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Risparmio gestito, in Italia commissioni ancora troppo care: ecco quanto paghiamo per fondi & co.

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Nel nostro Paese commissioni record per gli strumenti di investimento riconducibili al risparmio gestito.

Dall’avvio di questo anomalo 2020 fino ad oggi, buona parte delle società di gestione del risparmio in Italia hanno registrato rendimenti negativi, anche se in misura inferiore rispetto alle principali società per masse gestite in ambito europeo: il rendimento delle sgr italiane è infatti stato pari al – 3,6%, mentre il rendimento delle Top 30 nel vecchio Continente è stato negativo per il – 4,8%. A sostenerlo è l’ultimo report trimestrale che è stato elaborato da Tosetti Value, con numeri ampiamente riportati dal quotidiano Il Sole 24 Ore. Ma per quale motivo?




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Forse la risposta si può cercare poco più in là di tali statistiche. Nell’articolo si legge infatti che da quando sono state avviate le serie storiche statistiche, l’inizio del 2018, solo tre gruppi italiani su dieci hanno prodotto in leggero utile per l’investitore (Intesa, Pramerica, BancoPosta), e per tutti il risultato è inferiore ai costi cumulati pagati nel periodo (tra il 2,85% e il 5,74%).

Di contro, nel resto d’Europa, le società che garantiscono un ritorno positivo sono state 25 su 30, con montanti di punta pari a 122,3 nel caso di Morgan Stanley, e comunque 18 su 30 hanno prestazioni superiori ai costi.

Le ragioni di questa differenza tra l’Italia e il resto d’Europa sono numerose. Una è per esempio ricercata nella prudenza dell’investitore medio italiano, che non ama molto affidarsi all’azionario (15,5%) rispetto a quanto non facciano i colleghi europei (38,4%).

Tuttavia, un tema che non può non essere affrontato è quello delle commissioni. Il report di Tosetti Value, per esempio, si concentra solo sui costi ricorrenti che gravano sui prodotti, cioè le commissioni di gestione, gli oneri della banca depositaria, i costi di revisione e altri costi fissi in favore della società di gestione, che cumulativamente sono pari all’1,43% rispetto all’1,01%.

Non solo. A questi costi bisogna aggiungere altri oneri legati a commissioni di performance, di transazione, di ingresso e di uscita. Alla luce di tutto ciò, non è difficile pensare a quanto sia arduo trovare un prodotto gestito realmente competitivo e in profitto…

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