollecita da più parti un coordinamento globale sulle politiche monetarie e fiscali.

In questo contesto, i prezzi del petrolio greggio sono scesi ulteriormente dopo che il direttore finanziario della saudita Aramco ha dichiarato che la compagnia può reggere una condizione di petrolio a 30 dollari al barile, indicando chiaramente che il regno non sta pianificando di cambiare la sua politica di produzione. Ricordiamo che ieri il greggio Brent è sceso fino a 29,45 dollari al barile intraday, scivolando sotto la soglia di 30 dollari per la prima volta dal 2016. Il greggio WTI è sceso a 28,10 dollari al barile intraday.

Passando ai metalli, evidenziamo come nonostante gli annunci di importanti stimoli fiscali e monetari, le preoccupazioni per una brusca contrazione della crescita globale si sia intensificata, spingendo i prezzi dei metalli industriali verso il basso. In effetti, gli investitori stanno uscendo dalle attività a maggiore rischio, in un contesto di incertezza sulla possibilità che le risposte alle politiche non siano sufficienti per contrastare l’impatto negativo della pandemia globale. Il prezzo del rame è sceso al minimo in più di tre anni da questa parte nella giornata di ieri, raggiungendo un minimo intraday di 5.182,5 dollari per tonnellata.

Anche i metalli preziosi che sono fortemente utilizzati nella produzione industriale hanno sofferto fortemente pressioni verso il basso. Il platino ha subito una contrazione del 26% intraday, la più alta mai registrata, scendendo ad un a un minimo di 564 dollari l’oncia, per poi risalire parzialmente.

L’argento ha toccato un minimo di 11,8 dollari l’oncia, il prezzo spot più basso dal gennaio 2009. Il palladio ha registrato la sua più grande serie di sei sessioni in perdita dal 1993 (-39,4% in sei giorni).

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