Sell-off generalizzato su quasi tutte le criptovalute con il prezzo del Bitcoin che, dopo aver assaporato quota 8000 dollari riesumando le entusiaste voci su un nuovo rally del BTC (come quello dei bei tempi), è oggi crollato attorno a quota 6300 dollari. Non è andata meglio alla seconda criptovaluta per capitalizzazione, Ethereum. Il prezzo di ETH è addirittura sceso sotto i 400 dollari con ETHUSD a 363 dollari. Il crollo di Ethereum ha aperto una pericolosa frattura molto significatica dal punto di vista tecnico.

Non si è unita al generalizzato crollo delle criptovalute, Ripple. La quotazione XRP, infatti, non registra apprezzamenti significativi, praticamente impossibili in un contesto di panic selling come quello attuale, ma risce a tenere botta. Ripple oggi non crolla anzi sembra quasi intercettare la fuga da tutte le altre criptovalute. Secondo i monitoraggi in tempo reale di CoinMarketCap, il prezzo di Ripple registra un rialzo dello 0,9% a 0,35. A tenere compagnia a Ripple ed andare in controtendenza rispetto al sentiment prevalente sulle criptovalute oggi, è la sola Cardano che avanza dello 0,72%. Per il resto, è tutto un grande bagno di sangue con situazioni molto pesanti (oltre a quella di Ethereum). Ad esempio la quotazione del Bitcoin Cash registra un ribasso del 5,15% mentre IOTA perde oltre il 7% configurandosi come la criptovaluta oggi peggiore tra quelle monitorate da CoinMarketCap

In una fase delicatissima per la criptovalute oggi emerge il ruolo di crypto rifugio che già in passato era stato ricoperto da Ripple. 

Ma perchè il Bitcoin, Ethereum e tutte le altre (tranne le eccezioni citate) crollano? Il tonfo del Bitcoin, anticipato già nei giorni scorsi sull’onda dello scandalo manipolazione delle criptovalute, è causata dalla questione ETF. 

Nei giorni scorsi, la società VanEck e l’azienda di servizi finanziari Solid X avevano siglato un accordo “storico” avente come obiettivo quello di lanciare un ETF sul BTC. Un evento rivoluzionario che aveva suscitato l’interesse dalla comunità. L’arrivo di un ETF avente come sottostante il Bitcoin rappresenta certamente un fattore di appeal anche dal punto di vista dell’operatività tramite trading. L’approvazione dell’ETF avrebbe avuto conseguene positive per tutto il settore digitale (tralasciando l’impatto molto significativo sul settore investimenti). Questi gli effetti sulla carta perchè, concretamente, il lancio dell’ETF sul Bitcoin non c’è ancota stato. Il via libera dell’americana SEC, indispensabile per rendere operativo e effettivo il lancio, non c’è ancora stato ma anzi è stato rimandato a settembre. Il rinvio ha alimentato dubbi di ogni sorta. Poichè per ben due volte la SEC ha bocciato il lancio dell’ETF sul Bitcoin, gli investitori hanno iniziato a temere che anche in questa circostanza tutto dovesse restare lettera morta. 

La portata dell’evento è così grande che è bastato questo slittamento a gettare tutti nel panico e da qui, appunto, il sel-off su tutte le criptovalute. L’approvazione di un ETF sul Bitcoin permetterebbe alla criptovaluta regina di ottenere quella legittimazione istituzionale che da tempo è cercata. Inutile dire che nel caso in cui dietro al rinvio ci fosse in realtà un nuovo stop, per le quotazioni del BTC e non solo si metterebbe male anche nel medio termine. 

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