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Il trattamento fiscale dei certificati finanziari

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Un approfondimento sul trattamento fiscale che caratterizza i certificati finanziari.

Stando a quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate con apposita circolare, i redditi che derivano da rapporti mediante cui possono essere realizzati differenziali positivi e negativi, indipendenza di un evento incerto, devono essere considerati redditi diversi e, come tali, dichiarati nell’apposito modello di dichiarazione dei redditi, con presentazione annuale.

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In tale scenario, a scanso di equivoci, giova condividere come i redditi che sono generati dai certificati sono da considerarsi a ogni effetto redditi diversi e, per questo motivo, sottostanti l’applicazione della tassazione del 26% sul capital gain (fino al 1 luglio 2014, 20%), con possibilità di compensazione con le minusvalenze che sono maturate entro il quarto anno antecedente.

Ne deriva che i profitti che possono essere ottenuti su un certificato finanziario, nella parte che è frutto della tassazione, possono essere utilizzati per controbilanciare eventuali minusvalenze, ovvero perdite che possono essere maturati con altri certificati o con altri strumenti finanziari intestati all’intestatario del certificato.

Chiarito sopra, è ben comprensibile il motivo per cui i certificati finanziari sono considerati come fiscalmente molto efficienti, e che alcuni investitori puntano su di essi proprio per poter recuperare le minusvalenze conseguite negli esercizi precedenti. Rileviamo, sempre in termini di efficienza fiscale, che anche i redditi che derivano dai premi periodici sono soggetti a compensazione.

Stando a quanto precisato dall’Agenzia delle Entrate, infatti, sono da considerarsi redditi diversi – come sopra già anticipato – tutti quei redditi che sono generati da rapporti mediante i quali sono realizzabili differenziali positivi o negativi in dipendenza di un evento incerto. In questo senso, la condizione per la quale è possibile che si verifichi o meno il pagamento di un premio periodico non può che rendere incerto l’evento. Anche qualora ci sia la certezza di pagamento (si pensi al premio incondizionato), secondo alcuni analisti è il profilo di rimborso alla scadenza a prevalere e pertanto, in assenza di garanzia di rimborso e protezione del nominale, anche il premio incondizionato risulta compensabile.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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